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Come rispondere alla domanda “Mi parli di lei” a un colloquio di lavoro

Come rispondere alla domanda “Mi parli di lei” a un colloquio di lavoro
da in Lavoro, Soldi e Carriera, Colloquio di lavoro
Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/07/2015 18:18

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    Come rispondere alla domanda “Mi parli di lei” a un colloquio di lavoro? Spesso in una situazione del genere si rischia di cadere nel panico, perché non si sa bene quali parole utilizzare per dire tutto, ma allo stesso tempo per non dare l’impressione di volersi dilungare troppo. Può essere una di quelle domande, di fronte alle quali non si sa come ci si debba muovere. Ecco perché, per gestire una situazione del genere, bisogna seguire alcune regole importanti. Niente paura! Niente balbettii, ma più che altro bisogna puntare sulla consapevolezza. Solo in questa maniera possiamo riuscire a partire da una condizione che ci permette di essere precisi in quello che esponiamo. Ecco i nostri consigli…

    Essere brevi
    Colloqui di lavoro

    Apparentemente sembrerebbe assurdo, eppure tutte le informazioni che ci vengono richieste dovrebbero essere comunicate nel giro di un minuto. Operando in questa maniera riusciremo a tenere viva l’attenzione del datore di lavoro e allo stesso tempo possiamo controllare noi stessi. Se siamo brevi, abbiamo la possibilità di dire il giusto, di non esagerare oppure di cadere nell’errore contrario, cioè di mantenere nascoste le informazioni più pertinenti.

    Essere professionali
    Intervista di lavoro

    Siamo abituati a pensare a noi stessi e a parlarne soprattutto facendo riferimento alla nostra vita privata. Pensiamo subito alla famiglia, agli hobbies, agli obiettivi personali. Invece dovremmo valutare l’opportunità di far restare il discorso basato sulla nostra vita professionale. Più che altro dobbiamo abituarci a fare riferimento alle nostre esperienze professionali, anche specifiche.

    Fare riferimento ai numeri
    Colloquio di lavoro

    Quando parliamo di noi stessi a colui che potrebbe essere un eventuale datore di lavoro, faremmo bene ad includere dei numeri esatti, specificando anche, nell’ambito delle nostre esperienze lavorative, quali sono i tempi in cui le abbiamo attuate, rispondendo essenzialmente alla domanda “per quanto tempo…”. Possiamo fare anche degli esempi in particolare, che possono caratterizzare maggiormente la nostra figura professionale.

    Andare al di là
    Candidato a colloquio di lavoro

    Teniamo conto che, se un datore di lavoro ha deciso di concederci un colloquio, avrà sicuramente accertato, in base al nostro curriculum, che siamo in possesso dei requisiti di base. Ecco perché non bisogna limitarsi alle informazioni essenziali, ma bisogna andare al di là di queste, per dimostrare di essere più qualificati di tutti gli altri.

    Trovare un particolare
    Intervista di valutazione

    E’ importante riuscire a dimostrare di essere capaci di fare qualcosa che sa colpire l’attenzione, di essere abili in un dato compito, che agli altri non viene in mente: imparare in fretta, avere un forte grado di competenza tecnica. Gli esempi potrebbero essere tanti. In questo modo si può restare più facilmente impressi.

    Effetto sandwich
    Effetto sandwich

    Si tratta di una tecnica che può essere adottata per presentare informazioni negative in modo positivo. Si inizia con delle affermazioni positive, che mettono in luce le credenziali, l’istruzione e l’esperienza, si segue con un aspetto negativo, come la mancanza di conoscenza in un dato compito, e poi si passa rapidamente di nuovo ad un elemento positivo.

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