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Le esultanze più strane e più belle della storia del calcio [FOTO]

Le esultanze più strane e più belle della storia del calcio [FOTO]
da in Calcio, Sport
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    Oggi vi parliamo delle esultanze più belle e più strane della storia del calcio. Il giocatore stoppa la palla, calcia verso la porta e la sfera supera la linea. E’ gol! Che sia la finale di Champions League o un campetto di periferia, il calciatore si lascia sempre andare in esultanze per la marcatura. L’adrenalina per un gol è tale da far esplodere il calciatore in balletti, rituali, esultanze scenografiche. Abbiamo voluto racchiudere quelle più belle e particolari che hanno fatto impazzire di gioia intere tifoserie. Dalla linguaccia di Del Piero alla mitragliata di Batistuta, ecco le esultanze più belle degli ultimi 20 anni di calcio.

    La mitragliata di Gabriel Omar Batistuta

    L’attaccante della Fiorentina prima e Roma poi è stato uno delle punte più complete e forti della Serie A. Tantissimi gol in tutte le salse, poi l’esultanza: mani una dietro l’altra, per “sparare” colpi di mitraglia. Le vittime i tifosi sugli spalti e i compagni di squadra. Il Re Leone ha segnato una pagina importante delle esultanze più belle.

    L’aeroplanino di Vincenzo Montella

    L’attuale allenatore della Fiorentina è stato in carriera un bomber di razza. Fortissimo in area di rigore, un sinistro magico e la stessa esultanza dopo ogni rete. Montella spiccava il volo. Braccia larghe, e movimento ondulatorio per simulare le ali di un aereo. Da li il soprannome di “Aeroplanino” Montella.

    La linguaccia di Alex Del Piero

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    La linguaccia è stata un simbolo delle ultime stagioni di Serie A. Alessandro Del Piero, icona della Juventus, ha inventato questa stravagante esultanza imitando Michael Jordan. Braccia larghe e linguaccia in bella mostra. Un’esultanza spontanea, genuina, gioiosa, un po’ come lo stile di Pinturicchio sul campo. I bianconeri l’hanno amata, gli avversari odiata ma è rimasta impressa nella mente di ogni tifoso.

    Il trenino del Bari

    Negli anni ’90, il Bari aveva un fior fiore di squadra. Gente come Protti, Tovalieri e Amoruso facevano sognare i tifosi del Galletto. La loro esultanza è entrata nella storia del calcio nostrano. Il marcatore si mette a 4 zampe e dietro di lui i compagni sempre accovacciati nello stesso modo. Il risultato è quello di un trenino in movimento. Il Bari vince, il trenino corre. Icona delle esultanze di squadra.

    Le mani dietro la schiena del Cholo Simeone

    Diego Pablo SImeone, tecnico dell’Atletico Madrid, è stato un vero gladiatore con le maglie di Inter e Lazio. Centrocampista tutto cuore e grinta ma col vizietto del gol. Ad ogni rete celebrava allo stesso modo.

    Mani dietro le spalle per indicare il suo nome e il suo numero, come dire: “Ha segnato il Cholo Simeone”.

    Ravanelli

    La faccia sotto la maglia di Fabrizio Ravanelli

    Penna bianca Ravanelli è stato un grande attaccante della Juventus. La sua esultanza è stata storica. Maglia sul volto e corsa sfrenata senza preoccuparsi della canottiera della salute in bella mostra. Negli anni ’90 ha creato un mito.

    Le capriole di Faustino Asprilla

    Riportate in auge in tempi recenti da Oba Oba Martins le capriole avevano un unico padrone, El Pulpo de Tulua, Faustino Asprilla. Attualmente anche Hernanes si cimenta in pirolette da circo. Faustino Asprilla è stato forse il primo ad inventarsi questo stravagante modo di esultare. Il grande Parma di quelle stagioni sognava grazie alle sue pirolette.

    L’arco di Andy Van der Meyde

    L’esterno dell’Ajax arrivò in Italia all’Inter come un vero fenomeno. Tanti gol ed esultanza pazzesca. Peccato che in penisola è stato ricordato più per le partite in panchina che per i gol. Meteora del calcio italiano, all’estero si ricordano ancora delle sue particolari esultanze.

    Le braccia larghe di SuperPippo Inzaghi

    Finale di Champions League 2007, doppietta di Inzaghi e attaccante impazzito di gioia con le braccia lanciate ai lati ad una velocità folle. Entusiasmo ed adrenalina per una finale ci sta. Milan-Novara, stessa esultanza. Inzaghi è stato uno degli attaccanti d’area più forti di sempre e la passione per il gol era qualcosa di incredibile. Ora si sta cimentando come allenatore e quando il suo Milan va in gol, esulta nello stesso modo e con la stessa carica, quasi come se lo avesse fatto lui. Chapeau.

    L’inchino di Marcelo Salas

    Marcelo Salas in Italia è stato il centravanti della Lazio e della Juventus. Ad ogni gol si avvicinava alla bandierina del calcio d’angolo, si inchinava e alza il braccio. Marcelo Salas, detto El Matador, è entrato di diritto nelle esultanze più particolari.

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