Liberalizzazioni Monti, novità introdotte dagli emendamenti


Mario Monti presenta il decreto

Un mare di emendamenti al decreto liberalizzazioni ha smorzato in sede di confronto la carica innovatrice delle misure pensate dal governo per smuovere il mercato aprendo ad una maggiore concorrenza e consentendo ai consumatori un risparmio notevole. Gli emendamenti hanno spostato la sostanza della manovra rendendola molto più favorevole alle lobby e alle categorie che non ai contribuenti. Segno che nonostante gli sforzi in Italia cambiare davvero le regole del gioco è operazione pressoché impossibile, anche a causa dell’ostruzionismo dei partiti che hanno costretto il governo a rivedere molte delle misure.

Cosa cambia per i taxi
Passo indietro clamoroso del governo, che di fatto cede alle pressioni della categoria e dei partiti politici. La vera novità è la nascita dell’Autorità indipendente dei trasporti, che partirà prima del previsto (31 maggio 2012), ma i poteri sul numero delle licenze e sul livello delle tariffe saranno di competenza dei singoli Comuni. I sindaci ascolteranno i pareri dell’Authority ma non saranno vincolati ad essi, anche se l’ente di garanzia potrà ricorrere al Tar se il sindaco, in maniera ingiustificata, non seguirà i suoi consigli. Saltano anche le doppie licenze, le licenze part time, i taxi stagionali, si salvano solo le sperimentazioni dei taxi ad uso collettivo.

Cosa cambia per le farmacie
Anche per quanto riguarda le farmacie, nonostante proclami e proposte, alla fine non si è ancora arrivati ad una soluzione condivisa. Il governo cerca di salvare le nuove aperture (circa 5 mila), cosa che la categoria definisce dannosa, ottenendo l’appoggio del Pdl per una modifica che ha portato il quorum di abitanti necessari dai 3 mila previsti in decreto ai 3.300 abitanti. Le sedi saranno assegnate con un concorso da bandire entro fine anno, un modo per consentire ai parafarmacisti di poter aumentare il proprio livello di competitività sul territorio. Nella graduatoria finale, infatti, questi avranno un punteggio aggiuntivo, mentre da subito potranno comunque vendere i farmaci con ricetta e i prodotti galenici. Cambia qualcosa per la prescrizione: si potranno comprare in farmacia confezioni monodose e nella prescrizione il medico dovrà tenere conto delle diverse tipologie di confezione.

Liberi professionisti e preventivo
Un’altra sorpresa davvero sgradita per i consumatori potrebbe essere la sparizione dal testo finale dell’obbligo per i professionisti di presentare il preventivo in forma scritta al cliente qualora richiesto. Un modo per evitare clausole nascoste e giochi di silenzio per gonfiare le parcelle, favorendo quindi una maggiore trasparenza. Nella versione definitiva del decreto è sparita la norma che prevedeva che la misura del compenso dovesse essere “previamente resa nota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesto”, sostituita da un’indicazione generica sulla necessità di comunicazione al cliente “con un preventivo di massima”. Almeno è stata confermata la cancellazione delle tariffe.

Non solo taxi e farmacie tra gli emendamenti. Vediamo punto per punto quali sono i principali emendamenti al decreto liberalizzazioni:

1) Conti correnti: previsto un conto corrente a spese zero, senza costi di apertura e gestione, per i pensionati che percepiscono una pensione non superiore ai 1.500 euro. Sono state al tempo stesso azzerate tutte le commissioni sulle linee di credito.
2) Mutuo senza conto corrente: si potrà ottenere un mutuo anche senza aprire un conto corrente presso la stessa banca, e qualora la banca dovesse richiederne l’apertura si ricadrebbe nella pratica commerciale scorretta.
3) Polizze vita: le banche dovranno presentare almeno due diversi preventivi di polizze di diversi istituti, permettendo così al cliente una maggiore scelta a fronte di un confronto tra alternative concorrenziali.
4) RC auto: previsti bonus sull’inserimento della scatola nera sull’autovettura e sul dispositivo che misura il tasso d’alcool. Ci sarà poi un premio per gli automobilisti virtuosi, che pagheranno la stessa tariffa in tutta Italia. Confermata infine la banca dati testimoni in funzione anti-frode, che conterrà le informazioni su danneggiati e testimoni.
5) Class Action: non saranno più di competenza del tribunale delle imprese, mentre non ci sono variazioni sulle azioni di nullità per il risarcimento del danno e violazione delle norme antitrust UE.
6) Concorrenza: la presidenza del Consiglio potrà raccogliere le segnalazioni di autorità indipendenti in materia di concorrenza e predisporre di seguito le iniziative opportune di coordinamento amministrativo dell’azione dei ministeri.
7) Benzina: cancellata la discussa commissione sul rifornimento di carburante fino a 100 euro qualora si paghi con la carta di credito o con il bancomat. Cade anche il diritto d’esclusiva e sarà quindi possibile l’aggregazione tra gestori di impianti per l’acquisto all’ingrosso di carburante.
8 ) Clausole vessatorie: eliminate le clausole vessatorie nei contratti dei professionisti, con sanzioni fino a 50 mila euro per chi non rispetta la legge.
9) Imu per la Chiesa: confermato per fortuna l’Imu per la Chiesa, che sarà pagata anche per gli immobili in cui si svolgono attività non esclusivamente commerciali. Per le scuole cattoliche, saranno esenti quelle la cui attività si svolge con modalità “concretamente ed effettivamente non commerciali”.

