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Le 3 migliori Università d’Italia per il 2016

Le 3 migliori Università d’Italia per il 2016
da in Lavoro, Soldi e Carriera
Ultimo aggiornamento: Martedì 13/09/2016 15:12

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    Settembre è un mese cruciale per chi ha appena conseguito il diploma e vuole proseguire gli studi. Per facilitare tutti i neodiplomati nell’arduo compito, ecco una classifica delle 3 migliori università d’Italia per il 2016, elaborata sulla base della ricerca di THE – Times Higher Education World University Rankings che ha coinvolto 800 atenei di 70 paesi.
    A partire dal 2004, THE elabora annualmente una lista dei migliori atenei del mondo, valutati sulla base di parametri che riguardano l’insegnamento, ovvero l’ambiente di apprendimento, la ricerca, ossia il numero di pubblicazioni, la reputazione, i riconoscimenti, ovvero l’influenza nell’ambito scientifico di riferimento, l’ apertura internazionale, cioè la capacità di attrarre staff e studenti stranieri e di produrre ricerche in collaborazione con altri paesi, ed infine il legame con le imprese. Una ricerca che ha il merito di orientare i futuri laureati nell’intricato mondo della formazione, senza trascurare il loro obiettivo finale, ovvero trovare un lavoro in linea con i propri studi.

    PIsa_Scuola_Normale

    La prima delle 3 migliori Università d’Italia per il 2016 è la Scuola Normale Superiore di Pisa, che si piazza al 112 posto della classifica mondiale. Nata per decreto napoleonico nel 1810, ha come modello l’École Normale Supérieure di Parigi. Nell’anno accademico 2014/2015 la sua offerta didattica è stata estesa, anche grazie alla fusione con l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) di Firenze, che ha dato vita all’Istituto di Scienze Umane e Sociali.
    Al momento conta tre strutture accademiche: la Classe di Scienze Umane, quella di Scienze Matematiche e Naturali e l’Istituto di Scienze Umane e Sociali. Tra gli ex-allievi illustri si annoverano Giosuè Carducci e gli ex ministri Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi.

    Uni_scuolasupsantanna

    La Scuola Superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna è un istituto universitario pubblico a statuto speciale, riconosciuta da Ministero dell’Istruzione come un vero e proprio ateneo dotato di autonomia. Nella classifica generale si piazza come seconda delle 3 migliori Università d’Italia per il 2016. Opera nel campo delle scienze applicate nelle aree di: Scienze economiche e manageriali, Scienze Giuridiche, Scienze Politiche, Scienze agrarie e biotecnologie vegetali, Scienze Mediche e Ingegneria Industriale e dell’Informazione.
    L’accesso è regolato da un concorso pubblico: ogni anno, la Scuola emana un bando in cui indica i posti disponibili e le modalità di selezione per l’ammissione ai corsi ordinari delle diverse aree. Tutti i candidati, tranne quelli dell’area delle Scienze mediche, devono affrontare una preselezione in due fasi. Gli aspiranti studenti per Scienze mediche devono invece partecipare ai test per il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia preso un’Università statale e conseguire un punteggio pari o superiore a quello dell’ultimo avente diritto all’immatricolazione nell’Università di Pisa.
    I vincitori del concorso devono iscriversi ai rispettivi corsi di laurea dell’Università di Pisa e sostenerne gli esami previsti. La Scuola Superiore Sant’Anna mette a loro disposizione gratuitamente: l’alloggio in apposite strutture, la mensa, laboratori scientifici e linguistici, la biblioteca e il centro di calcolo, spazi per attività ricreative, sportive e culturali.

    Trento university science faculty 2010

    A sorpresa, sul gradino più basso (si fa per dire) del podio delle 3 migliori Università Italiane del 2016 troviamo un ateneo “giovane” e dalla storia ribelle: l’Università degli Studi di Trento.
    Fondata nel 1962 come Istituto universitario superiore di Scienze Sociali da Bruno Kessler, è divenuta poco dopo la prima facoltà di sociologia in Italia.Nel 1968 è stato il primo ateneo italiano ad essere occupato e un punto cruciale per il movimento studentesco e la contestazione del Sessantotto, proponendo – con la direzione di Francesco Alberoni - un nuovo modello di insegnamento universitario, detto “università critica”, basato sulla partecipazione diretta alle scelte didattiche.
    Attualmente, le sue attività didattiche e scientifiche ruotano intorno a tre poli: quello “di città” con i dipartimenti di economia e management, sociologia e ricerca sociale, facoltà di giurisprudenza, lettere e filosofia; quello “di collina” con i dipartimenti di matematica, fisica,ingegneria civile, ambientale e meccanica, ingegneria e scienza dell’informazione e ingegneria industriale, ed il centro di biologia integrata ed infine il “polo di Rovereto” con il dipartimento di psicologia e Scienze cognitive, il centro interdipartimentale mente/cervello e la Scuola di studi internazionali.
    L’università è inoltre coinvolta in numerosi progetti internazionali (IEEE smart cities – Trento, Festival dell’Economia ecc.) ed ha fondato il consorio CoSBi per la ricerca bio-informatica applicata a nutrizione, farmacologia dei sistemi ed ecologia.

    967

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