Rimborso chilometrico per i dipendenti: come e quando chiederlo

Il tragitto casa lavoro è per molti dipendenti una realtà quotidiana, motivo per cui conviene sapere come è possibile ottenere il rimborso chilometrico in busta paga: cos'è, chi può ottenerlo e per quali mezzi è valido? Scopriamolo insieme in questo pratico articolo.

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    Rimborso chilometrico per i dipendenti: come e quando chiederlo

    Cos’è il rimborso chilometrico per i dipendenti e come e quando chiederlo. Il concetto è piuttosto semplice: si tratta di una soluzione solitamente usata dalle società per ripagare il lavoratore dipendente che per motivi lavorativi deve effettuare un viaggio o una trasferta, in modo da rimborsare i costi da lui sostenuti per l’attività. Certo molte società offrono ormai la macchina aziendale, ma è possibile anche utilizzare il proprio veicolo per poi chiedere appunto il rimborso chilometrico. Scopriamo insieme come funziona!

    Quando è possibile chiedere il rimborso chilometrico per i dipendenti?

    Il rimborso chilometrico 2017 può essere richiesto richiesto dai dipendenti e liberi professionisti che debbano utilizzare un veicolo proprio per svolgere il lavoro richiesto. Il veicolo può dunque essere di proprietà, e in questo caso occorrerà effettuare il calcolo rimborso chilometrico auto propria, ma anche noleggiato o a locazione finanziaria, e ovviamente può anche essere un mezzo pubblico come il treno. A seconda di quale mezzo venga usato per recarsi in trasferta, e di come sia stato regolato tale utilizzo, diverse sono ovviamente le conseguenze economiche, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.

    Si può ottenere il rimborso chilometrico dipendenti tragitto casa lavoro?

    In tutti i casi in cui il lavoratore non svolge la propria prestazione nella sede di lavoro dichiarata e definita dai termini del contratto si può parlare di trasferta, anche se questa dovesse riguardare una sola giornata. La discriminante fondamentale è però appunto quella della sede di lavoro che deve essere presa in considerazione per stabilire se il lavoratore si sia spostato, mentre non viene affatto calcolato il luogo di residenza o domicilio del dipendente stesso. Ciò significa che non può essere considerato trasferta, e pertanto rimborsato, lo spostamento che il lavoratore che non viva nello stesso comune in cui ha sede l’azienda deve effettuare ogni giorno per recarsi a lavorare. Il rimborso chilometrico dipendenti tragitto casa lavoro è dunque un lusso che non tutti possono concedersi.

    Come avere il rimborso chilometrico in busta paga?

    Il rimborso chilometrico non è però soggetto a tassazione in capo al dipendente, in quanto non è classificabile come remunerazione ma come indennizzo per i costi sostenuti dal dipendente per conto della società. Per ottenere dunque il rimborso chilometrico in busta paga occorre prima di tutto stabilire l’ammontare dell’indennità, che a sua volta dipende da diversi fattori quali la percorrenza, il tipo di veicolo scelto e il costo chilometrico che tale mezzo richiede, quindi compilare il relativo modulo rimborso chilometrico per ricevere in busta paga il meritato ritorno economico.