Come recedere un contratto di locazione, tutti i passaggi per disdire l’affitto di casa

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    Come recedere un contratto di locazione, tutti i passaggi per disdire l’affitto di casa

    Come recedere da un contratto di locazione? In linea di massima dipende dal contratto, ma bisogna conoscere tutti i passaggi per disdire l’affitto per non rischiare di pagare delle penali o di dover rimandare il tanto agognato trasloco. Le cinque tipologie di contratto di affitto, infatti, prevedono modalità differenti di rinnovo o di rescissione. E, soprattutto nei casi in cui il rinnovo è tacito, occorre giocare di anticipo anche di molti mesi.

    In linea generale, sia il locatore (cioè chi mette a disposizione la casa) che il conduttore, ossia l’inquilino, hanno la facoltà di risolvere di comune accordo il loro contratto.

    Tuttavia, il conduttore può decidere unilateralmente di disdire il contratto di affitto prima della scadenza, avvalendosi di una specifica clausola di recesso anticipato inserita nel contratto o, se non è prevista, adducendo “gravi motivi”. Tali motivi devono essere indicati nella lettera di preavviso che l’inquilino invierà al padrone di casa 6 mesi prima di lasciare l’appartamento.

    I gravi motivi sono condizioni esterne alla volontà dell’inquilino, come un trasferimento, problemi di salute, un licenziamento o condizioni insalubri della casa, come umidità e condensa che la rendono deleteria per la salute.

    Il proprietario di casa, invece, può decidere unilateralmente di recedere il contratto di locazione prima della scadenza solo in pochissimi casi specifici (se, per esempio, deve trasferirsi nell’appartamento che ha dato in affitto). Però può decidere di non rinnovare il contratto una volta scaduto.

    I contratti di affitto, infatti, non sono tutti uguali. Ciascuna delle cinque tipologie, ordinario a canone libero, transitorio, convenzionato o a canone concordato, transitorio per studenti e comodato d’uso, ha caratteristiche e durata differenti.

    Il contratto ordinario, generalmente, ha una durata di 4+4, cioè allo scadere del quarto anno si rinnova tacitamente per altri quattro. Quello a canone concordato 3+2, mentre il transitorio e quello per studenti hanno la durata di pochi mesi. Alla scadenza prevista dalla natura del contratto, il proprietario è libero di non rinnovarlo, se deve stabilirci la residenza sua o di un membro della sua famiglia o se l’immobile deve essere ristrutturato e l’inquilino sarebbe di intralcio, se deve venderlo (ma in questo caso, l’inquilino ha il diritto di prelazione), se l’inquilino stesso non ci abita senza un giustificato motivo o se ha a disposizione un’altra casa nello stesso comune. Anche il locatore deve inviare una raccomandata all’inquilino almeno 6 mesi prima della scadenza del contratto.

    Un caso a parte è il contratto di comodato d’uso, con il quale il proprietario mette a disposizione la casa gratuitamente ad un comodatario. Spesso manca una scadenza del contratto, per cui il comodatario può andarsene in qualunque momento (senza giustificato motivo) e il proprietario, d’altra parte, può richiedere la restituzione del bene in qualunque momento.