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Decreto semplificazioni fiscali, lotta all’evasione e tasse più basse

Decreto semplificazioni fiscali, lotta all’evasione e tasse più basse
da in Fisco e Tasse, Soldi e Carriera
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    Decreto semplificazioni fiscali, lotta all’evasione e tasse più basse

    Da quando si è insediato il governo Monti gli argomenti più dibattuti sono stati i tagli alla spesa e le nuove tasse. Il risanamento dei conti pubblici è lo scopo principale dell’esecutivo tecnico, ma il rinnovamento economico dell’Italia non può prescindere da misure sulla crescita. Per facilitare la crescita, quindi, bisogna parlare anche di sgravi fiscali e misure a difesa del potere d’acquisto delle famiglie. A questo scopo l’esecutivo sta elaborando un Decreto semplificazioni fiscali, ormai in dirittura d’arrivo: andiamo ad analizzare quali potrebbero essere le novità più significative per i contribuenti.

    Da un’analisi della bozza del testo salta subito all’occhio l’incapacità di sciogliere il nodo storico dell’Imu sul no-profit, che riguarda anche l’annosa questione degli immobili della Chiesa, che sembra uscire vincitrice dalla battaglia per l’Ici. In poche parole nonostante quanto annunciato nei giorni scorsi non esiste alcuna misura che costringa la Chiesa a pagare le tasse sugli immobili come tutti gli altri cittadini. Da questo nodo dipenderà la credibilità dell’intera operazione agli occhi del contribuente italiano.

    Sarebbe un peccato sprecare tutto il lavoro di cesello svolto nel decreto semplificazioni fiscali non cancellando l’atavico privilegio, anche perché la base del testo è proprio l’evasione fiscale e il recupero di soldi da destinare agli sgravi per le famiglie. Ci sono molte novità positive nella proposta del governo, e non è detto che prima dell’approvazione finale non arrivi qualche altra sorpresa. Ad esempio potrebbe esserci un ulteriore incremento delle detrazioni per i familiari a carico di 800 euro per il coniuge a carico e 900 euro per i figli minori di tre anni.

    Ipotesi al vaglio e indiscrezioni, che però lasciano intendere il volere di unire in maniera sinergica lotta senza quartiere ai furbetti e re-immissione degli introiti nel circolo virtuoso delle agevolazioni, con un piano però strutturato e non casuale come accadeva con i vecchi governi. L’abbassamento dell’Irpef e delle tasse in generale al momento sembra una strada più difficile da percorrere, ma i maggiori poteri di cui sarà dotata la Guardia di Finanza potrebbero cambiare le carte in tavola. A patto che si vada ad agire, come detto in apertura, anche con norme magari impopolari ma necessarie (leggasi Imu per la Chiesa).

    Vediamo ora nel dettaglio le novità della bozza:

    Evasione fiscale: al centro dell’operazione di sgravi fiscali c’è un potenziamento della lotta all’evasione fiscale, sia dei singoli che delle imprese. A questo proposito il governo sta predisponendo controlli severi su scontrini e ricevute fiscali e un potenziamento del 117, il servizio telefonico gratuito attraverso cui si possono denunciare gli esercenti. In tal senso la Guardia di Finanza potrà contare su strumenti sempre più sofisticati per i controlli diretti e incrociati.

    Tagli tributari: gli introiti della lotta all’evasione serviranno a diminuire le tasse dei cittadini italiani nel biennio 2012 – 2013, convergendo in un Fondo speciale destinato alle fasce di reddito più basse e alle detrazioni fiscali per i familiari a carico. Ogni anno, entro febbraio, il ministero dell’Economia illustrerà al Parlamento l’entità delle risorse recuperate da redistribuire.

    Debiti tributari: per facilitare il rientro dei capitali non dichiarati sarà possibile una rateizzazione flessibile dei debiti tributari, in modo che i contribuenti possano pagare di meno nella fase iniziale e poi progressivamente di più, facilitando il reperimento delle somme necessarie. Il debitore potrà chiedere un piano di rateazione con pagamenti costanti nel tempo con rate crescenti per ogni anno, e in tal caso si bloccherà anche l’eventuale accensione dell’ipoteca.

    Contante: abbiamo già visto come la soglia di tracciabilità dei contanti sia stata portata a 1.000 euro. Questo non varrà però per gli stranieri che potranno quindi effettuare acquisti in contanti oltre quella soglia, un modo per incoraggiare gli acquisti da parte dei turisti. La deroga prevede che il negoziante fotocopi il passaporto del cliente straniero, e che i soldi incassati non possano rimanere in negozio, con versamento obbligatorio entro due giorni, allegando la fotocopia del documento.

    Imu: novità sono previste anche per l’imposta unica municipale, sia per quanto riguarda le detrazioni che per il catasto. Nel primo caso ad esempio verrà confermata la detrazione per i figli a carico di 200 euro, che sarà però valida solo per la prima casa; nel secondo caso invece è previsto un adeguamento del valore catastale a valori di mercato per tutti i comuni italiani, rendendo meno palesi le disuguaglianze attuali.

    Paradisi fiscali: tempi duri per chi fa affari con i paradisi fiscali. Diventa infatti obbligatoria la comunicazione sulle cessioni di beni e di servizi effettuate o ricevute da o verso Paesi appartenenti alla black list dell’Ocse, con valore superiore ai 500 euro. Inasprimento delle pene anche per chi cerca di esportare i capitali: chi verrà intercettato rischia una multa fino al 40% della somma. La bozza del decreto prevede infatti sanzioni dal 5% al 20% per importi fino a 10 mila euro e dal 20% al 40% oltre i 10 mila euro.

    Equitalia: per venire incontro a chi è in difficoltà, la riscossione Equitalia diventerà meno rigida, con la possibilità di prolungare le attività delle imprese morose, senza correre il rischio di blocchi. Anche nel caso di pignoramento dei beni strumentali, il titolare dell’azienda rimarrà comunque in qualità di custode giudiziario, per permettergli la prosecuzione della produzione. Il Fisco non potrà inoltre pignorare più di un decimo dello stipendio del contribuente.

    Compensazione crediti Iva: si riduce da 10 a 5 mila euro la soglia per l’invio preventivo all’amministrazione finanziaria della dichiarazione che attesti il diritto al credito Iva da portare in compensazione.

    5 per mille: a partire dal 2012 potranno partecipare alla ripartizione del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo, abbiano comunque i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento.

    Elenco clienti – fornitori: altra importante novità per le imprese inserita nella bozza del provvedimento è quella che prevede che l’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura sia da considerarsi assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, la comunicazione deve essere effettuata qualora le operazioni siano di importo non inferiore a euro 3.600, comprensivo dell’Iva.

    Foto da Public Domain Photos

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