Le tasse più odiate dagli italiani

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    Le tasse più odiate dagli italiani

    Spesso si dipinge il popolo italiano come una schiera di evasori delle tasse. Poche volte si cerca di capire il perché di questo atteggiamento anti-tasse. Come di consueto arriva la ricerca dell’Associazione Contribuenti Italiani sulle tasse più odiate dagli italiani, che ci dice molto anche sull’evasione. Vediamo chi merita il podio.

    Iniziamo con una nota sul metodo: lo studio, effettuato da Krls Network of Business Ethics, è stato condotto attraverso Lo Sportello del Contribuente, su un campione casuale di cittadini maggiorenni residenti in Italia, intervistati telefonicamente nella prima settimana di gennaio. Passiamo quindi ai risultati: la tassa più odiata dagli italiani è l’aggio esattoriale.

    L’aggio esattoriale è una tassa molto tecnica, ed è abbastanza difficile da comprendere nella sua matrice matematica. Diciamo però che si tratta a tutti gli effetti di una tassa sugli interessi di mora, che ha lo scopo di remunerare gli agenti di riscossione dei debiti fiscali. Se l’aggio conquista il podio, non meno odiato è il canone Rai, che si piazza al secondo posto, dominando peraltro la classifica delle tasse più evase nel nostro Paese.

    Il canone viene considerato inutile, nella migliore delle ipotesi un’imposta ormai vecchia e senza senso e nel peggiore dei casi persino un furto legalizzato. Stessa sorte nell’immaginario dei cittadini per il bollo auto, che si piazza al terzo posto e viene considerato un semplice retaggio del passato che ha poco senso oggi ma viene reiterato solo per interesse dell’amministrazione pubblica.

    In generale sono le tasse indirette quelle che conquistano la peggiore considerazione tra gli italiani, ovvero quelle fisse che non dipendono dal reddito. Anche perché queste incidono maggiormente sul bilancio delle famiglie più povere anziché su quelle più benestanti, come logica vorrebbe. La sfiducia, come evidenziato dalla ricerca, è totale: solo 1 cittadino su 5 capisce perché paga le tasse, mentre gli altri si considerano sudditi di una amministrazione finanziaria troppo burocratizzata che molto spesso viola i diritti dei contribuenti.

    Corollario inevitabile di questa considerazione è l’evasione fiscale, dovuta soprattutto alla sfiducia nei confronti della pubblica amministrazione (oltre che agli interessi personali, ovviamente). L’Italia ha il tasso di evasione più alto in Europa: su 100 euro di reddito dichiarato sfuggono al fisco ben 54,5 euro. Non stupisce l’identikit degli evasori: i principali evasori sono le industrie (32,8%) seguiti da banche e assicurazioni (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%). Per finire, uno spunto di polemica: Roma ladrona? Sembrerebbe di no, visto che a livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale).