Liquidazione TFR: la guida per ogni caso

Ogni anno i lavoratori subordinati maturano una cifra, accantonata dal datore di lavoro, e che sarà poi liquidata. Parliamo di liquidazione TFR, che verrà pagata al momento della pensione oppure quando si interrompe il rapporto di lavoro. Vediamo la guida per ogni caso

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    tfr busta paga 2017

    TFR, ossia Trattamento di fine rapporto. E’ ciò che matura, e che il datore di lavoro mette da parte anno per anno (e intanto utilizza finché non arriva il momento di liquidarla), a chi ha un lavoro e interrompe per qualsiasi motivo il rapporto. E’ detta anche liquidazione. Il TFR spetta quindi anche a chi è stato licenziato o si è dimesso. Ecco perché è utile, per la liquidazione TFR, conoscere la guida per ogni caso. Il TFR spetta naturalmente ai lavoratori subordinati ed è riconosciuto dalla legge italiana.

    I tempi per la liquidazione del TFR

    Anticipo TFR come e quando chiederlo

    Ci sono dei termini previsti per la liquidazione del TFR: sono previsti dai Contratti Collettivi Nazionali di categoria. Se il lavoratore appartiene al settore terziario, il suo trattamento di fine rapporto deve essere pagato entro 30 giorni; se appartiene alla categoria dei commercianti, il termine è di 45 giorni. Per i dipendenti pubblici, i termini sono più lunghi: si parla infatti del 105esimo giorno se la cessazione del rapporto di lavoro è scaturita per decesso o inabilità del dipendente; di sei mesi se la cessazione del rapporto lavorativo è avvenuta per il raggiungimento dei limiti di età o perché si tratta di un lavoro a tempo determinato; di 24 mesi in caso di dimissioni volontarie o licenziamento.

    Qualora il datore di lavoro non rispettasse gli obblighi legali sui termini previsti per la liquidazione TFR, l’ex lavoratore dovrà ricevere non solo quanto gli spetta, ma anche gli interessi calcolati fino al momento dell’effettivo pagamento. In caso di insolvenza del datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto di lavoro, la liquidazione TFR verrà erogata dal Fondo di Garanzia, tramite l’Inps. Deve essere stata aperta una procedura concorsuale o esecuzione individuale.

    Liquidazione TFR agli eredi: come funziona

    tfr busta paga 2017 3

    Un altro caso che può aversi è la morte del lavoratore dipendente. In questo caso, gli subentrano gli eredi anche nei crediti vantanti nei confronti dei terzi, com’è il caso del TFR e di eventuali stipendi non ancora versati dall’azienda. Anche nel caso in cui il dipendente sia deceduto molto tempo dopo la cessazione del rapporto di lavoro (per dimissioni o licenziamento), gli eredi hanno diritto a percepire, dal datore di lavoro, il trattamento di fine rapporto e le mensilità non ancora corrisposte al familiare, purché non si sia già verificata la prescrizione (5 anni dalla cessazione del rapporto del lavoro).

    Con la morte del lavoratore subordinato, il contratto di lavoro cessa e gli eredi naturalmente non vengono assunti al posto del familiare. Si tratta dunque di un’interruzione del rapporto di lavoro e il datore è obbligato a corrispondere immediatamente agli eredi la retribuzione dell’ultimo periodo, l’indennità sostitutiva del preavviso, il trattamento di fine rapporto e l’indennità sostitutiva del preavviso. Queste ultime voci spettano agli eredi anche se hanno rifiutato l’eredità o l’hanno accettata con beneficio di inventario. Il datore di lavoro non può compensare queste somme con eventuali sui crediti, salvo per le anticipazioni del TFR fatte in corso di rapporto.

    Liquidazione TFR ai dipendenti pubblici

    dipendenti pubblici

    La legge di stabilità del 2014 ha ridotto l’importo del TFR/TFS dei dipendenti pubblici che può essere pagato in un’unica soluzione: dai 90 mila siamo passati ai 50 mila. Non solo, i tempi di pagamento sono stati portati a 12 mesi per le cessazioni per raggiungimento del limite di età o di servizio e a 24 mesi per altri motivi.

