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Crisi e consumi: gli italiani fanno la spesa al discount

Crisi e consumi: gli italiani fanno la spesa al discount
da in Soldi e Carriera
    Crisi e consumi: gli italiani fanno la spesa al discount

    Il perdurare della crisi economica e le prospettive non proprio rosee per il futuro mettono le famiglie italiane di fronte a un interrogativo importante: come fare la spesa risparmiando? Un problema quotidiano che sempre più cittadini riscontrano, presi nella morsa dei prezzi alle stelle e del crollo del potere d’acquisto di stipendi e pensioni. La soluzione si traduce nella riscoperta del discount, fronte avanzato della spesa low cost. Non solo, perché il budget risicato modifica anche le abitudini di acquisto, con un taglio dei beni superflui e una revisione dello stile di vita. Una sorta di ritorno al passato, con tanto di boom dei gruppi d’acquisto solidale.

    La fotografia di un’Italia che cambia arriva da dalle parole presidente dell’Istat Enrico Giovannini, che ha commentato le ultime rilevazioni sul Belpaese. Se fino ad oggi si pensava che gli italiani a tutto avrebbero rinunciato tranne che al buon cibo, questa visione idilliaca è ormai fuori dalla realtà, perché le famiglie tagliano anche gli alimentari, puntando al necessario e non inseguendo più la marca ad ogni costo. E’ la rivincita dei discount, tanto bistrattati negli anni del benessere quanto santificati in periodo di crisi. Ormai anche i sassi sanno che acquistare al discount non significa per forza rinunciare alla qualità dei prodotti e delle materie prime. Semmai viene meno il ricarico dovuto al brand, alla pubblicità e al packaging ricercato.

    Basta dare uno sguardo agli stabilimenti di produzione per rendersi conto che spesso i prodotti senza marca sono realizzati dalle stesse ditte delle grandi marche.

    Certo, non si deve comunque scendere sotto un certo prezzo, perché allora sì che qualche dubbio sulla qualità viene, ma è un dato di fatto che ormai 6 famiglie su 10 si rivolgono al discount per fare la spesa, percentuale cresciuta di ben 9 punti solo nell’ultimo anno. Non solo, perché la necessità di far quadrare i conti ha portato a un taglio anche in un settore importante come quello medico, con oltre 7 famiglie su 10 che, in questi anni di crisi, hanno tagliato visite mediche, analisi cliniche e radiografie. Solo i farmaci, visti come un male necessario, tengono a galla il settore. Si mangia in economia e ci si cura di meno, ma si rivede anche lo stile di vita.

    In questo contesto si inserisce il rifiorire dei gruppi di acquisto solidale, una ‘moda’ tipica degli anni ’70 che era stata messa in soffitta con i gaudenti anni ’80 della spesa folle e solitaria. Se la grande distribuzione regge (anche grazie ai prodotti low cost senza brand), si fanno strada gli acquisti di gruppo e la spesa a chilometro zero, quella che si rivolge ai produttori locali tagliando i costi di filiera e con una maggiore garanzia del prodotto finale. Un modo utile anche per programmare le proprie spese e non cede agli impulsi del momento, magari istigati da quella pubblicità così ben realizzata. Niente più fronzoli, il risparmio è la parola d’ordine e allora ben venga anche il discount, a patto che a fine mese tornino i conti tra alimentari, abbigliamento, mutuo, Imu e bollette varie.

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