Ranking FIFA: come funziona

Ranking FIFA: come funziona
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    Ranking FIFA: come funziona

    Ogni mese i giornali sportivi ci danno notizia della posizione dell’Italia nel ranking FIFA: a settembre 2011 la Nazionale di Prandelli si è conquistata il sesto posto, in recupero di una posizione rispetto al mese precedente. Ma come si calcola questo ranking e come funziona? Scopriamolo!

    Le posizioni spesso suscitano qualche polemica: perchè certe squadre che sulla carta sono inferiori ad altre, le precedono?

    Una cosa è certa: nonostante tutto il ranking è usato dal 1998 come uno dei parametri per definire le teste di serie nelle fasi finali dei Mondiali. Perchè è quindi così importante?


    - STORIA:

    La prima classifica “informale”risale al dicembre del 1992. A partire dall’agosto 1993, con la sponsorizzazione della Coca-Cola, la classificazione assunse carattere ufficiale: inizialmente il sistema di calcolo era piuttosto semplice e prevedeva l’assegnazione di 3 punti per ogni vittoria ed 1 punto per ogni pareggio. Di modifiche ne sono state fatte parecchie: vediamo quali.


    - I PARAMETRI:

    Il ranking Fifa ha come scopo quello di delineare le migliori nazionali in un dato istante, senza tener conto della storia delle Nazionali: i dati si calcolano infatti sulla base dei risultati degli ultimi 4 anni. Per il calcolo vengono prese in esame le gare giocate negli ultimi 48 mesi: ad ognuna di queste è assegnato un punteggio che parte dai punti conseguiti e li moltiplica per alcuni fattori come avversario, contesto, confederazione e tempo, che ne modificano il valore.

    - Punti conseguiti: 3 per la vittoria, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta. Per chi vince ai rigori una gara di fase finale sono assegnati 2 punti. Le gare perse, che sia un’amichevole o una finale di un Mondiale, non portano invece mai alcun punto.

    - Valore avversari: il valore dell’avversario modifica il fattore moltiplicatore che è dato da un centesimo della differenza fra 200 e la posizione occupata nell’ultimo ranking dall’avversario, ma con un valore sempre di almeno 0,5. Ma c’è una eccezione: affrontare la capoclassifica ha un peso di 2 e non di 1,99.

    - Contesto partita: il peso varia da 4, per la fase finale dei Mondiali, a 3, per le fasi finali dei tornei continentali e la Confederations, a 2,5 per le eliminatorie mondiali e continentali fino ad 1 per tutte le altre gare, come amichevoli e tornei minori.

    Quindi ogni gara del Mondiale ha sempre un peso di 4, sia che sia una partita della fase a gironi o la finale.

    - Le confederazioni: è dato dalla media del valore delle confederazioni di appartenenza delle due contendenti, che varia da un massimo di 1 ad un minimo di 0,85, calcolato in proporzione al numero di vittorie ottenute da ogni confederazione nelle ultime tre fasi finali dei Mondiali in gare diverse dagli scontri continentali. Attualmente la UEFA ha peso 1, la CONMEBOL 0,99, la CONCACAF 0,88 e le altre 0,85. Il paradosso di un criterio così? Italia–Brasile ha un valore di 0,995 mentre Lussemburgo–Andorra di 1: qualcosa evidentemente non quadra per questo parametro.

    - Il tempo: il ranking è su base quadriennale ma le ultime partite giocate valgono di più di quelle giocate 4 anni prima. Il moltiplicatore va da 1 per le gare dell’ultimo anno, a 0,5 per quelle del penultimo, a 0,3 per il terzultimo per finire a 0,2 per quelle giocate 4 anni prima.

    Foto da AP/LaPresse

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