Milan – Udinese, Balotelli veni, vidi, vici [FOTO]

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    Doveva essere il giorno di Mario Balotelli e lo è stato. Non doveva giocare, ma il titolare Giampaolo Pazzini si è bloccato durante il riscaldamento e così il nuovo attesissimo acquisto è stato gettato subito nella mischia. La serata era fresca, ma non gelata, il punto di osservazione del match ideale, sopra la lounge di Dolce e Gabbana che ci ha ospitati e così abbiamo assistito allo show personale dell’attaccante azzurro. Pronti-via e già il destro di Supermario sfiora il palo. Il primo tempo è arrembante, con un gol di prepotenza dentro l’area, c’è spazio anche per altre due azioni pericolose (soprattutto un destro che stava entrando nel sette), poi nel secondo tempo entra in scena la sofferenza e la grinta dell’Udinese che recupera lo svantaggio e prova l’impresa. Fino al calcio di rigore finale.

    In un San Siro sorprendentemente vuoto a metà, le voci della Curva Sud riempivano il teatro e già si scaldavano anche le tribune al momento dell’annuncio della formazione. Sì, era proprio vero: il numero 45 debuttava da subito in campo. Il tridente crestato si faceva dunque vedere subito all’azione: a sinistra la cresta più netta e areodinamica di El Shaarawy, a destra quella sottile e quasi invisibile di Niang e al centro quella per eccellenza di Balotelli. Ed era subito spettacolo, anche se più divertente che incisivo. È vero: il Milan ha sfiorato subito il gol, poi ha legittimato il predominio con la rete di Mario e ha sfiorato più volte il raddoppio, ma l’Udinese era pronta a sfruttare i buchi difensivi.

    L’entusiasmo del pubblico si è trasformato piano piano in preoccupazione seguendo l’inevitabile calo dell’azione milanista coinciso con il calo atletico di Balotelli che – come lui stesso ha ammesso – ha patito un po’ di mal di gambe dovuto a una stagione non così piena di partite.

    L’attaccante rossonero ha limitato le sgroppate verso la fine del primo tempo, ha cercato di amministrare le energie e ha giocato più di fino e a servizio dei compagni. Tutto preludeva a un secondo tempo molto delicato, visto che la squadra di Guidolin si era preparata all’assalto come un pugile pronto a incassare e poi a sfruttare la stanchezza dell’avversario, con sagacia.

    Il ritorno in campo ha solo confermato quanto già si era potuto ipotizzare, infatti è arrivato il pareggio dei bianconeri, ancora una volta in contropiede, grazie a Pinzi. Il Milan è parso quasi offeso, ma poteva contare sul talento del neo-acquisto, che dirigeva l’attacco – ora infoltito anche da Bojan – per l’arrembaggio finale. Nonostante qualche disimpegno difensivo assai difficoltoso (i piedi fini e il talento di Constant sono sempre un po’ fuori-luogo a pochi metri dall’area di rigore) lo stadio era ormai proiettato a un finale di gara all’arma bianca e così è stato.

    Doveva essere la serata di Balotelli – abbiamo scritto a inizio articolo – e se l’ingresso in campo era stato gentilmente regalato dal risentimento muscolare di Pazzini, il finale al cardiopalmo è stato offerto dall’arbitro Valeri, che fino a quel momento aveva diretto piuttosto bene. Al 93esimo e con già il fischietto pronto a mandare tutti negli spogliatoi, El Shaarawy si è involato sulla sinistra ed è entrato in area, dove è stato abbattuto da Heurtaux. Peccato che l’entrata fosse netta sul pallone. Valeri ci ha pensato su almeno due secondi poi ha fischiato e ha indicato il dischetto: rigore. Sarebbe stata l’ultima azione della partita e ovviamente Balotelli si è preso la responsabilità. Pallone a sinistra, portiere a destra, triplice fischio. Veni, vidi, vici.

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