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Pagellone della 6a giornata di Serie A 2013-14: promossi e bocciati

Pagellone della 6a giornata di Serie A 2013-14: promossi e bocciati
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    Pagellone della 6a giornata di Serie A 2013-14: promossi e bocciati

    Puntuale come le tasse torna il pagellone della Serie A 2013-14. Appena chiusa la sesta giornata, si attende l’appendice di Fiorentina-Parma di stasera, ma è già chiaro chi si merita il nostro bel voto e chi un pollice verso. Roma sugli scudi grazie al primo allenatore che arriva da queste parti da tempo immemore. Dietro male gli arbitri e le troppe chiacchiere…

    Rudy Garcia: voto 10. E’ attesa nelle edicole della capitale la biografia del francese dal titolo “Come rianimare un morto in tre semplici passi”. Un miracolo che si comprende soprattutto leggendo i numeri di questa Roma. 6 partite, 6 vittorie, 17 gol fatti, 1 solo subito. E se prendono entusiasmo sarà dura per tutti.

    Verona: voto 9. Gli scaligeri si confermano una bella realtà del massimo campionato andando a gonfie vele sul proprio campo. Conoscevamo le doti di Mandorlini nell’ottenere il massimo tra le mura amiche, ma si pensava che il salto fosse pericoloso. Salvezza alla portata.

    Cagliari: voto 8. Punto strappato con caparbietà alla corazzata di Mazzarri. La squadra di Cellino non ha fatto la consueta rivoluzione estiva e i frutti stanno arrivando. Manca ancora un pizzico di convinzione per avere una squadra rivelazione, ma la strada è quella giusta.

    Milan, Napoli e Juventus: voto 7. Punti pesanti con il minimo sforzo. I rossoneri pescano il jolly Birsa e rianimano una classifica asfittica, preparandosi nel migliore dei modi allo scontro con i campioni d’Italia. Il Napoli ne fa due, ma non cambia la sostanza: nel caso del turnover Benitez stavolta c’azzecca. I bianconeri non sbagliano nel derby, ma sono quelle vittorie che portano in dote uno stress emotivo che alla lunga può risultare pericoloso.

    Catania: voto 6. Finalmente si sblocca! La squadra di Maran cancella lo 0 nella casella vittorie, cogliendo un successo importante e atteso. Ora bisognerà badare al sodo per evitare pericolosi scivoloni. Non sarebbe la prima volta che una piccola uscita da una grande stagione, rischia la B l’annata successiva.

    I bocciati

    Inter: voto 5. Mezzo passo falso, ma ci poteva stare. La polemica continua di Mazzarri protegge i giocatori, ma alla lunga è una politica che non paga.

    Chievo: voto 4. Dopo tante stagione non è questa la faccia felice del calcio veronese in Italia.

    I gialloblu faticano a trovare la quadratura del cerchio e le sconfitte consecutive contro Catania e Atalanta (avversarie per la salvezza) sono sintomo di fragilità.

    Sampdoria: voto 3. La Doria sprofonda. A San Siro ci si doveva credere al risultato perché questo Milan non deve spaventare. E invece una partita troppo rinunciataria condanna i blucerchiati ad una classifica da mal di testa.

    Bologna: voto 2. Non pervenuta. I felsinei hanno abituato ultimamente a queste partite da “CHi l’ha visto?”. Pioli deve ritrovare una squadra che sembra aver smarrito la concentrazione

    Gli arbitri: voto 1. I tifosi si danno ognuno la propria spiegazione, ma inevitabile che un pensiero alla tecnologia debba essere fatto. Ma forse la credibilità non è un valore importante nel mondo del calcio.

    La polemica sempre e comunque: voto 0. Sei giornate e una quantità di chiacchiere inutili da poter riempire cento libri. Pensassero ad allenare…

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