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5 per mille 2017: come funziona?

5 per mille 2017: come funziona?

Ecco la guida aggiornata sul 5 per mille donato dai contribuenti alle associazioni no profit: come si calcola, come destinarlo e cosa succede in caso non si assegni alcuni beneficiario, tutto quel che serve sapere sul 5 per mille nel 2017.

da in Fisco e Tasse, Soldi e Carriera
    5 per mille 2017: come funziona?

    Il 5 per mille 2017: come funziona? Si tratta come molti italiani sanno della quota di tasse che lo Stato suddivide tra le varie Onlus e associazioni non profit, le quali svolgano attività socialmente utili o di ricerca scientifica. In pratica essa rappresenta una sorta di contributo diretto per sostenere la crescita e il raggiungimento degli obiettivi sociali per cui tali organizzazioni o enti sono stati creati. Scopriamo dunque insieme le ultime direttive per destinare il proprio 5 per mille.

    5 per mille come si calcola? Il 5 per mille rappresenta una quota percentuale dell’Irpef, cioè l’imposta diretta sul reddito delle persone fisiche, che i contribuenti ogni anno versano allo Stato in base alla loro capacità reddituale evidenziata nell’annuale dichiarazione dei redditi.

    È proprio in quest’ultima che i cittadini possono scegliere a chi destinare il loro 5 per mille obbligatorio o facoltativo, indicandolo in un apposito riquadro del documento fiscale. Naturalmente i beneficiari devono essere soggetti individuati dalla legge e che per tale motivo devono essere iscritti in un apposito elenco dei destinatari tenuto dall’Agenzia delle Entrate.

    Questo elenco viene creato dall’Agenzia delle Entrate insieme ai Ministeri relativi, che in un’ottica di trasparenza ed etica devono predisporre e pubblicare gli elenchi dei beneficiari dividendoli in diverse aree di competenza, quali:

    • le associazioni di volontariato
    • le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali
    • le associazioni di promozione sociale
    • le fondazioni senza scopo di lucro Onlus
    • le fondazioni di diritto privato che agiscono nel campo della promozione culturale
    • le associazioni sportive dilettantistiche che svolgano la loro attività con ricadute nel campo della promozione sociale
    • le fondazioni senza scopo di lucro iscritte nel registro delle Onlus
    • le fondazioni di diritto privato che agiscono nel campo della promozione culturale

    Fino a qualche anno fa in caso di mancata dichiarazione d’intento il contributo veniva dato allo Stato, ora viene invece diviso tra la maggioranza delle associazioni, viene cioè diviso tra tutte le fondazioni che hanno ricevuto una maggioranza di donazioni. In pratica se non si specifica nulla, il denaro viene suddiviso in proporzione tra tutti i beneficiari che appartengono alla categoria.

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