I 15 giocatori più forti del mondo di tutti i tempi

La rivista inglese 'FourFourTwo' ha messo in fila i 100 calciatori migliori di sempre. Ecco quali sono i 15 giocatori più forti del mondo di tutti i tempi. Al primo gradino del podio, a sorpresa, non c'è Pelè. Tra gli italiani, troviamo solo l'ex libero del Milan Franco Baresi

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    Platini e Maradona

    Immaginate di poter comporre una squadra di calcio composta da 15 giocatori, ma non calciatori qualsiasi: i 15 giocatori più forti del mondo di tutti i tempi. Senza rispettare i ruoli (dal portiere all’attaccante, per intenderci), ma potendo inserire anche tutti nello stesso ruolo. Andando a prendere campioni della storia o di oggi. Vedere insieme, insomma, Maradona, Messi e Pelè. E’ ciò che ha fatto la rivista inglese FourFourTwo, scegliendo i 100 calciatori più forti della storia. Noi andiamo a scoprire chi sono i migliori 15.

    15. Franco Baresi

    Franco Baresi

    In 15esima posizione la rivista inglese piazza Franco Baresi, libero che ha segnato un’epoca con la maglia del Milan, vincendo veramente tutto e andando a comporre il perno di una delle difese più forti di tutti i tempi. Meno fortunato in Nazionale, Franz – paragonato spesso al vero ‘Franz’, ossia il tedesco Beckenbauer – che è riuscito ad arrivare a una finale, quella dei Mondiali del 1994 negli Stati Uniti (recuperando a tempo di record da un infortunio), ma perdendo poi con il Brasile ai rigori. Vero che faceva parte pure della spedizione del 1982, ma era davvero un bambino all’epoca e non giocò neanche un minuto.

    Si è consolato in maglia rossonera. Sei scudetti, ma pure tre Coppe Campioni/Champions League. Nel suo palmares anche due Coppe Intercontinentali. E un record negativo: otto autoreti in carriera, come Riccardo Ferri.

    14. George Best

    George Best

    Il genio ribelle nordirlandese che, on il Manchester United, vinse tutto e diede spettacolo. Amante del dribbling e delle belle donne, degli spettacoli circensi in campo quanto delle bevute nei pub. Nel 1968 ha conquistato pure il Pallone d’oro. Due Premier League e una Coppa Campioni. Avrebbe potuto probabilmente vincere anche di più con una vita meno sregolata, che lo ha portato a lasciarci il 25 novembre del 2005 a causa dell’alcol. Venne soprannominato il quinto Beatle per via della capigliatura.

    Resta una sua frase: “Ho speso molti soldi per alcol, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato”.

    13. Marco van Basten

    Marco van Basten

    Il centravanti più forte di tutti i tempi? Ci sta per il ‘cigno di Utrecht’, l’attaccante olandese che con Milan e Nazionale è stato capace di autentici capolavori. Frenato purtroppo dagli infortuni (ha smesso praticamente a 28 anni), ha comunque dato il meglio di sé finché ha giocato. Ha segnato 303 gol in carriera, con il Milan ha formato un trio olandese che tutti ricordano e che vedeva anche Gullit e Rijkaard in rosa.

    Con la Nazionale orange ha vinto gli Europei del 1988, con il Milan due Coppe dei Campioni/Champions League e 2 Coppe Intercontinentali. In area di rigore non sbagliava mai, ma era già un attaccante moderno, potente e che partecipava alla manovra della squadra.

    12. Michel Platini

    Michel Platini

    Michel Platini, ‘Monsieur Le Roi’, arrivò alla Juventus alla riapertura a due stranieri per squadra insieme al polacco Boniek. Era il 1982/83 e gli Azzurri di Bearzot avevano vinto il Mondiale in Spagna. Con la Juve di Giovanni Trapattoni andrà a vincere scudetti, una Coppa Campioni, la Coppa delle Coppe, la Coppa Intercontinentale. Tre volte Pallone d’oro, le sue punizioni erano micidiali, come i suoi lanci millimetrici di 40 – 50 metri. E’ stato tre volte capocannoniere della serie A, pur non giocando da punta.

    Per i tifosi della Signora è tuttora uno dei migliori giocatori che hanno vestito la gloriosa maglia bianconera. Ha guidato la Francia a vincere gli Europei del 1984.

