Mancini condannato a 2 anni e 8 mesi per violenza sessuale

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    Mancini condannato a 2 anni e 8 mesi per violenza sessuale

    Amantino Mancini, l’ex ala di Roma e Inter, accusato a dicembre 2010 di violenza sessuale e lesioni nei confronti di una giovane brasiliana, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.

    Per il giocatore, 31 anni, attualmente all’Atletico Mineiro di Belo Horizonte, potrebbe essere la fine della carriera? Sicuramente un epilogo non degno dei suoi dribbling con cui aveva deliziato per anni soprattutto i tifosi della Capitale.

    - Il fatto:

    Tra la notte dell’8 dicembre e la mattina del 9 dicembre, Mancini aveva partecipato a una festa organizzata da Ronaldinho. Qui avrebbe conosciuto una giovane brasiliana, nota nel suo paese per avere preso parta a qualche apparizione in programmi televisivi.

    Mancini, dopo essersi offerto di accompagnarla a casa, l’avrebbe poi portata nel suo appartamento e violentata: approfittando dello stato di semi-incoscienza della ragazza, ubriaca, l’avrebbe costretta a subire rapporti sessuali, provocandole anche escoriazioni.

    La mattina dopo Mancini avrebbe dato 50 euro alla giovane per prendersi un taxi. Ma invece di tornare a casa la donna si è recata al Servizio violenza sessuale della clinica Mangiagalli dove è poi partita la denuncia per il calciatore.

    - La sentenza:

    L’accusa aveva chiesto una pena di 3 anni e 8 mesi ma il gup di Milano Laura Marchiondelli, con sentenza di rito abbreviato, ha diminuito la pena a 2 anni e 8 mesi. E’ stato condannato anche Gerardo Eugenio Do Nascimento, assistente del calciatore brasiliano, per favoreggiamento: avrebbe infatti tentato di convincere la ragazza a ritirare la denuncia.

    - La difesa di Mancini:

    In una nota congiunta, i due avvocati di Mancini hanno fatto sapere che il brasiliano “pur rispettando la sentenza del Tribunale di Milano, si professa estraneo ai fatti e continuerà a difendersi per dimostrare la propria innocenza”.

    Come andrà a finire questa storia? Di certo l’immagine del calciatore sembra ormai irrimediabilmente compromessa.

    Foto da AP/LaPresse