5 risposte da dare a chi ti chiede di lavorare gratuitamente

da , il

    5 risposte da dare a chi ti chiede di lavorare gratuitamente

    Il mercato del lavoro in Italia, si sa, è molto particolare. Tra contratti atipici vecchi e nuovi, stage perenni, ex co.co.co, ex co.co.pro e voucher si fa fatica a orientarsi. Ma la proposta lavorativa tipicamente italiana è sempre in agguato: “ti va di aiutarmi? non c’è budget ma…“. E via con promesse varie. Se anche tu cerchi risposte a chi ti chiede di lavorare gratuitamente, ma senza arrabbiarti troppo, sappi che la tua arma più potente è l’ironia: una risata (tua) seppellirà tutte le proposte.

    Ma anche no

    Particolarmente indicata per chi si atteggia a manager di qualunque cosa, purché sia in inglese. Una sana dose di parole in italiano sufficientemente gergali da riportarlo con i piedi per terra, da accompagnare con un bel sorriso largo e un energico scuotimento di testa. Non importa quanto sia difficile trovare un lavoro, se ti chiedono di lavorare gratuitamente non vale.

    Grazie, ma preferisco mangiare

    Da utilizzare soprattutto se la proposta per lavorare gratuitamente arriva a pranzo, cena o davanti a un aperitivo. Ovviamente il riferimento è duplice: a quello che avete nel piatto in quel momento ed alle esigenze del vivere quotidiano. Un buon modo per far capire che il lavoro serve per vivere e pagare i conti, non per passare il tempo.

    Non sono un semaforo

    La risposta ideale alla proposta di lavorare in cambio di visibilità. In alcuni settori, purtroppo, è quasi la regola proporre lavori senza pagamento, retribuiti con la presunta importanza dell’esperienza da mettere sul curriculum. Ovviamente è una trappola: solo i semafori devono essere visibili. I lavoratori devono essere pagati.

    Pensavo avessi una famiglia più numerosa

    Una delle caratteristiche delle proposte di lavoro “aggratis” è che chi lo fa ha sempre un cugino o un nipote che farebbe lo stesso lavoro per meno di quanto chiedi tu. Non importa: continua a cercare il lavoro perfetto per te. Il punto è che, se chi ti chiede di lavorare gratuitamente viene da te, evidentemente ha finito i cugini (o i nipoti).

    Grazie, ma colleziono già francobolli

    Non dovrebbe essere necessario puntualizzarlo, ma la differenza tra un lavoro e un hobby è che nel primo caso si viene retribuiti. Per far capire a chi te lo chiede che non sei disponibile a lavorare gratis, la cosa migliore è fargli presente che non si possiede già un hobby.