    11. Garrincha

    Garrincha

    Il brasiliano Garrincha volava sulla fascia, il Brasile dava spettacolo e vinceva. Due mondiali dei tre disputati (1958, 1962 e 1966) dal calciatore sudamericano. Miglior dribblatore della storia, dopo Pelè è considerato il miglior giocatore della storia brasiliana. E dire che fisicamente non era certo perfetto: leggero strabismo, spina dorsale deformata, sbilanciamento del bacino, 6 centimetri di differenza in lunghezza tra la gambe, ginocchio destro affetto da valgismo, quello sinistro da varismo. I medici gli sconsigliarono di giocare a calcio, dichiarandolo invalido.

    Lui rispose da capocannoniere della Coppa del mondo del 1962, con 3 campionati carioca vinti con il Botafogo e 3 tornei Rio – San Paolo (due con il Botafogo, uno con il Corinthians).

    10. Ronaldo

    Ronaldo

    Entriamo nella top ten con Ronaldo, il Fenomeno. Che ha fatto divertire i tifosi del Psv Eindhoven, del Barcellona, dell’Inter e del Real Madrid. Vincendo anche il Mondiale del 2002 con il Brasile da protagonista, dopo aver già conquistato quello del 1994. Soprattutto con Barcellona, Inter e Real Madrid è diventato il Fenomeno, pur vincendo meno di quanto avrebbe potuto. Velocissimo, tecnico ma anche potente.

    Non ha mai vinto la Champions League, ma la Coppa Intercontinentale sì. Non ha mai vinto lo scudetto italiano, ma la Coppa Uefa con l’Inter, sfiorando il titolo. Due volte il Pallone d’oro è stato suo. Senza i due gravi infortuni al ginocchio, quando era all’Inter, sarebbe entrato ancora di più nella leggenda del calcio.

    9. Ferenc Puskas

    Ferenc Puskas

    Attaccante ungherese d’altri tempi, ha fatto grande l’Ungheria e l’Honved di Budapest. Ha segnato più di 1000 gol in carriera, risultando il terzo più prolifico della storia. Naturalizzato spagnolo, ha vestito anche la maglia del Real Madrid. Dieci i titoli vinti, 5 con la Honved e 5 con il Real. Ci sono anche tre Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale con la maglia degli spagnoli. E l’oro olimpico con la maglia dell’Ungheria, nel 1952.

    Quattro volte è stato capocannoniere del campionato ungherese, quattro volte della Liga iberica. Tre volte miglior bomber della Coppa dei Campioni. Un fenomeno, davvero.

    8. Zinedine Zidane

    Zinedine Zidane

    Autentico successore di Michel Platini, ha portato la Francia a vincere il Mondiale in casa nel 1998 e gli Europei del 2000. Diverso come modo di giocare e come posizione dal suo predecessore, implacabile anche lui su punizione. Ha vissuto esperienze bellissime con la Juventus e con il Real Madrid. Due gli scudetti con i bianconeri, uno con le merengues. Una Champions League, sempre con i madridisti, due Coppe Intercontinentali (1 con la Juve, 1 con il Real).

    Nel 1998 ha messo nel carniere anche un Pallone d’oro. Da allenatore, sulla panchina del Real Madrid, sta continuando a vincere tantissimo. In Italia lo ricorderemo anche per la testata data a Marco Materazzi nella finale mondiale del 2006.

    7. Franz Beckenbauer

    Franz Beckenbauer

    Ne abbiamo accennato prima, Franz ‘Kaiser’ Beckenbauer è probabilmente il miglior libero della storia. Autentico regista arretrato quando non esisteva, nel mondo del calcio, l’idea che l’azione si potesse impostare da dietro. Ricchissima la collezione di vittorie con il Bayern Monaco, squadra a cui è rimasto sempre fedele: cinque volte il campionato, 4 Coppe di Germania, 3 Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Finale di carriera negli Stati Uniti, con i Cosmos, portati a vincere tre volte il titolo.

    Due volte gli è stato assegnato il Pallone d’oro (1972 e 1976), ha trionfato naturalmente anche con la Germania Ovest ai Mondiali del 1974 e agli Europei del 1972.

    6. Alfredo Di Stefano

    Alfredo Di Stefano

    Attaccante argentino naturalizzato spagnolo, del Real Madrid è stato simbolo. Pensate: otto vittorie nella Liga spagnola, cinque Coppe dei Campioni consecutive. 1 Coppa Intercontinentale. Cinque volte è stato Pichichi (miglior marcatore) del campionato spagnolo. Due volte ha vinto il Pallone d’oro (nel 1957 e nel 1959) e nel 1989 gli è stato consegnato il Super Pallone d’oro alla carriera.

