10 motivi per cui non devi accettare un lavoro

10 motivi per cui non devi accettare un lavoro
da in Lavoro, Soldi e Carriera
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    10 motivi per cui non devi accettare un lavoro

    Accettare un lavoro è sempre un obbligo? In un periodo di profondo crisi economica e di concorreza spietata, sarebbe facile rispondere sì. Eppure non è così, perché non sempre una persona è pronta ad accettare il cambiamento, e allora spuntano tanti motivi per cui non accettare un lavoro. Nella vita professionale di ognuno arriva un momento in cui ci si trova davanti a un bivio, a una decisione che potrebbe cambiare per sempre la sua vita: accettare un’offerta di lavoro (magari piovuta dal cielo) o continuare a lavorare nell’azienda di sempre? Rischiare un salto nel vuoto non è attitudine da tutti. La maggior parte delle persone preferisce la stabilità. Ecco perché esistono almeno 10 motivi per cui non accettare un lavoro.

    NON HAI FATTO ALTRI COLLOQUI: come dicevamo, a volte un’offerta di lavoro può anche arrivare senza che abbiate inviato un curriculum e senza che sentiate il bisogno di cambiare lavoro. In casi del genere è facile cedere alle lusinghe ma, se proprio vi stuzzica l’idea del cambiamento, forse è meglio incontrare anche qualche altra azienda prima di decidere.

    NON CONOSCI IL TUO VALORE DI MERCATO: ogni professionista ha un valore preciso per il suo mercato di riferimento, solo che ben pochi lo conoscono se hanno passato l’intera vita lavorativa nella stessa azienda. Confrontarsi con il mercato, prima di prendere una decisione sul proprio futuro, aiuta a capire qual è il vostro reale valore e a negoziare meglio con l’offerente.

    HAI PROBLEMI CON LA PARTNER: detto che le decisioni professionali dovrebbero essere prese in piena coscienza, senza interferenze esterne, è inevitabile confrontarsi con la partner (soprattutto se è una moglie). Può accadere, infatti, che lei non sia pienamente d’accordo con la decisione di lasciare il certo per l’incerto. Non prendetela come un’ingerenza perché, a volte, uno sguardo esterno può fare comodo.

    RINUNCI AI BENEFITS: quando si lavora per tanto tempo nella stessa realtà aziendale, si acquisiscono ‘benefits’ che non sempre sono garantiti a chi è appena arrivato (anche in posizione manageriale). Ci riferiamo soprattutto ai giorni di ferie e all’anzianità, concetto astratto che, però, in una compagnia conta tantissimo nel rapporto con i colleghi.

    LASCI BUONI AMICI: riuscire a costruire un buon rapporto con i colleghi, che magari vada anche oltre l’orario di ufficio e si trasformi in amicizia, non è certo una cosa comune. Quando l’alchimia funziona, allora, è più difficile rinunciare e accettare di dover costruire tutti i rapporti umani dal punto di partenza. Per molti questo basta per decidere di non cambiare lavoro.

    RINUNCI A UN AMBIENTE SANO: chi ha lavorato in più di un’azienda conosce bene quella sensazione del primo giorno, in cui non sai mai che tipo di ambiente di lavoro ti troverai davanti.

    Sano, rilassato o ipercompetitivo e dominato dalle invidie? Se lavorate in un bell’ambiente e sapete esattamente cosa aspettarvi dagli altri, allora pensateci bene prima di cambiare.

    NON CONOSCI LO STATO DELL’AZIENDA: siamo portati a credere che un’azienda che assume debba essere per forza in buona salute. Non è affatto così, a partire dal presupposto che non sappiamo perché cercano proprio la vostra posizione. Qualcuno è andato via? L’azienda è in crisi e cerca un profilo meno senior da pagare meno? Dubbi legittimi che fareste meglio a chiarire prima di decidere.

    L’UFFICIO E’ TROPPO LONTANO: sembra un dettaglio secondario, ma il viaggio che ogni mattina (e ogni sera) affrontiamo per andare a lavoro condiziona lo spirito con cui affrontiamo i compiti e il lavoro stesso. Se l’ufficio è troppo lontano e richiede diversi cambi tra treni inaffidabili e metro affollata, allora forse quei 100 euro in più in busta paga non valgono lo stress.

    IL LAVORO PREVEDE TROPPI VIAGGI: la disponibilità a trasferte e brevi trasferimenti è ormai alla base di ogni offerta di lavoro, perché non esiste azienda che coltivi solo il piccolo orticello locale. Per alcune professioni, come il commerciale, viaggiare è una consuetudine, ma se voi non eravate abituati a troppi spostamenti allora potreste giungere alla conclusione che la seccatura non vale la candela.

    IL CARICO DI LAVORO E’ ECCESSIVO: arriviamo al punto decisivo. Nella nuova realtà il carico di lavoro sarà simile a quello attuale o maggiore? Non è una domanda da poco perché carichi di lavoro significano stress maggiore, tempi più ristretti e meno vita privata. Purtroppo non potrete mai saperlo se non accettate il lavoro. Cosa fare? Prendete un bel respiro, riflettete su questi punti e prendete una decisione (che comunque non sarà mai giusta o sbagliata).

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN LavoroSoldi e Carriera Ultimo aggiornamento: Giovedì 22/05/2014 10:26
     
     
     
     
     
     
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