Sismabonus 2018: cos’è, come funziona, come ottenerlo e i requisiti necessari

Scopriamo come funziona il Sismabonus 2018, inserito dal Governo nella nuova legge di bilancio. A chi spetta, quali sono le classi di rischio nuove inserite e perché ora spetta anche per capannoni e imprese. Quali sono i requisiti necessari per ottenere la detrazione Irpef

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    Sismabonus 2018: cos’è, come funziona, come ottenerlo e i requisiti necessari

    Tra le novità della Legge di Bilancio troviamo anche il Sismabonus 2018, introdotto dopo i terremoti del Centro Italia, ma cos’è, come funziona quali sono i requisiti necessari ottenerlo? Questa detrazione fiscale che sarà in vigore dal prossimo 1° gennaio e varrà fino al 31 dicembre 2021. Questa detrazione, già presente nella manovra del 2017, vine riconfermata per il secondo anno consecutivo.

    Cos’è il Sismabonus?

    Il Sismabonus è un’agevolazione che consente ai contribuenti di ottenere la detrazione Irpef di una percentuale delle spese sostenuti per lavori edilizi antisismici su abitazioni e immobili per attività produttive. Cambiano le linee guida rispetto al Sismabonus 2017 al fine di incentivare maggiormente la prevenzione e i lavori per mettere in sicurezza gli immobili in caso di futuri terremoti. E’ stato esteso, proprio per questo motivo, anche ai capannoni e alle imprese, che sono state particolarmente colpite tra il 2016 e il 2017.

    Come funziona il sismabonus

    Con la legge di Stabilità precedente a quella che è al vaglio del Senato erano ammessi al Sismabonus solo gli interventi su abitazione, prima e seconda casa, immobile adibito ad attività produttiva e parti comuni dei condomini, qualora l’adeguamento sismico venisse regolarmente certificato. Ora, invece, c’è stato l’ampliamento degli immobili che possono venire sistemati godendo della detrazione Irpef (capannoni e imprese).

    Non solo: il sismabonus non vale più soltanto per gli edifici ubicati nelle zone 1 e 2 (dove si possono verificare spesso scosse di terremoto), ma anche per gli edifici della zona 3 (a medio rischio sismico).

    A chi spetta il sismabonus 2018

    A partire dal 1° gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2021, a famiglie e imprese che effettuano interventi di riduzione di rischio sismico di immobili ricadenti nelle zone 1, 2 e 3, di cui all’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 della Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 marzo 2003, spetta: sismabonus con detrazione spese al 70% se c’è il passaggio a una classe inferiore di rischio terremoto; sismabonus con detrazione spese all’80% se i lavori determinano la riduzione di due classi di rischio. Dunque, tra le classi di rischio è stata inserita anche la zona 3.

    Fino al 31 dicembre del 2021, è in vigore anche il sismabonus condomini, per gli interventi di riduzione di rischio sismico effettuati sulle parti comuni dei condomini e intero edificio. Spetta una detrazione del 75 per cento se gli interventi portano al passaggio di una classe inferiore; dell’85% se il passaggio è di due classi.

    Il sismabonus 2018 spetta anche agli enti locali per la messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da quelli di interesse strategico.

    In caso di demolizione e ricostruzione non spetta il sismabonus se, grazie alla ricostruzione, ci fosse un ampliamento e dunque le nuove abitazioni venissero identificate come nuove costruzioni. Stessa cosa per gli interventi di demolizione e costruzione che portano alla creazione di un’abitazione con la stessa volumetria di quella esistente: niente aliquota maggiorata.

    Se parliamo di interventi di totale demolizione e ricostruzione, spetta però la vecchia detrazione fiscale, pari al 50%, calcolata fino a un importo massimo di 96 mila euro, ripartita in 10 quote annuali, per spese di acquisto sostenute fino al 31 dicembre 2017. Se l’importo massimo fosse di 48 mila euro, la detrazione verrebbe ribassata al 36%.

    I requisiti necessari per ottenere il Sismabonus

    Quali sono i requisiti necessari per ottenere il Sismabonus? Per fruire della nuova detrazione fiscale che fa salire lo sconto Irpef dal 50% al 70% e 80% per le case, e al 75% e all’80% per i condomini, bisogna che: i lavori di adeguamento sismico siano stati effettuati dal 1° gennaio del 2017 fino al 31 dicembre 2021; i lavori eseguiti devono determinare una riduzione del rischio sismico di una o due classi; gli interventi antisismici devono essere eseguiti su case private (prime e seconde case), immobili adibiti ad attività produttiva e condomini.

    E ancora: gli immobili oggetto di intervento e detrazione devono essere ubicati nelle zone 1, 2 e 3; la spesa massima agevolabile non deve superare i 96 mila euro, ivi comprese le spese effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili; lo sconto Sismabonus deve essere recuperato non in 10, ma in 5 quote annuali di pari importo.

    Il credito d’imposta può essere ceduto a soggetti terzi o all’impresa, in modo da permettere ai condomini incapienti di poter fruire dell’agevolazione. Modalità di concessione e cessione del credito saranno chiarite dall’Agenzia delle Entrate.

    Resta da ricordare cosa vuol dire fare un adeguamento antisismico: sopraelevare la costruzione, ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione, apportare variazioni di classe e/o destinazione d’uso, effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione.