Contratto transitorio per affitti temporanei: come funziona

Tra i vari contratti di locazione esistenti, il contratto transitorio per affitti temporanei è una delle tipologie più diffuse in Italia, ma prevede regole diverse sia per il locatore che per l'inquilino. Ecco dunque come gestire un contratto temporaneo

da , il

    Contratto transitorio per affitti temporanei: come funziona

    Contratto transitorio per affitti temporanei: come funziona. La legge italiana prevede una discreta varietà di contratti di locazione per un immobile a uso abitativo, in modo da poter andare incontro alle esigenze e diverse necessità in cui potrebbe venirsi a trovare un possibile affittuario. Uno di questi è appunto il contratto di locazione temporaneo o transitorio, che prevede che vi sia un accordo tra il proprietario dell’immobile e l’inquilino ma relativo a un lasso di tempo molto breve. Scopriamo dunque come funziona in questo breve articolo!

    Contratto di locazione transitorio con cedolare secca

    Il regime fiscale agevolato della cedolare secca è ammesso anche in caso di contratto di affitto transitorio o di affitto parziale di una o più stanze dell’appartamento: Tra le varie tipologie di contratto di locazione quello per uso transitorio andrà inserita un’apposita clausola che indichi l’esercizio dell’opzione della cedolare secca. Ricordiamo che, in generale, con il contratto di locazione transitorio ammobiliato il locatore concede al conduttore il godimento di un immobile a uso abitativo con durata non inferiore a 1 mese (il che rende obbligatoria la registrazione) e non superiore a 18 mesi. Applicando la cedolare secca il locatore potrà inoltre godere di una imposta sostitutiva di IRPEF e addizionali.

    Quando scegliere un contratto di locazione transitorio

    Secondo la legge sugli affitti (431/1998) e al Dm 30 dicembre 2002, si possono stipulare contratti transitori con durata da 1 a 18 mesi “per soddisfare particolari esigenze dei proprietari e/o dei conduttori”, principalmente di lavoro o legate al contratto transitorio studenti. L’esigenza specifica deve essere citata nel contratto e, se è dell’inquilino, va provato con documentazione allegata al contratto. Il Dm prevede che se le esigenze transitorie dovessero rivelarsi inesistenti il contratto si trasforma per legge in un “4+4” standard.

    È possibile trasferire la residenza con un contratto transitorio?

    Sì, è possibile, ma non sempre si tratta di una eventualità sfruttata: il cambio di residenza serve a rendere credibile il contratto transitorio, nel senso che serve a provare l’occupazione effettiva dell’immobile da parte dell’inquilino. Poiché “la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale, è decisamente opportuno che il locatore trasferisca la propria residenza, anche se solo per un anno”. Ogni singolo caso tuttavia presenta variabili diverse e come tale va affrontato, motivo per cui consigliamo anche di scoprire come recedere un contratto di locazione, in modo da trovarsi preparati di fronte a qualsiasi possibilità.