8 per mille dichiarazione dei redditi: ecco come funziona

8 per mille dichiarazione dei redditi: ecco come funziona
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    8 per mille dichiarazione dei redditi: ecco come funziona

    Dichiarazione dei redditi significa anche 8 per mille, ovvero scelta dell’istituzione religiosa destinataria di una parte delle proprie tasse. Apponendo la propria firma sulla dichiarazione dei redditi in corrispondenza della confessione scelta, si decide infatti di devolvere ad essa una quota pari all’otto per mille del gettito Irpef. In realtà questo strumento di ‘finanziamento’ è molto più complesso di quanto si possa pensare, e nasconde non pochi aspetti critici. Cerchiamo di capire, allora, quali sono le origini dell’8 per mille e cosa c’entrano lo Stato, la Chiesa cattolica e persino la guerra in Iraq.

    In termini tecnici, l’8 per mille viene definito come quota di imposta, ricavata dal gettito complessivo Irpef, che lo Stato ripartisce ogni anno in maniera proporzionale in base alle scelte dei contribuenti. I destinatari sono lo stesso Stato e le principali confessioni religiose (con la pesante assenza dell’Islam). Questa forma di finanziamento delle confessioni è stata introdotta dall’art. 47 della legge 222 del 1985, norma che stabilisce anche gli ambiti nei quali i soggetti beneficiari possono impiegare i fondi ricevuti, nonché il meccanismo di calcolo di tale quota. La data di introduzione rimanda con evidenza alla revisione dei Patti Lateranensi, voluta l’anno prima dal presidente del consiglio Bettino Craxi. Con il nuovo Concordato tra Stato e Chiesa nasce anche l’istituto dell’8 per mille, che da allora ha subito molte (ma quasi mai sostanziali) modifiche.

    Nonostante sia un passaggio importante della dichiarazione dei redditi, in media circa la metà dei contribuenti ha effettuato negli ultimi dieci anni una scelta in merito al destinatario. Questo non significa, al contrario di quanto si potrebbe pensare, che la quota 8 per mille in questione non verrà comunque inclusa nel computo dei fondi da destinare. Se i contribuenti non sono tenuti ad esercitare l’opzione per la destinazione, anche l’otto per mille del gettito fiscale di chi non effettua una scelta (o di chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi) viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse e con esclusione solo dei soggetti che ne fanno esplicita richiesta, come accaduto ad esempio per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni nel 2012.

    Detto che l’Islam non è stato incluso in alcun accordo, e che i testimoni di Geova sono in attesa di ratifica parlamentare, i soggetti che partecipano alla ripartizione della quota dell’otto per mille del gettito Irpef sono i seguenti: lo stesso Stato; Chiesa cattolica; Chiesa valdese, Unione delle Chiese metodiste e valdesi; Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno; Assemblee di Dio in Italia (Pentecostali); Unione delle comunità ebraiche italiane; Chiesa Evangelica Luterana in Italia; Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia; Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale; Chiesa Apostolica in Italia (Pentecostali); dal 2013 concorrono inoltre le ultime due new entry in ordine di tempo, ovvero Unione Buddista Italiana e Unione Induista Italiana.

    Le finalità di utilizzo dei fondo da parte delle confessioni religiose vengono stabilite dall’accordo con lo Stato, e riguardano comunque sempre scopi religiosi o caritativi, mentre la quota spettante allo Stato dovrebbe essere utilizzata per interventi straordinari come aiuti per combattere la fame nel mondo, la sicurezza contro le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati o la cura dei beni culturali. Abbiamo scritto ‘dovrebbe’ perché in realtà in passato si sono avuti casi di spostamento di fondi per altri utilizzi, a volte del tutto contrari allo spirito dell’8 per mille. L’esempio più famoso è quello del 2004, quando parte dei fondi ottenuti è stato utilizzata per finanziare la missione militare italiana in Iraq. Non solo, perché molte volte la cura dei beni culturali riguarda direttamente i beni della Chiesa cattolica, con un evidente corto-circuito denunciato dagli analisti. Sottrarsi all’8 per mille non è possibile, quindi riflettiamo bene la prossima volta che verremo inondati di commoventi pubblicità sulla carità e le opere di bene.

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