Pensioni: chi ha diritto all’Ape sociale e precoce?

L'anticipo pensionistico, o ape social, è una misura temporanea, valida fino al 2018, che intende favorire il ricambio generazionale nelle aziende. Ecco chi ha diritto all'ape social e precoce, a chi fare domanda ed entro quale data, le ultime novità sulle pensioni

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    Pensioni: chi ha diritto all’Ape sociale e precoce?

    Pensioni: chi ha diritto all’Ape sociale e precoce? L’attesa è stata più lunga del previsto, ma da venerdì 17 giugno, è possibile chiedere l’Ape (Anticipo pensionistico) sociale e precoce. Si possono presentare all’Inps le domande per le pensioni anticipate, contenute nella legge di bilancio 2017. Due le misure previste dal governo: Ape sociale e precoci. E’ stato lo stesso Istituto a divulgare tempi e modi, aggiungendo che l’Ape sociale darà anche la possibilità di ottenere il bonus di 80 euro a cui, invece, non hanno accesso i pensionati. Si tratta infatti di un’indennità ponte che porta alla pensione. Vediamo quali sono tutte le ultime novità sulle pensioni e l’ape social, quali sono i lavoratori che hanno diritto all’ape sociale, entro quando e come richiedere l’ape social.

    Tutte le ultime novità sulle pensioni e l’ape social

    Sono circa 60 mila i lavoratori in condizioni di difficoltà che potranno anticipare fino a tre anni e sette mesi l’età di pensionamento. Lo ha fatto sapere il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, dopo la pubblicazione dei decreti attuativi sulla Gazzetta Ufficiale. Una misura che intende favorire il ricambio generazionale nelle aziende.

    Ma le ultime novità sulle pensioni portano anche una cattiva notizia; dopo l’estate, infatti, potrebbe arrivare il decreto che stabilità una nuova età minima necessaria per andare in pensione.

    Secondo i dati a disposizione dei tecnici del ministero dell’Economia, infatti, le aspettative di vita si sono allungate dopo i 65 anni e questo dovrebbe portare, dal 2019, l’età pensionabile a 67 anni, contro i 66 anni e 7 mesi di adesso.

    L’Ape sociale, invece, è una misura sperimentale valida fino al 2018. Se il governo dovesse renderla strutturale, con l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni, potrebbe essere un’ottima soluzione per accedere prima alla pensione, riducendo quindi gli effetti dell’ulteriore slittamento del pensionamento.

    Chi ha diritto all’ape sociale

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    /Altro

    Chi ha diritto all’ape sociale? Per accedervi e poter conservare il diritto all’assegno bisogna essere residenti in Italia. Dunque, per trasferirsi eventualmente all’estero, bisognerà attendere la pensione ufficiale. Residenza italiana, dunque, e poi? Bisogna avere almeno 63 anni, essere in condizione di bisogno e non avere ancora l’età per la pensione di vecchiaia. Le categorie di disagio valide per l’ape sociale sono: disoccupazione da almeno tre mesi, familiari disabili a carico, invalidità pari o superiore al 75 per cento, aver svolto un lavoro usurante per almeno sei degli ultimi sette anni.

    Per i precoci, invece, si apre la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi versati (contro i 41 anni e 10 mesi per gli uomini e i 42 anni e 10 mesi per le donne), a patto di rientrare in una delle quattro categorie di disagio valide per l’ape sociale.

    Entro quando e come richiedere l’ape social

    Quali sono i termini per presentare la domanda di accesso all’ape social? Come fare per richiederlo? Come detto in precedenza, è possibile fare domanda dallo scorso 17 giugno e fino al prossimo 15 luglio per chi matura i requisiti entro quest’anno ed entro il 31 marzo del 2018 per chi li matura l’anno prossimo. Vale sia per l’ape sociale sia per la finestra di anticipo precoci. Le due misure sono sperimentali e restano in vigore nella versione attuale per due anni.

    Le domande di Ape sociale saranno accolte nel limite di spesa di 300 milioni per quest’anno e fino a 609 milioni per il 2018. Quelle per i precoci fino a 360 milioni quest’anno e 505 l’anno prossimo. L’importo dell’ape sociale è commisurato alla pensione attesa, con un massimo di 1.500 euro lordi mensili per 12 mensilità (1.325 euro netti circa) fino a un massimo di 43 mesi.

    L’indennità dell’ape sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio, ove a tale data sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge, compresa la cessazione dell’attività lavorativa.

    Le domande, sia di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’ape sociale, sia di accesso al beneficio, devono essere indirizzate alle sedi territoriali Inps di competenza e presentate in modalità telematica, utilizzando i soliti canali istituzionali.

    Per l’istruttoria delle domande, insieme al ministero del lavoro, all’Inps, all’Inail, all’Anpal e all’Inl, è stato predisposto un apposito protocollo in cui sono state individuate: le modalità con cui effettuare lo scambio di dati con gli altri enti, le modalità attraverso cui effettuare un riscontro delle dichiarazioni rese dal richiedente e dal datore di lavoro, i casi in cui l’Inps può avvalersi dell’Ispettorato nazionale del lavoro.