Offerte commerciali telefoniche: italiani ossessionati

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    Offerte commerciali telefoniche: italiani ossessionati

    Quando ci troviamo a casa e sentiamo squillare il telefono, ormai scatta subito il panico da offerta commerciale. Insomma, siamo già sicuri, prima ancora di rispondere, che non si tratterà di un lontano parente o di un amico ma di qualche operatore di call center pronto a inondarci di iniziative commerciali irrinunciabili.

    Gli italiani ormai sono ossessionati da questo tipo di telefonate, e ad ulteriore dimostrazione arriva uno studio di Comunicazione Perbene, l’associazione non profit presieduta da Saro Trovato che si batte per l’ecologia nella comunicazione e che ogni giorno registra il malcontento degli utenti.

    Otto italiani su dieci (il 79%) si dicono ormai ossessionati dalle offerte commerciali telefoniche, cresciute negli ultimi anni in maniera selvaggia per numero e categorie di offerta: offerte tariffarie, societa’ telefoniche, energetiche e radiotelevisive, prodotti di consumo tra i piu’ disparati, come enciclopedie, vini e sedute di bellezza.

    La quotidianità delle persone si trasforma quindi in un labirinto fatto di telefonate e battaglie per non cadere nelle trappole del marketing, sempre molto affilate. Un vero e proprio gioco di forza tra l’operatore e la pazienza del cittadino. Anche perché spesso coloro che rispondono sono fasce a rischio: le fasce piu’ deboli sono gli anziani (69%) e i bambini (47%), assillati dalle chiamate a ogni ora del giorno.

    Uno dei dati più impressionanti dell’intera ricerca è la frequenza con cui vengono contattati telefonicamente gli utenti: dalle segnalazioni ricevute un italiano su due ha dichiarato che viene ripetutamente contattato più volte al giorno (51%) se non viene reperito immediatamente, il 26% invece ha affermato di essere raggiunto dalle varie proposte commerciali dalle 5 alle 6 volte a settimana; infine il 22% ha dichiarato che gli operatori richiedono altri recapiti telefonici, cellulari in special modo, se non riescono a mettersi in contatto con l’interessato.

    Ma cos’è che vorrebbero farci comprare questi operatori assillanti? Le offerte sono tra le piu’ disparate e non sempre vengono esposte nel modo piu’ corretto. Un italiano su due viene contattato soprattutto per aderire a nuovi abbonamenti, sia telefonici (31%) sia televisivi (24%), mentre a uno su tre vengono offerti beni e servizi piu’ commerciali, come polizze assicurative (23%), sedute di benessere in centri estetici (12%), e prodotti alimentari esclusivi come olio e vino (11%).

    Molto spesso, stanchi di sentire quel maledetto squillo del telefono, l’utente non è ben disposto nei confronti del povero operatore, spesso sottopagato e costretto ad aderire ad un protocollo d’azione. Dalle segnalazioni e’ emerso che un italiano su tre denuncia insistenza e scortesia che rendono il servizio meno appetibile, il 19% pone l’attenzione sull’arroganza degli operatori telefonici, che rendono impossibile il dialogo (23%) o utilizzano un linguaggio serrato e creato ad hoc pur di chiudere il contratto (27%).

    Quasi uno su due, però, si schiera dalla parte degli operatori, come detto forzati ad attuare un comportamento poco rispettoso (49%) pur di raggiungere i loro obiettivi di vendita che l’azienda impone loro. Senza alcuno scrupolo, visto che il target perfetto sono anziani e bambini, vittime predestinate della cattiva comunicazione che espone al rischio di truffe e raggiri.

    Non è un caso che molti lamentino di aver chiuso contratti e offerte senza rendersene conto (25%) e senza comprendere davvero cosa viene loro proposto (63%). E se oltre al nervosismo (21%) ad andare di mezzo è l’inviolabilita’ della sfera privata (47%), non ne escono indenni neppure gli uffici e le aziende che lamentano, a causa delle telefonate, un rallentamento dell’attivita’ lavorativa (54%) e l’insistenza nel cercare di ottenere i numeri di cellulare dei responsabili (36%) pur di arrivare ad un contatto diretto per chiudere l’offerta.