Coppa Italia 2011: Inter-Palermo 3-1, Eto’o affonda i rosanero

da , il

    Coppa Italia 2011: Inter-Palermo 3-1, Eto’o affonda i rosanero

    La finale di Coppa Italia con i 70000 tifosi dell’Olimpico e lo spettacolo offerto da Inter e Palermo ha sicuramente rivalutato ancor di più la concezione che la vincita di questo trofeo ha. Il risultato finale di 3-1 di certo non rende giustizia alla bella partita offerta dagli uomini di Delio Rossi. La differenza l’ha fatta il Campione: Samuel Eto’o, un micidiale capocannoniere che quando sente odor di finale diventa ancora più forte.

    La partita é stata ricca di emozioni, con interventi abbastanza duri ma sempre nei limiti e soprattutto ha dato merito e lustro al grande tifo portato direttamente dalla Sicilia dai quasi 40000 tifosi palermitani che non hanno smesso per un attimo di incitare i loro beneamini: lo spettacolo offerto dagli spalti é stato senz’altro entusiasmante. E anche il campo ha detto la sua con Eto’o, gli assist di Sneijder, le giocate di Pastore e Hernandez e tutti gli altri.

    E dagli spalti é arrivata una curiosa novità: durante il primo tempo é stato infatti srotolato un enorme striscione di 200 metri quadrati con una scritta nera su sfondo giallo con scritto “Da Milano a Palermo, fermiamo il nucleare”: un blitz degli uomini di Greenpeace che hanno voluto sfruttare la visibilità dello sport per trasmettere il proprio messaggio inerente al referendum del 12-13 giugno 2011 dove tra i 4 quesiti preposti ci sarà anche quello sull’eventuale ritorno del nucleare in Italia.

    Da notare come due uomini siano rimasti letteralmente sospesi sopra lo stadio per l’intera partita: anche gli altri sopra il copri spalti hanno di certo rischiato non poco: un’operazione dal forte impatto mediatico ma anche piuttosto pericolosa per chi l’ha messa in atto.

    “Noi italiani abbiamo ben capito che la manovra del Governo é solo il disperato tentativo di derubarci del diritto di esprimere quello che sentiamo e vogliamo: mai più nucleare in Italia” ha scritto in una nota Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace riferendosi allo striscione: di sicuro non c’erano dubbi sul messaggio che si voleva mandare…

    Uno striscione di tali dimensione dovrebbero essere esposto invece dai tifosi dell’Inter per Eto’o: 37 gol stagionali, da record. “La cosa più importante nel calcio è vincere titoli. Il mio é un bel record ma senza titoli avrebbe avuto un gusto amaro. Il calcio è bello, queste due tifoserie sono venute qui a vedere questa partita e ho voluto ringraziarle per l’atmosfera splendida”. Poi anche una battuta sul futuro: “Resto? Chiaro che sì”.

    Felice per la vittoria anche Leonardo, alla prima vittoria di un titolo da quando é allenatore: “E’ stata un’annata diversa, per me, per l’Inter, con tanti cambiamenti e tanti sacrifici. Poter chiudere con una partita al termine della quale Materazzi e Zanetti sollevano una coppa è una cosa molto bella. Era una partita difficilissima, senza la voglia di vincere non ce l’avremmo fatta e questa voglia il gruppo non l’ha persa mai, ogni partita è stata una battaglia e solo con la voglia di vincere porti a casa i grandi risultati. I tre titoli conquistati sono il segno di una continuità che poche squadre hanno”.

    Triste e anche in lacrime invece l’altro allenatore, Delio Rossi:”Ce la siamo giocata con le nostre armi, avevamo problemi all’inizio che poi si sono evidenziati. Abbiamo visto che potevamo giocarcela. La mia espulsione? Era tutta la partita che mi dicevano che si recuperava tempo e poi non è stato così. Questa gente, i tifosi del Palermo, meritano questo e altro, ci ha sempre sostenuto, ha capito che la squadra è giovane ed inesperta ma che gioca a calcio e fa cose bene e cose male. Il mio futuro? Indipendentemente da questa finale devo parlare con la società, valuteremo tutto con la società. Oggi parliamo della finale, martedì o in settimana incontrerò Zamparini e parleremo del mio futuro”.

    Zamparini che a fine gara é esploso: “L’Inter è la banda bassotti, sanno solo rubare. Moratti? Si definisce da solo, se non si vergogna lui…”. A scatenare l’ira del patron é stata l’espulsione del difensore Munoz, preceduta solo di un attimo da quella del tecnico Delio Rossi unita a un presunto rigore non assegnato ai siciliani da Morganti.

    Molto duro anche senatore Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali, uno dei tanti politici siciliani presenti allo stadio: “Una autentica vergogna. Il Palermo ha disputato una grande gara, ma con l’arbitro che ha negato un chiaro rigore mentre ancora eravamo in partita siamo stati condannati. Sono orgoglioso del Palermo che ha onorato la maglia e i tifosi, ma é chiaro che a Pechino volevano mandarci l’Inter. Grazie Palermo”.

    Parole forti che rispecchiano il pensiero della maggior parte dei tifosi rosanero: di certo, però, da persone di questo rango a livello istituzionale sia politico che sportivo, ci si aspetterebbe una maggiore propensione ad evitare discorsi così a caldo…

    L’Inter giocherà così la Supercoppa Italiana contro il Milan quest’estate: la prossima stagione inizierà dunque con il botto. Dopo anni di Inter-Roma, una novità…

    Le pagelle:

    INTER (4-3-1-2): Julio Cesar 7; Nagatomo 6, Lucio 6, Ranocchia 6, Chivu 5,5; Zanetti 6,5, Stankovic 6, Motta 6(dal 38′s. t. Mariga); Sneijder 6 (dal 41′ s. t. Milito); Pazzini 6 (dal 16′ s. t. Pandev), Eto’o 8 (Castellazzi, Materazzi, Samuel, Kharja). All. Leonardo 6.

    PALERMO (4-3-2-1): Sirigu 6; Cassani 5, Munoz 5,5, Goian s.v (dal 24′ p. t. Carrozzieri 6,5), Balzaretti 6; Migliaccio 6, Acquah 6 (dal 10′ s. t. Miccoli 6), Nocerino 6,5; Ilicic 5,5, Pastore 6; Hernandez 6(dal 35′ s. t. Pinilla s.v) (Benussi, Darmian, Liverani, Kasami, Miccoli). All. Rossi 7.

    ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno

    MARCATORI: Eto’o al 26′ p. t.; Eto’o al 31′, Munoz (P) al 43′, Milito al 46′ s. t.

    NOTE: Espulso Munoz per somma di ammonizioni al 44′ s. t. e il tecnico Rossi al 44′ s. t per proteste. Ammoniti: Carrozzieri e Motta per c. n. r.. Recuperi: p. t. 1′; s. t 5′.

    Foto da AP/LaPresse