Mondiali 1982: 31 anni fa il trionfo azzurro in Spagna [FOTO e VIDEO]

Mondiali 1982: 31 anni fa il trionfo azzurro in Spagna [FOTO e VIDEO]
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    AP/LaPresse

    Luglio è un mese importante per le ricorrenze calcistiche. A Luglio notoriamente si giocano le finali delle grandi manifestazioni che mettono al centro dell’attenzione il pallone, dagli Europei ai campionati mondiali di calcio. In particolare l’11 Luglio resta e resterà per sempre una data incancellabile nella storia del calcio italiana, un giorno memorabile in cui gli azzurri di Enzo Bearzot trionfarono alla rassegna mondiale in Spagna. Il Mundial che si tinse di azzurro esattamente 31 anni or sono rievoca forti emozioni, immagini sempre vivide, ricordi e sensazioni tutt’altro che sbiaditi.

    L’impresa confezionata da Tardelli e compagni non passerà mai di moda, è sempre attuale e rivisitata più e più volte in chiave moderna. I più giovani hanno potuto godere per esempio del successo azzurro nella finale contro la Germania solo pochi giorni fa, quando l’Italia di Prandelli ha sfidato i tedeschi nella semifinale europea a Varsavia e puntualmente la scatola dei ricordi è stata riaperta. Erano altri tempi, era un altro calcio, un pallone calciato sul campo e non visto su social network o apprezzato sul World Wide Web. L’Italia partì in sordina, non era la favorita, al contrario partì alla volta della Spagna con una zavorra pesantissima, lo scandalo del primo Calcioscommesse che gettò fango sul nostro paese e sporcò nomi eccellenti fino ad allora ben voluti. E allora come è stato possibile battere le grandi nazionali, massicce ed impenetrabili che si presenterano ai nastri di partenza della competizione?

    La determinazione del “Vecio” Enzo Bearzot, friulano doc e irreprensibile ct fu il deterrente decisivo. Il nostro commissario tecnico, mancato nel dicembre 2010, riuscì a compattare una nazionale sfilacciata e con pochi stimoli trasformandola in un organico voglioso e volitivo. Inutile dire che il merito fu di molti, tutti hanno dato il massimo per alzare al cielo la Coppa del Mondo. Dall’urlo silenzioso di Marco Tardelli autore del secondo gol contro gli alemanni, alla gioia del sempre abbottonato Dino Zoff intento a sollevare il trofeo, ai prodigi di Paolo Rossi che da lì a poco avrebbe fatto sfracelli in Liga Spagnola. La serie di gare azzurre non fu devastante, almeno all’inizio. Gli azzurri passarono la prima fase collezionando tre pareggi, impattando 1-1 contro Perù e Camerun e pareggiando 0-0 contro la capolista Polonia, poi avversaria in semifinale.

    Nella seconda fase furono inseriti nel Girone di Brasile e Argentina entrambe sconfitte grazue a prestazioni magistrali fatte di nervi, muscoli, qualità e cuore.

    Era l’Argentina di Maradona e Passarella e il Brasile di Zico e Falcão. Gli Albicelesti furono piegati dalle reti di Cabrini e Gentile, i carioca superati dalla tripletta di Rossi, un ko per la selezione verde-oro che tutt’oggi viene ricordato come la tragedia del Sarrià. In semifinale ecco la Polonia di Boniek grande assente del match. L’8 luglio al Camp Nou di Barcellona gli azzurri giocarono con grande autorità imponendosi con una doppietta del solito Paolo Rossi.

    Tre giorni più tardi fu il turno della sfida contro la Germania che eliminò la Francia ai rigori. Gli azzurri in grande spolvero non sembravano avere avversari capaci di tenere il passo e così è stato. Rossi sbloccava al 12′ della ripresa, Tardelli metteva il sigillo 12 minuti più tardi per quella che sarebbe stata la rete più vista del calcio italiano. Altobelli umiliò i panzer che reagirono con Breitner. Poi è storia. L’arbitro Coelho si impossessa della sfera e sibila il triplice fischio finale, il cronista Nando Martellini urla al cielo per tre volte : “Campioni del Mondo”, il presidente della Repubblica Sandro Pertini applaude in tribuna, Dino Zoff alza la coppa e leggenda narra che sul volo di ritorno, la coppia Bearzot-Causio vinsero una partita a scopone scientifico con Pertini e Zoff.

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