Si risparmierà davvero?

Viste le continue modifiche al testo di riforma, bisognerà rivedere anche le stime sull’effettivo risparmio che le liberalizzazioni porteranno agli italiani. Secondo i primi calcoli ogni famiglia avrebbe un risparmio di 1.000 euro l’anno e i consumi potrebbero salire del 2,5% facendo guadagnare al PIL un punto percentuale per singolo anno con una spinta pari a circa 22,8 miliardi di euro. Le associazioni dei consumatori avevano calcolato un risparmio fino a 1.800 euro l’anno grazie all’apertura dei mercati e all’abbassamento delle tariffe. Gli emendamenti hanno cambiato le carte in tavola, anche perché fin dall’inizio abbiamo espresso qualche dubbio sulle cifre.

Le stime, sia secondo le associazioni dei consumatori che secondo l’Antitrust, dicono che ci sarà un effettivo sostanziale risparmio per le famiglie italiane, ma la domanda che sorge spontanea a questo punto è una: ma sarà vero che si risparmierà oppure nonostante i proclami a rimetterci saranno i soliti noti? Nonostante gli emendamenti c’è ancora chi pensa che il governo Monti abbia in parte ceduto alle notevoli pressioni delle categorie, facendo perdere slancio alla manovra. Le liberalizzazioni dovevano essere il primo passo verso una reale apertura del mercato, eppure si ha l’impressione che non tutti i settori abbiano ricevuto lo stesso trattamento, e che in fondo molte delle novità sono solo superficiali e non scardinano i cosiddetti poteri forti.

I precedenti d’altra parte non sono confortanti. Secondo alcune associazioni di categoria le pseudo riforme del mercato che si sono susseguite negli ultimi vent’anni non hanno fatto bene al portafoglio, visto che invece di far risparmiare avrebbero avrebbero causato un ulteriore aumento di spesa quantificabile in circa 110 miliardi di euro totali. Una cifra tonda che equivale ad un aumento di 4.500 euro per famiglia, 286 euro all’anno. Tutti venuti dopo le cosiddette liberalizzazioni.

Sappiamo tutti che quelle che sono state propagandate come liberalizzazioni, soprattutto negli anni ’90, erano tutt’altro che tali, però è significativo che il legame tra libero mercato e risparmio non sia sempre positivo. In particolare secondo le rilevazioni sono state le assicurazioni a pesare sulle spese, seguite dai servizi finanziari, mentre solo il settore energia avrebbe visto un effettivo risparmio a fronte della liberalizzazione (6.7 miliardi di euro totali).

Sarà anche vero che il compromesso ha reso meno rivoluzionaria l’azione del governo Monti, ma è innegabile che da qualche parte si dovesse pur iniziare per smuovere il mercato, e la soluzione non poteva che essere partire dalle liberalizzazioni, nella speranza che dietro la cortina di fumo si nasconda qualcosa di concreto. Non ci resta che attendere per scoprirlo.

Vediamo allora settore per settore le più importanti novità previste fin dall’inizio nel testo delle liberalizzazioni.

Pubblicato da Mario Bello il 02/03/2012 in: Soldi e Carriera

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Sommario
  1. Introduzione
  2. Farmacie
  3. Professioni
  4. Trasporti
  5. Carburanti
  6. RC Auto
  7. Commercio e Attività Economiche
  8. Antitrust
  9. Banche e Conti Correnti
  10. Spiagge
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