Voucher Inps 2016, come funziona la forma di pagamento per il lavoro occasionale

Voucher Inps 2016, come funziona la forma di pagamento per il lavoro occasionale
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    Voucher Inps 2016, come funziona la forma di pagamento per il lavoro occasionale

    Cosa sono e come funzionano i voucher Inps per il lavoro occasionale? Ecco una guida a questa forma di pagamento aggiornata al 2016 (che tiene quindi in considerazione le modifiche apportate dal Jobs Act). I buoni lavoro o voucher lavoro vengono erogati dall’Inps con l’intento di offrire un metodo di pagamento per tutte le attività di lavoro accessorio o atipico, non regolamentate cioè da un contratto tradizionale (che quindi rischierebbero di passare come lavoro nero).

    L’istituto di previdenza precisa che possono svolgere tale lavoro accessorio le seguenti categorie:

    • pensionati
    • studenti nei periodi di vacanza
    • percettori di indennità di disoccupazione NASPI, Cassa integrazione, mobilità, inoccupati
    • lavoratori con contratto a tempo indeterminato full time o part time, a patto che il lavoro accessorio non avvenga nei confronti dello stesso datore di lavoro
    • cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno.
    • In un periodo in cui trovare lavoro non è certo facile, questi voucher inps presentano indubbi vantaggi sia per il committente (che può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa Inail per eventuali incidenti sul lavoro) che per il lavoratore (che può integrare le sue entrate attraverso prestazioni con compensi esenti da imposizioni fiscali).

      I voucher Inps sono buoni del valore di 10 euro l’uno e comprendono anche contribuzione pensionistica e copertura assicurativa (nello specifico, 7,50 euro è il compenso netto percepito dal lavoratore, i restanti 2,50 sono distribuiti tra Inps e Inail). L’istituto previdenziale precisa invece che lo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari e simili).
      Il limite massimo di reddito annuale incassabile con i voucher Inpsdal 2016 è stato innalzato dal Jobs Act di Renzi a 9.333 euro lordi, ovvero 7 mila euro netti (ma attenzione, il limite che si può percepire da un singolo committente è fissato a 2 mila euro netti): il periodo di riferimento è l’anno civile, cioè dal 1 gennaio al 31 dicembre.

      Spetta al committente, cioè al datore di lavoro accessorio, comunicare all’Inps l’inizio dell’attività lavorativa ed acquistare i relativi voucher lavoro. La mancata comunicazione prevede l’applicazione di una maxisanzione. Allo stesso modo, è ancora il datore di lavoro a dover verificare che il prestatore d’opera non superi il limite economico previsto dalla normativa.

      I buoni lavoro sono di due tipi: cartacei o telematici. Nel primo caso vengono consegnati direttamente dal committente al prestatore d’opera (il lavoratore), che può incassarli recandosi in un ufficio postale entro 24 mesi dall’emissione. I voucher Inps telematici, invece, vengono erogati dall’istituto nazionale di previdenza su una card intestata al lavoratore o tramite bonifico domiciliato.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN LavoroSoldi e Carriera Ultimo aggiornamento: Martedì 19/07/2016 12:50
     
     
     
     
     
     
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