    Nel caso di pagamento in più rate della liquidazione TFR, si può arrivare a 2 o 3 rate annuali. Se l’importo è superiore a 50 mila euro, ma inferiore a 100 mila, le rate saranno due. Se la liquidazione è superiore a 100 mila euro, le rate sono tre: 50 mila la prima, 50 mila la seconda, la parte eccedente da 100 mila la terza).

    In caso di cessazione del rapporto di lavoro per inabilità o per decesso, la prestazione deve essere liquidata entro 105 giorni dalla cessazione. Il datore di lavoro è tenuto a trasmettere la documentazione necessaria entro 15 giorni dalla cessazione. L’Inps provvederà a corrispondere la prestazione, o la prima rata di questa, entro i tre mesi successivi alla ricezione della documentazione stessa. Decorsi questi due periodi, sono dovuti gli interessi.

    La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro quando è avvenuta per raggiungimento dei limiti di età (rientrano in questa categoria anche i collocamenti a riposo d’ufficio, disposti dalle amministrazioni al raggiungimento del limite di età ordinamentale), non modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia); cessazioni dal servizio conseguenti all’estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per il raggiungimento del termine finale fissato nel relativo contratto di lavoro; cessazione del servizio a seguito di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro.

    La liquidazione sarà eseguita e messa in pagamento prima di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, quando questa è avvenuta per cause diverse da quelle sopra richiamate, anche nell’ipotesi in cui non sia stato maturato il diritto a pensione. Tra le cause sono da ricordare: dimissioni volontarie, con o senza diritto di pensione anticipata: recesso del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego).

    La tassazione della liquidazione TFR

    Calculating Taxes Up And Down

    Quale tassazione viene applicata alla liquidazione del TFR? L liquidazione è soggetta a una tassazione separata che prevede il calcolo di un reddito annuale di riferimento e della correlata aliquota Irpef da applicare. Si procede a calcolare il TFR complessivo (quello depurato della rivalutazione annuale che dal 1 gennaio 2011 è già tassata all’11%), dividendo quindi l’importo ottenuto per il numero di anni/frazione di anni, presi come base di calcolo del TFR. Quindi si moltiplica il risultato per 12 (mesi) per ottenere il reddito annuale di riferimento. Giunti a questo step, occorrerà procedere con l’applicazione dell’aliquota Irpef media sulla base della quale il reddito sarebbe tassato con gli scaglioni Irpef vigenti: si ottiene in tal modo l’aliquota Irpef da applicare, calcolando pertanto l’imposta lorda dovuta. Il TFR da liquidare sarà quindi pari al TFR lordo totale maturato fino alla data della cessazione del rapporto di lavoro (comprensivo della rivalutazione), sottratte le eventuali anticipazioni e l’imposta netta.

    Liquidazione TFR in busta paga: come richiederlo e dove si legge

    busta paga

    Da aprile del 2015, i lavoratori del settore privato possono chiedere che la liquidazione TFR venga messa nella busta paga, ottenendo così un anticipo della liquidazione totale ogni mese. L’opzione può essere esercitata anche da chi ha deciso di versare il proprio TFR in un fondo di previdenza complementare. Per poter chiedere l’anticipo in busta paga, è necessario essere stati assunti da almeno sei mesi.

    Sono esclusi dalla possibilità di richiedere il TFR in busta paga i lavoratori agricoli, i lavoratori domestici, i dipendenti di aziende sottoposte a procedure di fallimento o cassa integrazione.

    Per richiedere il TFR in busta paga bisogna presentare al datore di lavoro il modulo QU.I.R. (Quota maturanda del trattamento di fine rapporto come integrazione della retribuzione). Il TFR verrà quindi liquidato il primo mese successivo alla presentazione della richiesta per aziende con più di 50 dipendenti, il quarto mese successivo alla presentazione della richiesta per le aziende con meno di 50 dipendenti.

    Il trattamento di fine rapporto o liquidazione è una delle voci della busta paga. Si trova nel corpo della busta paga, più esattamente, ossia la parte sottostante all’intestazione. Fa parte della retribuzione differita, ossia quella parte della retribuzione che il lavoratore matura gradualmente e percepisce in un momento successivo a quello in cui si svolge il lavoro (a meno che non sia stato ottenuto l’anticipo in busta paga, come visto).

