Assegno ex coniuge non deve garantire stesso tenore di vita: lo dice la Consulta

Assegno ex coniuge non deve garantire stesso tenore di vita: lo dice la Consulta
da in Soldi e Carriera
    Assegno ex coniuge non deve garantire stesso tenore di vita: lo dice la Consulta

    Quando sopraggiunge il divorzio l’assegno all’ex coniuge deve garantire lo stesso tenore di vita alla parte più debole? Una recente sentenza della Corte Costituzionale afferma di no, o meglio che vi sono una serie di fattori che contribuiscono all’oscillazione dell’assegno di mantenimento, dichiarando di fatto erronea l’interpretazione che alla norma prevista dal legislatore aveva fornito il Tribunale di Firenze, il quale per l’appunto sosteneva la versione del mantenimento dello stesso tenore di vita dopo il divorzio.

    A concorrere all’importo dell’assegno contribuiscono infatti vari fattori secondo la sentenza della Corte, come i mutamenti di reddito di colui che deve mantenere il coniuge, il contributo di entrambi alla formazione del patrimonio comune, ma anche la durata del matrimonio e le ragioni che hanno portato alla fine del rapporto, senza contare che la Costituzione stabilisce di tenere conto dei criteri di ragionevolezza e solidarietà, per cui da oggi non dovrebbe più accadere, come accaduto numerose volte in passato, che i separati finiscano sul lastrico per mantenere la famiglia. La realtà in base a quanto emerge dai dati Istat parla ad esempio di 4 milioni di padri e mariti separati in Italia, di cui 800mila che vivono sotto la soglia di povertà.

    La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata durante il caso di una coppia toscana senza figli: la donna, pur essendo una professionista proprietaria anche di alcuni immobili, pretendeva dall’ex marito 5mila euro al mese proprio ‘per mantenere lo stesso tenore di vita‘, e i suoi legali si rifacevano all’articolo 5, sesto comma, della legge n. 898 del 1970, modificato dall’articolo 10 della legge n.

    74/1987 per avanzare tale richiesta. Proprio su questa norma è arrivato il pronunciamento della Consulta, che ha dichiarato incostituzionale questo articolo, annullando di fatto uno dei principi cardine che sino ad oggi ha governato le dispute matrimoniali tra ex coniugi: un assegno di mantenimento non necessariamente deve garantire lo stesso tenore di vita al coniuge più debole.

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