Imu seconda rata, tra aliquote e agevolazioni: quanto si pagherà?

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    Imu seconda rata, tra aliquote e agevolazioni: quanto si pagherà?

    Il rientro dalle vacanze per molti italiani significherà anche un secondo incontro ravvicinato con l’Imu. Il 17 settembre è una data importante per tutti i contribuenti che abbiano deciso di ripartire il pagamento dell’imposta municipale unica in tre rate. Dopo giugno, è infatti questa la seconda tappa di un percorso che porterà poi al saldo in conguaglio del 17 dicembre. Tra aliquote e agevolazioni, vediamo cosa cambia e quanto si pagherà.

    Per capire meglio cosa potrebbe cambiare rispetto a giugno, ricordiamo che i Comuni hanno facoltà di mutare l’aliquota di spettanza entro il 31 ottobre, una scadenza quindi successiva al 17 settembre. Questa discrepanza sta già creando molti dubbi, considerato che di fatto alla scadenza della seconda rata molte municipalità non avranno stabilito il nuovo livello dell’aliquota.

    In ogni caso, la speranza di pagare meno di giugno è piuttosto remote. Questo è quanto risulta da un’analisi realizzata da Il Sole 24 Ore, secondo cui “otto città su dieci hanno alzato – o stanno pensando di alzare – il livello base della nuova imposta municipale sugli immobili. Praticamente nessuno l’ha abbassato. L’aliquota media arriva così allo 0,95%, rispetto allo 0,76% di partenza fissato come valore base nazionale dal decreto salva-Italia. I sindaci hanno tempo fino al 31 ottobre per approvare i bilanci, ma la rilevazione del Sole 24 Ore del lunedì di domani su oltre 80 capoluoghi di provincia conferma che i Comuni – tra ristrettezze di bilancio, tagli dei trasferimenti e patto di stabilità – stanno cercando di ottenere dall’Imu le risorse mancanti”.

    Brutte notizie dunque per tutti i proprietari o titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile che hanno scelto il pagamento in tre rate. Si salvano solo le prime case, per le quali l’Imu aumenta nel 40% delle città ma con un’aliquota media che si ferma allo 0,44%. In tutto questo, stando al quadro dipinto dal quotidiano, non sono molti i Comuni che hanno trovato spazio per le agevolazioni nelle loro delibere. Anzi, sono proprio le seconde case (anche date in prestito o per uso professionale) a subire il colpo peggiore con un prelievo medio arriva allo 0,95%.

    Uno scenario fosco per i proprietari, a maggior ragione se si considera che, secondo gli analisti, il salasso peggiore dovrebbe arrivare proprio prima delle feste natalizie, con il saldo a conguaglio del 17 dicembre da calcolare in base alle aliquote aggiornate.