    Venne soprannominato ‘Saeta Rubia’, ossia Freccia Bionda. Insieme a Isidro Langara a Romario, è l’unico giocatore a essersi laureato capocannoniere in tre differenti Paesi.

    5. Cristiano Ronaldo

    Cristiano Ronaldo

    Il portoghese sta battendo tutti i record di gol segnati con il Real Madrid, dopo aver fatto le fortune anche del Manchester United. Con il Portogallo si è laureato campione d’Europa. Ormai tutti lo chiamano Cr7 perché è anche un marchio, non solo un campione. Ha vinto quattro Coppe Campioni/Champions League: una con lo United e tre con il Real. Tre volte la Coppa del mondo per club (1 con lo United, 2 con il Madrid). Già tre volte il campionato inglese e due volte quello spagnolo.

    E’ l’eterno rivale di Leo Messi, anche in quanto a Palloni d’oro conquistati. Per ora è a quota quattro, ma è super favorito per il prossimo, che sarebbe il quinto. Quattro volte è stato miglior marcatore della Liga spagnola. Su 491 partite giocate in carriera, è a 373 reti segnate in campionato; a 111 in 149 nelle Coppe internazionali.

    4. Johan Cruyff

    Johan Cruyff

    Johan Cruyff, il ‘Pelè bianco’, sfiora il podio. L’Olanda degli anni ’70 ha il suo volto e i suoi capelli svolazzanti. Così come l’Ajax prima e il Barcellona poi. Esponente massimo del calcio totale, ha messo in bacheca nove campionati olandesi e 1 spagnolo. Ancora: tre Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale con l’Ajax. Tre palloni d’oro. Sfortunato con la maglia orange, ha solo sfiorato il Mondiale. Ha disputato alcune partite pure con la maglia della Nazionale catalana.

    Anche lui sotto rete era imprendibile per i portieri avversari: tra Nazionale olandese e squadre di club ha segnato 402 gol in 716 partite ufficiali.

    3. Pelè

    Pelé

    La rivista inglese, a sorpresa, vede Pelè solo medaglia di bronzo. Quello che invece molti considerano il miglior giocatore della storia del calcio, con il Brasile è stato leggenda. E’ l’unico calciatore ad aver vinto tre edizioni dei Mondiali di calcio, nel 1958, nel 1962 e nel 1970. Il suo gol segnato in finale alla Svezia, nel 1958, è considerato il terzo più grande gol nella storia della Coppa del mondo e primo tra quelli realizzati in una finale.

    La Fifa gli riconosce il record di reti segnate in carriera: 1281 in 1363 partite. In gare ufficiali si ‘ferma’ a 761 reti in 825 match, con una media pari allo 0,92. Con il Santos, la squadra di club, ha vinto 10 Campionati Paulisti, 4 tornei Rio – San Paolo e 1 Torneo Roberto Gomes Pedrosa.

    2. Leo Messi

    Leo Messi

    Leo Messi, la pulce argentina, per essere come o meglio di Maradona, deve mettere le mani su un Mondiale, cosa che ancora non gli è accaduta con l’Argentina. Con il Barcellona, di cui è emblema, ha però vinto tutto e stregato gli osservatori del calcio. Segna tantissimo Messi e sono sempre gol decisivi: 8 campionati spagnoli, 5 Coppe di Spagna, 7 Supercoppe di Spagna, 4 Champions League, 3 Coppe del mondo per club. Un oro olimpico a Pechino 2008.

    Sei volte è stato miglior giocatore della Liga spagnola, sette volte miglior attaccante, cinque volte capocannoniere della Champions League. Cinque i Palloni d’oro vinti finora, ma l’epopea non è ancora finita. Come Cristiano Ronaldo, sta superando tutti i record di gol segnati.

    1. Diego Maradona

    Diego Maradona

    Per la rivista inglese, Diego Maradona è il miglior calciatore della storia. Pesano, sicuramente, le capacità del Pibe de oro di trasformare da solo le squadre in cui ha militato. Ha portato al Napoli gli unici due scudetti vinti finora dai campani, ha trascinato l’Argentina a vincere il Mondiale del 1986 in Messico, anche con la famosa ‘mano de Dios’. Il secondo gol segnato all’Inghilterra quel giorno è stato votato come il gol del secolo.

    Maradona è stato anche capocannoniere della nostra serie A e, nel 1986, ha vinto il Pallone d’oro al Mondiale. Non solo segnava ma faceva segnare e girare la squadra in cui militava. Su punizione era mortifero, autentico leader. Purtroppo, anche soggetto a una vita parecchio sregolata e a una storia di doping che segnerà il finale della sua carriera.