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Disdetta contratto d’affitto: come fare

Disdetta contratto d’affitto: come fare

Come procedere in caso di disdetta d'affitto? Sia per il locatore che per l'inquilino la rescissione del contratto di locazione è un'impresa da sottovalutare, tra sanzioni, norme e scadenze diverse in base al contratto. Ecco dunque tutto quel che serve sapere per abbandonare casa senza incorrere in penali

    Disdetta contratto d’affitto: come fare

    La disdetta del contratto d’affitto, come fare a gestirla? Si tratta infatti di un’eventualità che può capitare per i motivi più disparati, dal lavoro all’amore, ma certo non facile da gestire. Può accadere infatti che il locatore o l’inquilino si vengano a trovare nella necessità di sciogliersi dal contratto prima della sua scadenza naturale, ma in questi casi la legge prevede alcune possibilità per entrambe le parti, anche se le regole sono leggermente diverse a seconda dei casi. Ecco dunque come fare ad abbandonare casa senza incorrere in penali o estenuanti litigi col locatore.

    La cedolare secca è un regime di tassazione sugli affitti facoltativo, che si concretizza nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che sottrae le parti dall’obbligo di versare le tasse di registro e di bollo dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. In caso di cedolare secca la legge prevede che solo l’inquilino abbia la possibilità di recedere il contratto in qualsiasi momento. Si parla in questo caso di recesso legale del conduttore, e si tratta di una procedura che può essere inoltrata sia nel caso di immobile a uso abitativo sia per esercizi commerciali, con un preavviso di almeno 6 mesi dalla data in cui si vuole liberare l’immobile. Il contratto potrà invece essere recesso dal proprietario solo in particolari casi come la necessità di utilizzare l’immobile per coniugi o figli.

    Nel caso di disdetta dell’affitto senza preavviso, l’affittuario deve comunque pagare al proprietario di casa i canoni per tutto il periodo di validità residua del contratto o, in alternativa, fino a quando non subentra un nuovo inquilino.

    Il primo affittuario comunque deve riconsegnare le chiavi di casa al locatore, ma questo atto non cancella comunque i debiti dovuti. Il titolare dell’immobile infatti può ugualmente procedere nei confronti dell’ex inquilino per ottenere il pagamento di tutti i canoni di affitto fino alla scadenza del contratto. Se tuttavia il locatore riesce a trovare nel frattempo un nuovo inquilino, evitando ovviamente di ricorrere all’affitto in nero, è solo fino a questo momento che il vecchio affittuario deve versare i canoni, poiché per il periodo successivo non vi è più alcun danno per il padrone di casa.

    Per quanto riguarda l’inquilino per recedere un contratto d’affitto anticipatamente è necessario il pagamento di una tassa pari a circa 67 euro all’Agenzia delle Entrate. Generalmente questa spesa si ripartisce tra conduttore e locatore, ma è opportuno fare riferimento a ciò che stabilisce il contratto. Invece per quanto concerne il locatore e come già accennato la disdetta anticipata è prevista solamente in casi speciali, nello specifico se l’immobile viene usato per la famiglia, se l’immobile deve essere venduto a terzi, se necessita di essere ristrutturato o se il conduttore non usufruisce dell’immobile senza giustificato motivo. In entrambi i casi comunque il singolo contratto potrebbe prevedere variabili diverse in grado di modificare tali procedure, e in questo senso ogni singolo caso merita un’analisi approfondita.

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