Genoa-Siena: 45 minuti di follia a Marassi [VIDEO]

Genoa-Siena: 45 minuti di follia a Marassi [VIDEO]
da in Calcio, Sport

    La cronaca di Genoa-Siena, gara valida per la 33esima giornata di Serie A non può essere un resoconto di un match tradizionale come tanti altri e non può prescindere dai fatti successi sulle gradinate dello stadio genovese che hanno bloccato per 45 lunghissimi minuti la sfida tra i padroni di casa e i toscani. La posta in palio era alta, entrambe le formazioni sono a caccia dei punti necessari per assicurarsi la permanenza nel massimo campionato, ma ciò non giustifica l’ira degli ultras rossoblu decisi a far sentire la propria voce in maniera decisa e plateale.

    La rabbia dei tifosi

    La contestazione dello zoccolo duro della tifoseria di casa è scoppiata nel momento più nero per l’undici di De Canio sotto di quattro reti e con tutto il secondo tempo da giocare. Davvero troppo per la labile pazienza dei sostenitori assiepati in Curva Nord, un passivo pesante che come un macigno prefigurava un’altra domenica senza punti per il Genoa. La follia è iniziata con urla di disappunto e lancio di fumogeni e petardi in campo, poi un gruppetto di ultras ha invaso la tribuna centrale prendendone possesso e attirando l’attenzione di giocatori e direttore di gara. Come se non bastasse, i facinorosi capeggiati da due tifosi a volto scoperto hanno intimato i giocatori del Genoa di togliersi la maglietta e consegnarla nelle loro mani, un atto molto significativo che mette a nudo le mille tensioni che serpeggiano tra i supporters rossoblu e l’amarezza per un campionato mai decollato e divenuto critico per la formazione ligure. La gara è stata naturalmente sospesa, l’arbitro Tagliavento di Terni ha deciso di far rientrare negli spogliatoi i giocatori del Siena che si sono incamminati verso l’imbocco del tunnel senza ulteriori proteste, proprio sotto l’inquietante presenza dei due capi ultras decisi invece ad andare fino in fondo e farsi consegnare le magliette, un’azione che se fosse stata compiuta avrebbe simboleggiato la resa dei giocatori genovesi e l’ammissione di colpe maturate sul campo nel corso di questi mesi.

    Sculli riesce a sedare le intemperanze
    Qualche timido tentativo di riportare la situazione nei ranghi è stato provato. Prima Marco Rossi ha cercato di parlare con i due ultras più scatenati senza però convincerli ad interrompere la protesta, poi, in maniera più efficace l’attaccante Sculli ha preso di petto la rivolta in corso. L’intervento del calabrese è stato provvidenziale, tutto è tornato alla normalità in pochi minuti tra strette di mano e abbracci calorosi, nel mezzo tra i tentativi di Rossi e Sculli, la consegna delle magliette da parte di diversi giocatori del Genoa, quasi a volersi scusare e addossarsi le colpe per la critica posizione in classifica in cui versano i rossoblu. La gara è regolarmente ripresa dopo 40 minuti di interruzione e il timore concreto che si riverificassero a distanza di un anno e mezzo gli incidenti scoppiati nei minuti iniziali di Italia-Serbia che hanno avuto come teatro di battaglia l’impianto genovese. Per la cronaca, i rossoblu non sono riusciti a raddrizzare la gara, segnando il gol della bandiera soltanto grazie ad un autogol del senese Del Grosso, ma l’eredità lasciata dal poker di reti con cui i toscani hanno umiliato il Genoa è pesantissima.

    Via De Canio arriva Malesani
    Poche ore fa, il numero uno del sodalizio ligure ha ufficializzato l’esonero di De Canio affidando l’incarico ad Enrico Malesani che avrà l’arduo compito di traghettare il Grifone verso una salvezza difficile ma non ancora compromessa. Saltata l’ennesima panchina in Serie A, Preziosi è stato scaraventato al centro della polemica. Il vertice della piramide rossoblu è stato messo alla graticola per aver accettato di consegnare le casacche alle richieste pressanti dei tifosi inferociti, senza scendere a compromessi, senza tentare una mediazione. La replica-smentita del patron è stata immediata: “Non ho mai dato questa indicazione. Chiedo una maxi-squalifica per Marassi. La Daspo? La galera dobbiamo dargli. Se queste persone avessero qualcosa da perdere non si comporterebbero così: spero solo che perdano la libertà. So che la stragrande maggioranza dei tifosi non è violenta: il fatto che poi abbiano fischiato i 70 facinorosi la dice lunga. Ma perche’ 70 prevalgono su 20mila?” – ha tuonato il numero uno rossoblu.

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