Rimborso Imu, ecco come fare per richiederlo

Ecco a chi bisogna presentare la domanda per l'Imu versata erroneamente all'Agenzia delle Entrate o al Comune e poter così ottenere il rimborso dell'Imu pagata per errore. C'è anche la possibilità dell'Imu versata in eccesso e che si può compensare

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    Rimborso Imu, ecco come fare per richiederlo

    L’Imu è un’imposta che, tra i diritti per i contribuenti, racchiude anche quello dell’eventuale rimborso: il Dipartimento delle Finanze ha dettato le istruzioni per effettuare il rimborso Imu, prendendo come base il decreto interministeriale che è stato emanato nel febbraio del 2016. Quali sono le modalità per inoltrare la domanda di rimborso? A chi bisogna rivolgersi? In cosa consiste il rimborso Imu? Tante le domande che si pongono i contribuenti su questa imposta e su come fare per ottenere il rimborso spettante. Vediamo in breve tutto il percorso che bisogna seguire per richiedere il rimborso Imu.

    Come fare richiesta per il rimborso Imu all’Agenzia delle Entrate

    Il rimborso dell’Imu pagata erroneamente in eccesso può essere richiesto al Comune oppure all’Agenzia delle Entrate, se il rimborso è erariale. Nel secondo caso, bisogna compilare con tutti i dati una raccomandata A/R con destinatario l’Agenzia delle Entrate e attendere che arrivi l’autorizzazione.

    Per richiedere il rimborso dell’Imu pagata erroneamente in eccesso al Comune bisogna inviare una richiesta in carta semplice. Nel documento, si devono indicare generalità del richiedente, codice fiscale, eventuale recapito telefonico o email, indicare il periodo per il quale si chiede il rimborso dell’Imu. E’ necessario anche segnalare il valore dell’imposta dovuta e il pagamento realmente versato. Indicare i motivi della richiesta, quantificando l’ammontare del rimborso. Sullo stesso documento, bisogna precisare la modalità di rimborso preferita. In caso di accredito sul conto bancario, l’intestatario, le coordinate del conto corrente e la sede dell’agenzia.

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    Per ottenere il rimborso di un’imposta non dovuta o dovuta in maniera minore a ciò che si è corrisposto, è possibile fare domanda, pena la decadenza del diritto stesso, entro cinque anni dal versamento o dalla data in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Nel momento in cui il Comune riceve la richiesta di rimborso Imu, verifica la fondatezza e trasmette l’accettazione o il rifiuto entro i successivi 180 giorni, comunicando al ministero l’importo esatto da rimborsare.

    Il rimborso Imu di questo 2017 riguarda gli anni dal 2013 in poi. Per poter rimborsare le somme non dovute, le amministrazioni comunali devono caricare i provvedimenti di rimborso definitivi su un’applicazione del portale. Il ministero, basandosi sulle informazioni ricevute, rimborserà ai contribuenti gli importi non dovuti. La somma da rimborsare può essere accreditata con le seguenti modalità: assegno circolare emesso dalla Banca d’Italia, bonifico bancario, nel caso in cui il contribuente abbia comunicato l’Iban, contante da riscuotere presso gli sportelli della Banca d’Italia.

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    Come ottenere il rimborso dell’Imu pagata per errore

    Vediamo dunque come ottenere il rimborso dell’Imu pagata per errore. Se a giugno (il 16, scadenza della prima rata) erroneamente si è versata una somma non dovuta, la prima porta a cui bussare è quella del Comune, a cui va presentata un’unica istanza per la richiesta di rimborso Imu erroneamente versata. Come abbiamo visto, basterà compilare un modulo in carta semplice o l’apposito modulo di rimborso Imu. Se il rimborso è erariale, la raccomandata A/R va invece inviata all’Agenzia delle Entrate.

    Nel primo caso sarà l’amministrazione a verificare il fondamento della richiesta. C’è il caso di aver versato di più o di meno del dovuto. Oppure ci può essere un errore nella ripartizione degli importi – tra Comune e Stato – che va corretto. Se l’errore vi ha fatto pagare di meno, non bisogna fare alcun versamento, ma presentare l’istanza al Comune di residenza, cui spetterà la domanda anche nel caso in cui avete pagato di più e chiedete il rimborso Imu. In questo caso, l’Imu versata in eccesso si può compensare.

    C’è anche la possibilità che sia stata fatta un’errata indicazione del codice tributo: in questo caso, considerato che l’Imu è un tributo comunale, la correzione non va richiesta all’Agenzia delle entrate ma al Comune. Infine, esiste la possibilità che l‘Imu sia stata pagata due volte e, come visto sopra, quella in eccesso si può compensare. Senza una specifica autorizzazione da parte del proprio Comune, però, questa operazione non è possibile. Si può, dunque, inviare una ulteriore diffida all’amministrazione locale, nominando un legale, con richiesta di indicazione del responsabile del procedimento.

    Se mancasse ancora il riscontro, si entra in un contenzioso davanti alla Commissione tributaria provinciale per il rimborso delle somme, degli interessi, nonché delle spese legali. Una ulteriore possibilità, con rischi, è trattenere nel versamento successivo dell’Imu l’importo pagato due volte, versando solo la differenza.