    Nel piede della busta paga, che si trova sotto il corpo, troviamo invece l’importo del TFR lordo, pari alla somma di tutte le mensilità lorde maturate diviso 13,5. L’imponibile TFR è pari alla somma di tutte le quote maturate anno per anno. La tassazione del TFR è separata (ritenuta d’acconto del 20% al momento dell’erogazione). L’Agenzia delle Entrate, successivamente, provvederà alla tassazione definitiva sulla base dell’aliquota media di tassazione degli ultimi due anni.

    Liquidazione TFR per licenziamento: i tempi ed entro quando deve essere pagato

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    Se il lavoratore viene licenziato, come abbiamo visto, ha diritto comunque alla liquidazione TFR. Nel caso in cui l’azienda abbia proceduto a un licenziamento collettivo, il datore di lavoro ha un termine che va un minimo di 30 a un massimo di 45 giorni per liquidare il TFR. All’interno del proprio Contratto nazionale di lavoro, solitamente, sono indicate le tempistiche massime per il pagamento del TFR in caso di licenziamento singolo.

    Normalmente, le aziende corrispondono il trattamento di fine rapporto entro la metà del mese successivo rispetto a quello di cessazione del rapporto per consentire l’aggiornamento dei coefficienti di rivalutazione. Per il settore del commercio i tempi massimi di pagamenti sono di 45 giorni dall’estinzione del rapporto, per il settore terziario sono di 30 giorni. Se il datore di lavoro non paga nei termini previsti per leggi, mancando l’istanza di fallimento, al suo posto subentra il fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto dell’Inps. E i pagamenti vengono effettuati entro 60 giorni dall’invio della richiesta da parte del lavoratore.

    Liquidazione TFR metalmeccanici: tempi e calcolo

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    Per i metalmeccanici, la liquidazione del TFR deve avvenire entro 30 giorni dalla cessazione del rapporto. In caso di pagamento in ritardo, il datore di lavoro dovrà pagare anche gli interessi di mora (quello stabilito dall’Istat). Il calcolo della liquidazione viene fatto accantonando ogni anno il 6,91% del 100% della retribuzione utile. Il TFR accantonato viene rivalutato ogni anno dell’1,5% fisso + lo 0,75% dell’indice Istat.

    Liquidazione TFR scuola: come si calcola e quando arriva

    sscuola

    Per i dipendenti della scuola, il regime del TFR si applica a chi ha un contratto a tempo indeterminato ed è quindi in ruolo, a tutti i lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato (e ai supplenti). Il calcolo della liquidazione viene fatto accantonando ogni anno il 6,91% del 100% della retribuzione utile. Il TFR accantonato viene rivalutato ogni anno dell’1,5% fisso + lo 0,75% dell’indice Istat.

    In caso di frazione di anno, la quota è ridotta in maniera proporzionale e si calcola come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni. Dal 1° maggio 2014 la retribuzione annua lorda considerata come base del calcolo non può eccedere la soglia di 240mila euro. I lavoratori della scuola sono dipendenti pubblici, e dal primo gennaio del 2014sono cambiati i tempi di erogazione della liquidazione: per vedere la prima rata del TFR si può arrivare a due anni dalla cessazione del servizio (prima era dopo sei mesi). Per la seconda rata, in caso di pagamenti rateizzati, bisognerà attendere ulteriori 12 mesi. Per importi eccedenti i 100 mila euro, l’eccedente arriverà con la terza rata del TFR.

    Come calcolare la liquidazione del TFR

    Calcolatrice

    L’ammontare della liquidazione TFR dipende dalla durata del rapporto lavorativo e dalla retribuzione lorda. Ogni anno si calcola la retribuzione annuale, comprensiva delle mensilità supplementari, poi la si divide per 13,5. Se bisogna calcolare periodi inferiori all’anno, la quota è ridotta proporzionalmente: si considera mese intero ogni periodo superiore ai 15 giorni. Bisogna dunque calcolare il 7,41 per cento della retribuzione annua, a questa percentuale va sottratto lo 0,5%, che l’Inps preleva automaticamente come versamento pensionistico. Per il TFR, dunque, materialmente si utilizza soltanto il 6,91%. Il TFR accantonato viene rivalutato ogni anno dell’1,5% fisso + lo 0,75% dell’indice Istat.