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Varicocele: sintomi, cura e cause

Varicocele: sintomi, cura e cause
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    Varicocele: sintomi, cura e cause

    Varicocele: vediamo quali sono i sintomi, la cura e le cause di questo disturbo che colpisce l’apparato genitale maschile. Si tratta di un’alterazione patologica delle vene dei testicoli: si forma una dilatazione di queste vene, che generalmente determina un gonfiore nella zona corrispondente e che può interessare il testicolo sinistro, quello destro o essere bilaterale. A questo sintomo del varicocele si possono aggiungere altri fastidi, come, per esempio, il dolore. Per risolvere il problema, soltanto in alcuni casi è opportuno ricorrere all’intervento chirurgico, perché di solito il disturbo si risolve spontaneamente. Dopo l’operazione per varicocele potrebbe comparire un idrocele, l’ingrossamento del testicolo.

    Vengono distinti quattro gradi di varicocele e, proprio in base alle condizioni del paziente, il medico sceglie quale trattamento utilizzare:

    • 1 grado – non è visibile nessun rigonfiamento e la diagnosi della malattia può avvenire soltanto mediante l’utilizzo di strumenti medici, come gli ultrasuoni doppler, la scintigrafia, la termometria a infrarossi e la flebografia;
    • 2 grado – si nota una certa dilatazione e il varicocele viene diagnosticato con la manovra del Valsalva (il paziente viene posto sotto sforzo per aumentare la pressione delle vene);
    • 3 grado – il varicocele si mostra evidente in posizione supina e può arrivare ad un diametro di 2 centimetri;
    • 4 grado – il varicocele a destra o a sinistra diventa più grande anche del testicolo e presenta varici in evidenza.

    Spesso il varicocele è asintomatico, perché non comporta segnali evidenti, a parte il gonfiore testicolare. Soltanto in alcuni casi, il soggetto prova un senso di fastidio e una sensazione di dolore in corrispondenza del testicolo gonfio. Il dolore può diventare più forte, quando si rimane in piedi a lungo o quando ci si impegna in una stancante attività fisica. La sensazione dolorosa tende ad aumentare la sera e si riduce quando ci si corica a pancia in su.

    Se si avvertono gonfiore e dolore allo scroto, bisognerebbe contattare il medico, per cercare di analizzare bene la situazione. La maggior parte dei varicoceli non ha bisogno di una cura specifica. Soltanto in alcuni casi rari occorre praticare l’operazione chirurgica, se il dolore non accenna a passare o se il medico riscontra atrofia testicolare. L’obiettivo dell’operazione consiste nell’isolare o nel bloccare le vene dilatate, spingendo il sangue venoso a prendere un percorso alternativo.

    Ci sono diversi approcci chirurgici per trattare il varicocele. Con la procedura tradizionale, viene praticata un’incisione in prossimità dell’inguine e si esegue l’isolamento delle vene testicolari dilatate. Il chirurgo, che può praticare varie incisioni, si serve di un microscopio o di un ecodoppler. Poi l’incisione viene richiusa. Dopo due giorni il paziente può tornare a svolgere le consuete attività della vita quotidiana più leggere e aspettare almeno due settimane per quelle più pesanti.

    Con la procedura laparoscopica, l’operazione si riduce ad essere minimamente invasivo. Le incisioni, infatti, sono veramente minuscole, quanto basta per introdurre gli strumenti chirurgici, che sono necessari all’isolamento delle vene dilatate. Con la tecnica laparoscopica i tempi di recupero sono più brevi.

    Esiste, infine, la procedura di embolizzazione percutanea: la tecnica viene eseguita in anestesia locale e consiste nel bloccare le vene dilatate tramite alcune sostanze embolizzanti o piccole spirali metalliche. L’introduzione del materiale avviene tramite un catetere, che, introdotto in una vena del braccio o dell’inguine, viene condotto nel punto desiderato per mezzo dei raggi x. I tempi di recupero in questi casi sono molto rapidi. Dopo l’operazione può manifestarsi l’idrocele, cioè l’ingrossamento del testicolo a causa della presenza di liquido sterile nella membrana che avvolge il testicolo.

    Non si sa di preciso quali siano le cause particolari che possono condurre al varicocele e quindi ad un’eccessiva dilatazione delle vene testicolari. A proposito della questione ci sono diverse tesi. Secondo alcune di queste, il problema sarebbe dovuto ad un cattivo funzionamento del sistema di valvole che troviamo sulla parete interna delle vene: in caso di varicocele il malfunzionamento di questo sistema permetterebbe al sangue di tornare indietro, ristagnando nei vasi, di cui modificherebbe l’anatomia. Secondo altre formulazioni, il disturbo potrebbe essere la conseguenza di un blocco del flusso sanguigno localizzato a livello dei vasi addominali.

    Il malfunzionamento delle valvole venose porterebbe al varicocele idiopatico, che è tipico degli adolescenti e dei giovani adulti. La seconda tesi, invece, sarebbe all’origine del cosiddetto varicocele secondario: il problema responsabile del blocco del flusso sanguigno insorgerebbe in altre sedi del corpo. In questo caso a volte pazienti con il varicocele potrebbero presentare problemi di erezione.

    Si ritiene che possa esserci una correlazione tra varicocele e alimentazione. Se si segue una dieta povera di fibre, si può incorrere nella stitichezza, con conseguente sforzo durante l’evacuazione delle feci. In questo modo le vene sono poste sotto pressione e possono dilatarsi. Ecco perché, per non rischiare, sarebbe meglio includere nella propria alimentazione frutta, verdura, cereali integrali e cibi ricchi di flavonoidi, come il tè verde e i frutti di bosco, molto importanti per rafforzare le pareti delle vene.

    Il sangue arriva allo scroto attraverso diverse vene. Quando queste si dilatano può accadere che l’uomo presenti dei problemi di erezione, generalmente determinati dal dolore provocato dalla pressione del sangue. Per questo può succedere la perdita di erezione durante un rapporto sessuale o l’erezione debole. I problemi possono cambiare a seconda della gravità del varicocele, anche se non c’è una correlazione diretta causa-effetto.

    Problemi di erezione si possono manifestare anche dopo l’operazione. Ma non si tratta di una conseguenza della procedura chirurgica. Solitamente tutto ciò succede perché, dopo l’intervento, il paziente non rispetta i consigli del medico legati al momento della convalescenza. Si tratta di astenersi dai rapporti sessuali almeno per 20 giorni, per permettere la vascolarizzazione adeguata della zona e non sentire dolore.

    Soltanto in casi molto rari il varicocele comporta delle complicazioni. Fra queste può essere ricordata l’atrofia testicolare, la riduzione delle dimensioni di uno o di entrambi i testicoli. Altra possibile complicazione rara del problema può essere costituita dall’infertilità. Secondo gli studiosi, infatti, il ristagno di sangue provocherebbe un aumento della temperatura attorno ai testicoli, fattore che, nel tempo, potrebbe mettere a rischio la formazione e la capacità di movimento degli spermatozoi. Per evitare che si giunga ad un livello simile, bisogna stare attenti e procedere con specifiche analisi, come, per esempio, lo spermiogramma: analisi del liquido seminale, per valutare la qualità degli spermatozoi.

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