Isee 2013, arriva il riccometro: ecco cosa cambia

Isee 2013, arriva il riccometro: ecco cosa cambia
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    Isee 2013, arriva il riccometro: ecco cosa cambia

    Dopo il Redditometro, è arrivato il momento di salutare il Riccometro, ovvero l’Isee 2013 secondo la terminologia utilizzata dai giornali. L’Isee da sempre rappresenta il documento indicatore della situazione economica, utilizzato dalle famiglie italiane per richiedere allo Stato sussidi o agevolazioni nei settori più disparati, ma oggi diventa anche uno strumento potente nelle mani del Fisco. Come è stato possibile un passaggio di questo tipo? Semplice, dando una stretta ai criteri di accesso e rivedendo il sistema di calcolo della dichiarazione Isee, che si trasforma appunto in un riccometro.

    La lotta all’evasione passa anche attraverso la verifica costante dei reali requisiti di quanti richiedono le agevolazioni previste dal documento Isee, che sempre più si trasforma in un quadro fedele della condizione economica delle famiglie italiane. Chiunque si trovi a riempire il modulo per le agevolazioni, sappia che da gennaio 2013 con il nuovo Isee l’occhio della Guardia di Finanza vigila su di lui. Non solo, perché per evitare le ingiustizie si è deciso di stringere i cordoni della borsa, abbassando di molto le soglie di reddito ed ecludendo, di fatto, una larga fetta di cittadini che prima potevano richiedere assistenza economica.

    Vediamo quali sono i criteri di funzionamento del nuovo Isee 2013:

    - Reddito: la dichiarazione Isee sarà sempre alla base dell’assegnazione di agevolazioni come asili nido, assistenza domiciliare, diritto allo studio universitario, libri di testo gratuiti, assegni di maternità e di sostegno alla famiglia, ma con un criterio di calcolo rinnovato e reso più equo. Non conterà più soltanto il reddito come fotografato dall’Irpef, ma entreranno in gioco anche altri fattori come il patrimonio mobile e immobile e gli investimenti.

    Per il reddito l’Irpef derivante da un contratto da lavoro dipendente la franchigia di deduzione scende al 20%, fino ad un massimo di 3mila euro, mentre per i redditi da pensione la franchigia massima sarà di 1.000 euro. A queste informazioni vanno però aggiunti il valore di case e terreni, i redditi esenti, quelli soggetti a imposte sostitutive (come gli affitti soggetti a cedolare secca), i rendimenti dei patrimoni mobiliari (conti correnti, bot, azioni, depositi) e gli assegni di mantenimento dei figli percepiti (da detrarre in caso di genitore che li versa).

    - Patrimonio: le informazioni patrimoniali diventeranno parte integrante della dichiarazione Isee, che in questo modo diventerà una fotografia più fedele della reale ricchezza delle famiglie. Nel calcolo bisognerà considerare quindi anche case e terreni in Italia soggetti a Imu (la prima casa si considera per due terzi); le case di proprietà all’estero; il saldo contabile attivo di conti correnti e depositi al netto degli interessi alla data riferita al’ultimo trimestre dell’anno precedente la dichiarazione; il valore nominale di Bot e Cct al 31 dicembre dell’anno precedente (la franchigia di deduzione scende a 6mila euro) e il valore risultante dall’ultimo prospetto delle azioni di società quotate e valore dall’ultimo bilancio delle partecipazioni azionarie di società non quotate.

    - Nucleo familiare: vediamo infine quali sono i componenti del nucleo della famiglia da prendere in considerazione ai fini della dichiarazione Isee. Per prima cosa, ovviamente, il dichiarante e il coniuge, anche se questo ha una diversa residenza e non risulta nello stato di famiglia, con l’ovvia eccezione di chi è legalmente separato, divorziato, oppure ha perso la potestà sui figli. In secondo luogo vanno considerati i figli di età inferiore ai 18 anni; i figli di età superiore ai 18 anni che sono a carico dei dichiarante ai fini Irpef, anche se non convivono con i genitori, qualora non coniugati e senza figli; tutte le persone presenti nello stato di famiglia anagrafico. Ogni componente della famiglia, nel nuovo sistema avrà un valore differente in base a una scala di equivalenza, che assegna un indice in funzione del numero totale di componenti: 1 componente 1,00; 2 componenti 1,57; 3 componenti 2,04; 4 componenti 2,46; 5 componenti 2,85. Parte delle detrazioni da tenere in conto saranno proprio in base al numero totale di membri ufficiali della famiglia.

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