Tari 2017, cos’è e quando si paga

Tari 2017, ecco che cos'è la Tassa sui rifiuti e quando bisogna pagarla. Chi la deve pagare e qual è la scadenza in caso di soluzione unica, quali sono i metodi di pagamento e cosa si considera ai fini del calcolo dell'importo della tassa comunale

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    Tari 2017, cos’è e quando si paga

    Andiamo a scoprire cos’è la Tari e quando si paga per il 2017. Tari non è altro che la sigla che definisce l’imposta comunale sui rifiuti, introdotta nel 2014 insieme alla Legge di Stabilità, che ha sostituito la Tares e la Tarsu. Questa tassa spetta a tutti i cittadini che detengono loclai che possono produrre rifiuti (proprietari o meno). Vediamo quando si paga la Tari, quali sono le date da ricordare e, nel dettaglio, chi deve pagare la Tari, come e a chi pagarla.

    Cos’è la Tari

    Tari 2017A

    La Tari è dunque la Tassa sui rifiuti che, dal 2014, appesantisce la voce ‘debiti’ dei cittadini italiani che producono rifiuti urbani.

    Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quindi la nuova tassa sui rifiuti prevede che la somma da versare al Comune sia dovuta dagli inquilini, indipendentemente se proprietari o affittuari.

    Per l’applicazione della Tari si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti.

    Quando si paga la Tari e quali sono le date da ricordare

    Tari Scadenze

    Quando si paga la Tari 2017? In realtà, ogni Comune ha fissato una scadenza per il pagamento della Tassa dei rifiuti. Non solo: ogni Comune può anche decidere la dilazione e il numero di rate per saldare l’intero importo dovuto. Se si decide di pagare in un’unica soluzione, invece, bisogna ricordare questa data: il 16 giugno. Come succede già per l’Imu e per la Tasi.

    La Tari 2017 può essere pagata con modello F24 o con gli appositi bollettini postali, che sono già precompilati e che arrivano con la cartella di pagamento, riportanti già pure le singole scadenze di ogni rata. La Tari si compone di una parte fissa e di una variabile. La prima è determinata considerando le componenti del costo del servizio di igiene urbana (ammortamenti e investimenti, spazzamento della strade), la seconda copre i costi del servizio rifiuti integrato (raccolta, trasporto, riciclo e smaltimento) ed è rapportata alla quantità di rifiuti presumibilmente prodotti dal componente o dai componenti del nucleo familiare.

    Chi deve pagare la Tari

    Tari   chi la paga

    La Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Ma questa definizione non basta a definire esattamente chi deve pagare la Tari in situazioni varie. In caso di pluralità di possessori o di detentori, per esempio, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

    Altro caso: in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la Tari è dovuta solo dal possessore dei locali e delle aree di cui è proprietario o di cui ha usufrutto, uso, abitazione o superficie.

    Se i locali sono in multiproprietà o nel caso di centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della Tari dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando – nei confronti di questi ultimi – gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardanti le aree e i locali in uso esclusivo.

    Quali sono le aree per cui non è dovuta la Tari? Quelle scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali che non sono detenute o occupate in via esclusiva. Il tributo non è dovuto in relazione alla quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.