Tasi 2017: cosa è e come si calcola

Sta per arrivare la scadenza per pagare la prima rata della Tasi 2017: ecco che cos'è la tassa comunale sui servizi indivisibili, come si calcola, come si può pagare, quali sono le esenzioni, chi deve pagarla e tutto ciò che c'è da sapere sulla Tasi sulla prima casa

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    Tasi 2017: cosa è e come si calcola

    Ogni anno, tra le tasse riguardanti la casa, troviamo anche la Tasi, scopriamo insieme cosa è e come si calcola. La Tassa comunale sui servizi indivisibili è stata introdotta nel nostro ordinamento con la legge di stabilità del 2014 e fa parte dell’Imposta Unica Comunale (Iuc), insieme all’Imu (per i beni immobili diversi da quelli di residenza) e alla Tari (per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti).

    Andiamo a scoprire che cos’è la Tasi, chi deve pagarla, quali sono le esenzioni e a chi spettano, quando si paga e quali sono le scadenze, tutto ciò che c’è da sapere sulla Tasi sulla prima casa.

    Cos’è la Tasi

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    La Tasi riguarda dunque i servizi indivisibili intesi come servizi comunali per la collettività (dalla manutenzione delle strade all’illuminazione pubblica). Si tratta di un servizio prestato ai cittadini, ma non è quantificabile né per la fruizione né per i benefici al singolo. Insomma, non è possibile una tassazione soggettiva. Cura del verde pubblico, arredo urbano, attività di polizia locale: tutti ne beneficiano in modo indistinto. Ciò che si incassa dalla Tasi va quindi a finanziare i costi che vengono sostenuti per erogare i servizi di cui abbiamo appena parlato.

    I Comuni, da alcuni anni, inseriscono in questo tipo di tassazione i servizi offerti ai cittadini, le prestazioni che non sono suscettibili di richiesta individuale da parte del cittadino stesso. L’ente locale, per poter sostenere i costi e garantire quindi la continuità del servizio, si autofinanzia con la Tasi. Che va a coprire, oltre ai servizi di cui abbiamo già parlato, anche il trasporto scolastico. Ogni Comune, poi, aggiunge servizi peculiari a seconda delle esigenze locali, adottando una specifica delibera in cui sono inserite anche le aliquote per calcolare l’imposta.

    Chi paga la Tasi

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    Andiamo a scoprire chi, a breve, dovrà pagare la prima rata della Tasi 2017. Coloro che sono proprietari di immobili che rientrano nelle categorie di lusso (A/1 abitazioni di tipo signorile, A/8 ville e A/9 castelli o edifici di particolare pregio storico o artistico), i proprietari di seconda casa, di negozi e uffici, di immobili d’impresa e di fabbricati rurali da uso strumentale.

    La Tasi 2017 non si paga per la prima casa (quella usata stabilmente come residenza o domicilio) e neanche per i terreni agricoli. Escluse anche le pertinenze della prima casa che rientrano in queste categorie catastali: C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle, scuderie, autorimesse senza scopo di lucro), C/7 (tettoie aperte o chiuse). La Tasi non va pagata per chi si trova in un’abitazione principale in affitto o comodato d’uso gratuito, ferma restando la tassazione da applicarsi naturalmente al proprietario dell’abitazione.

    Sono esenti dalla Tasi 2017 pure gli immobili di proprietà indivisa di cooperative edilizie e che sono abitazione principale dei soci, gli immobili che sono stati individuati come alloggi sociali, gli immobili che figurano come dimora coniugale assegnata da sentenza in caso di divorzio o separazione, gli immobili di proprietà delle forze armate non locati, gli immobili di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, non locati.

    Tasi 2017 quando si paga e quali sono le scadenze

    calendario2017

    La Tasi 2017, come l’Imu 2017, si può pagare in due rate che hanno per scadenza il 16 giugno 2017 (acconto) e il 16 dicembre 2017 (saldo). Il contribuente può pagare la tassa in un’unica soluzione, entro il 16 giugno 2017. La tassa sui servizi indivisibili si paga attraverso bollettino postale o modello F24.

    Tasi sulla prima casa: cosa sapere

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    Altre cose da sapere sulla Tasi sulla prima casa: l’espressione ‘prima casa’ fa riferimento al possesso dell’immobile. Si può infatti acquistarne uno come prima casa, mantenendo però la propria residenza altrove, purché sia nello stesso Comune. Chi non vive nell’immobile in cui ha la residenza, anche se lo ha acquistato come prima casa, deve pagarci sopra la Tasi 2017 come se si trattasse di prima casa. Come abbiamo visto sopra, la Tasi si paga pure sull’abitazione principale se rientra nella casistica degli immobili di lusso (sono comprese le pertinenze, C/2, C/6 e C/7).

    E ancora: se la casa è in affitto o data in comodato per oltre sei mesi, la Tasi è dovuta in piccola parte anche da chi la occupa, che deve versare al Comune una quota compresa tra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo del tributo (percentuale precisata nella delibera comunale); la parte rimanente spetta al proprietario. L’occupante, però, non paga la propria quota di Tasi se usa la casa come abitazione principale (se qui ha la residenza anagrafica e ci vive abitualmente). In questi casi, il proprietario versa la propria quota Tasi, ma non tutta.

    Come calcolare la Tasi 2017

    scadenze fiscali 2017 euro

    La Tasi è un’imposta comunale, dunque variabile a seconda delle aliquote applicate dal Comune. Si parte, per tutti, da una base d’aliquota pari all’1 per mille, con un coefficiente non vincolante. Ogni Comune può operare variazioni e pure azzerarla. In caso di innalzamento, la somma delle aliquote Imu e Tasi 2017 non può superare il 10,6 per cento per tipologia di immobile.

    Per calcolare la Tasi, bisogna moltiplicare la base imponibile per l’aliquota fissata dal Comune in cui si trova l’immobile. La base imponibile si calcola rivalutando la rendita catastale del 5 per cento e poi moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria catastale di riferimento. La rendita si trova nel rogito o nel contratto di affitto dell’ìmmobile. Non si trovasse questo valore, si può effettuare una visura catastale gratuita sul sito dell’Agenzia delle Entrate o in uno degli uffici presenti sul territorio di pertinenza.