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Tasi: cos’è e come si calcola la nuova tassa sulla casa

Tasi: cos’è e come si calcola la nuova tassa sulla casa
da in Fisco e Tasse, Soldi e Carriera
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    Tasi: cos’è e come si calcola la nuova tassa sulla casa

    Il nuovo anno ha portato in dota agli italiani la Tasi, la nuova imposta sulla prima casa che sostituisce (anzi, per meglio dire, affianca) l’Imu. Si tratta di una delle componenti della nuova tassa conosciuta come IUC, Imposta Unica Comunale, che riunisce al suo interno l’Imu (che sopravvive solo per seconde case e altri immobili), la Tari (tassa sui rifiuti, ex Tarsu) e la Tasi appunto. Per chi si fosse perso un passaggio, la IUC è l’ultima elaborazione di quella imposta che doveva essere chiamata Taser, Tares e poi Trise. Cambiano i nomi ma non la sostanza: la casa continua ad essere il bersaglio preferito dai governi per fare cassa.

    COS’E’ LA TASI?
    L’acronimo nasconde la nuova imposta annuale sui servizi indivisibili forniti dal Comune dove si trova l’immobile. Una lista variegata che comprende manutenzione delle strade e illuminazione pubblica, tra le altre cose. Si applicherà soltanto alla prima casa perché, come detto, su tutti gli altri immobili continuerà a gravare la vecchia Imu, pur con aliquote rivisitate per l’occasione. La decisione sulla distribuzione dell’onere tra Imu e Tasi spetterà alle singole amministrazioni locali, così come sarà il Comune a decidere la quota di Tasi che dovrà essere pagata dagli inquilini. Sì, perché è proprio questa la grande novità della nuova tassa: non pagherà solo il proprietario ma anche chi utilizza effettivamente l’immobile in caso di casa in affitto. La quota spettante all’inquilino potrà oscillare tra 10 e 30 per cento a discrezione del Comune.

    COME SI CALCOLA LA TASI?
    La filosofia di base è la stessa del calcolo dell’Imu, che parte dalla base imponibile della rendita catastale e considera la metratura della casa e una tariffa calcolata dall’Agenzia del Territorio che varia a seconda del Comune. Il tutto moltiplicato per un fattore proprio alla categoria catastale della propria casa, non tenendo in considerazione il valore di mercato dell’immobile, come pure qualcuno aveva chiesto per evitare effetti distorsivi nel calcolo.

    Un ulteriore fattore da considerare è l’aliquota, che dovrà essere stabilita di anno in anno dal Comune: attualmente l’aliquota massima della Tasi è fissata al 2,5 per mille (quella dell’Imu sulle abitazioni non principali è del 10,6 per mille).

    Anche per quanto riguarda le aliquote Tasi, però, potrebbe esserci una sorpresa poco gradita per i proprietari e inquilini. Il governo ha stabilito per le amministrazioni locali la possibilità di aumentare la propria imposizione fiscale sugli immobili di un massimo di 0,8 per mille, da ripartire tra le due imposte. Tasi e Imu dovranno comunque essere in equilibrio, ma il Comune potrebbe, ad esempio, portare la Tasi al 2,8 per mille (+0,3 per mille) e l’Imu all’11,1 per mille (+0,6). Esiste anche la possibilità di casi estremi in cui quello 0,8 venga caricato solo su una o l’altra, portando la Tasi al 3,3 per mille o l’Imu all’11,4 per mille. Gli effetti sulle tasche dei contribuenti di una politica di questo tipo sono facili da immaginare.

    EFFETTI E SCADENZE
    Difficile prevedere quanto costerà agli italiani la Tasi, proprio perché non c’è ancora chiarezza sulle aliquote da applicare nei singoli Comuni. Il Corriere della Sera ha provato a fare una proiezione prendendo in considerazione una casa da 120 metri quadrati: per la categoria catastale civile a Torino e a Roma la Tasi costerebbe più di 700 euro all’anno, cifra sfiorata anche da Milano e da Genova; per la categoria catastale economica a Roma si pagherebbero 443 euro, a Bologna 386 euro, a Torino 353 e a Milano 344 euro. Certo, ci saranno anche le detrazioni, ma l’effetto complessivo appare decisamente sconfortante. Ultima domanda: ma quando si pagherà la Tasi? Al momento sull’argomento è buio pesto, ma c’è chi ritiene probabile uno slittamento a giugno o addirittura a settembre. Date che andranno incastrate anche con le scadenze di Imu e Tari. E c’è chi sostiene che le tasse siano state abbassate!

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