I gesti scaramantici del calcio, i riti porta fortuna più famosi di giocatori e non

I gesti scaramantici e i riti pre partita più famosi nel mondo del calcio: dalla cravatta gialla di Galliani all'acqua santa di Trapattoni, scopriamo quali sono le abitudini porta fortuna dei calciatori.

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    barthez blanc bacio

    I gesti scaramantici del caclio sono davvero tanti: piccoli riti porta fortuna di giocatori e non per scacciare la sfortuna e sperare in qualche rete in più: calciatori, allenatori e dirigenti sono soliti ripetere riti pre partita, con la speranza di poter raggiungere in questo modo i risultati sperati. Si parte da uno dei più famosi è senza dubbio il bacio sulla fronte che il difensore francese Laurent Blanc dava al suo compagno di nazionale Fabien Barthez prima di ogni incontro della Francia. Un rito pre partita che ha portato alla vittoria della Coppa del Mondo nel 1998 e dell’Europeo del 2000. Andiamo a scoprire alcuni dei gesti scaramantici e dei riti pre partita più famosi nel mondo del calcio.

    John Terry e la solita musica

    John Terry File Photo

    Capitano e bandiera del Chelsea, John Terry è una leggenda dei Blues e uno dei difensori più forti della storia del calcio inglese. Terzo per numero di presenze con la maglia del club londinese, leader carismatico e amato dai tifosi. Noto anche per i suoi scandali extra calcistici, John Terry ha un particolare rituale scaramantico: prima di ogni partita si siede sempre allo stesso posto sul pullman che lo accompagna allo stadio e ascolta sempre le stesse canzoni.

    Diego Armando Maradona

    maradona argentina 2010

    Fuoriclasse indiscusso sul campo da calcio, tra i più grandi di sempre di questo sport, Maradona era ed è tuttora una persona molto scaramantica. Nel corso dei Mondiali del 2010 in Sudafrica, in cui il Pibe de oro rivestiva i panni del commissario tecnico dell’Argentina, dopo la prima vittoria cominciò, più che con un gesto scaramantico, con un vero e proprio rituale propiziatorio: andava a bordo campo con la squadra, salutava i tifosi, si faceva fotografare con un membro dello staff tecnico, telefonava alle figlie Dalma e Giannina e, rientrato negli spogliatoi, si faceva portare una copia del giornale di 24 anni prima, che celebrava il secondo titolo mondiale vinto dalla sua Argentina. Solo a questo punto si poteva scendere in campo.

    Gigi Riva e la maglia numero 11

    gigi riva

    Uno dei più grandi attaccanti italiani di sempre, primatista di reti segnate con la maglia della nazionale (35) e capace di vincere uno scudetto con il Cagliari nel 1969/70: Gigi Riva è stato uno dei simboli del calcio italiano degli anni ’60 e ’70. Legò la sua carriera ai colori del Cagliari e della nazionale, indossando sempre la maglia numero 11: l’unica volta in cui indossò un numero diverso, il 9, Gigi Riva si ruppe una gamba. Da lì la decisione di non abbandonare più il suo amato 11.

    Massimo Cellino e l’odio verso il 17

    Massimo Cellino File Photo

    Ex presidente del Cagliari e attuale proprietario del Leeds, in Inghilterra, Massimo Cellino è noto per la sua forte avversione verso il numero 17. Ai tempi della sua presidenza al Cagliari vietava ai suoi giocatori di indossare il numero 17, invitò i suoi tifosi vestirsi di viola in occasione di una partita in programma di venerdì 17, cancellò il numero 17 dagli spalti sostituendolo con un 16-bis. Tradizioni mantenute anche dopo il suo sbarco in Inghilterra, arrivando al licenziamento del suo portiere, l’irlandese Paddy Kenny, reo di essere nato il 17 maggio.

    Adriano Galliani e la cravatta gialla

    Empoli   Milan

    Amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan, con il quale ha fatto la storia in campo nazionale e internazionale, sempre al fianco di Silvio Berlusconi a livello imprenditoriale prima, e per il club rossonero poi, Adriano Galliani è una delle figure più influenti del calcio italiano. Sempre in tribuna durante le partite del suo Milan, Galliani ha un suo gesto scaramantico: in occasione degli incontri dei rossoneri indossa sempre una cravatta gialla, suo segno distintivo da tantissimi anni.

    L’acqua santa di Giovanni Trapattoni

    trapattoni italia

    Una vita nel calcio, prima da buon centrocampista del Milan, poi da allenatore tra i più vincenti di sempre. Giovanni Trapattoni ha avuto una carriera ricca di trionfi e di soddisfazioni personali, rimanendo sempre molto legato a diversi gesti scaramantici: il più famoso risale alla sua esperienza da commissario tecnico della nazionale italiana. Durante il Mondiale in Giappone e Corea del Sud il Trap era solito portare con se’ in panchina una boccetta di acqua santa. Che, purtroppo per noi, non fornì gli effetti sperati…