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Mutuo: tasso fisso o tasso variabile? I consigli per la scelta

Mutuo: tasso fisso o tasso variabile? I consigli per la scelta
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    Mutuo: tasso fisso o tasso variabile? I consigli per la scelta

    Se stai per comprare casa e devi affidarti ad una banca, l’interrogativo più assillante è sicuramente se accendere un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. Essere indecisi è normale, in questo articolo trovi alcuni consigli per la scelta. Si tratta di una decisione importante, perché influenzerà notevolmente i prossimi anni della tua vita e soprattutto la tua busta paga ed il tuo tenore di vita. Ma niente paura: non bisogna essere degli esperti di finanza per fare la scelta giusta, basta solo valutare quale mutuo risponde meglio alle tue esigenze.

    La prima cosa da fare, quando si deve scegliere un mutuo è assicurarsi di avere sotto mano un glossario o comunque tutte le informazioni utili a comprendere le operazioni che dobbiamo fare.
    Per quanto riguarda il mutuo a tasso fisso, di certo offre il vantaggio della continuità: la rata ed il tasso non cambiano fino alla fine del prestito, mettendo il richiedente al sicuro da eventuali oscillazioni dei tassi di interesse , che potrebbero portare ad un aumento della rata mensile da pagare. L’altra faccia della medaglia è, ovviamente, l’impossibilità di approfittare di eventuali ribassi della rata dovuti alla discesa dei tassi. Inoltre, spesso i mutui a tasso fisso risultano più costosi di quelli a tasso variabile.
    Se hai un lavoro a tempo indeterminato e uno stipendio fisso, se non vuoi avere sorprese o rischiare di non riuscire pagare la rata del mutuo, quello a tasso fisso è sicuramente la soluzione più adatta a te.

    Se invece stai pensando ad un mutuo a tasso variabile, devi sapere che la sua variabilità dipende dalla somma del tasso di riferimento con lo spread.
    Come tasso di riferimento si può usare l’Euribor a 3 mesi su 360 giorni (cioè il valore medio del tasso in ogni trimestre considerato, ovvero la media del mese di dicembre per il trimestre tra il 6 gennaio e il 5 aprile, la media del mese di marzo per quello tra il 6 aprile ed il 5 luglio ed infine la media di settembre per i mesi tra il 6 luglio ed il 5 gennaio) oppure il BCE (che viene deciso mensilmente nelle riunioni del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea). Al valore del tasso di riferimento viene sommato lo spread, cioè il “guadagno” della banca, che normalmente ha un tetto massimo. Se l’oscillazione dei tassi non ti preoccupa e se un aumento improvviso della rata non comporta grossi problemi per le tue finanze, ma al contrario non vuoi perdere l’occasione di approfittare di un eventuale ribasso, allora il mutuo a tasso variabile è quello che fa per te.

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