Europei 2012: Prandelli e Albertini in pellegrinaggio fino al convento

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    Europei 2012: Prandelli e Albertini in pellegrinaggio fino al convento

    prandelli e albertini

    AP/LaPresse

    Ogni promessa è un debito e uomini d’onore e di parola come Cesare Prandelli e Demetrio Albertini l’hanno mantenuta. I grandi eventi internazionali di calcio si sa sono pieni di aneddoti e episodi divertenti e goliardici. La pista in palio è alta, a seguire le sorti della nazionale c’è un intero paese che puntualmente si ferma quando è il gran giorno, le responsabilità sunque si fa sentire eccome. C’è chi promette di tagliarsi i capelli a zero, c’è chi cambia il colore della capigliatura in modo eccentrico, c’è chi assicura di cambiare stile di vita o fa un voto, anche di castità.

    Tre ore e mezza di marcia

    All’arrivo a Wieliczka, sede polacca del ritiro azzurro ad Euro 2012, il ct Cesare Prandelli e il capo delegazione Demetrio Albertini avevano giurato solennemente di intraprendere un pellegrinaggio verso il convento dei frati camaldolesi a Cracovia qualora l’Italia fosse riuscita a passare il turno e approdare ai quarti di finale. Nel mezzo ci sono stati i due pareggi con qualche rimpianto di troppo contro Spagna e Croazia e l’drenalinico 2-0 sull’Irlanda a Poznan che ha consegnato il pass qualifica agli azzurri. La distanza da coprire era notevola, 21 chilometri da Wieliczka a Cracovia per incontrare e in qualche modo ringraziare la Congregazione camaldolese che coniuga la dimensione comunitaria e quella solitaria e vive in un monastero comprensivo di eremo. “Se passiamo il turno, veniamo a trovarvi a piedi” – avevano detto Prandelli e l’ex milanista e puntuale come un orologio, ct, capo delegazione e l’intero staff tecnico della nazionale si sono incamminati di buonora verso il convento coprendo intermante il percorso di 21 chilometri in tre e ore e mezza di marcia, sostenuta e incessante.

    Buffon si è spinto oltre

    Dopo aver fissato la partenza intorno alle 3 del mattino, la processione azzurra è giunta a destinazione alle 7 e dopo i doverosi saluti e abbracci di rito ha fatto ritorno a Wieliczka in auto, sarebbe stato troppo sfibrante affrontare anche il ritorno a piedi. Ma c’è chi va oltre e promette una vera e propria sfacchinata. L’estremo difensore azzurro Gianluigi Buffon ha dichiarato di volersi fare a piedi anche il ritorno se l’Italia andasse fino in fondo e vincesse la competizione. Un gesto simbolico e religioso allo stesso tempo che fino a questo momento sembra aver portato fortuna alla spedizione azzurra in Polonia e Ucraina.