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Tallonite: sintomi e cura

Tallonite: sintomi e cura
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    Tallonite: sintomi e cura

    Tallonite, quali sono i sintomi e la cura ideale? La tallonite è tratta di una condizione dolorosa del tallone, che può essere davvero molto fastidiosa. La patologia è di carattere infiammatorio e viene chiamata anche con il termine di dolore calcaneare. Si tratta di un disturbo tipico degli sportivi, anche perché spesso, fra le sue cause, ritroviamo anche un evento di tipo traumatico, come un incidente, in cui si incorre praticando l’attività sportiva. Uno stress sul tallone porta ad una sensazione dolorosa, che è molto simile a quella della fascite plantare. La malattia non interessa soltanto gli adulti, ma può coinvolgere anche i bambini. In ogni caso i sintomi sono sempre gli stessi: il dolore nell’area del calcagno.

    I sintomi

    I sintomi della tallonite si riconoscono facilmente, visto che il tutto si manifesta come un dolore che coinvolge tutta la zona del tallone. La sensazione dolorosa è più forte la mattina, quando ci si alza. Proviamo un dolore più acuto ogni volta che cerchiamo di rimetterci in movimento, dopo essere stati seduti o fermi a lungo. Non dobbiamo confondere il dolore tipico della tallonite con quello causato dalla tendinite o dall’infiammazione del tendine d’Achille, che comporta un fastidio più diffuso ed esterno.

    La cura

    La cura per la tallonite si basa innanzi tutto sul riposo. Quest’ultimo è fondamentale, per rendere più veloci i tempi di guarigione, che sono molto più lunghi soltanto nelle forme croniche. L’attività motoria deve essere sospesa, fino a quando non si ritrova la consueta funzionalità del piede. Può essere utile anche applicare del ghiaccio, immediatamente dopo l’eventuale verificarsi di un trauma.

    Se si tenta di continuare gli allenamenti, magari ricorrendo soltanto a degli antidolorifici, il rischio a cui si può andare incontro può essere molto grave, perché non si fa altro che sovraccaricare una struttura anatomica compromessa.

    Ci sono dei supporti ortopedici che si possono adottare, come tutori notturni e gambaletti rigidi, che possono essere indossati per camminare. In ogni caso sa essere risolutiva la terapia fisica, come quella a base di ultrasuoni o la laserterapia. E’ essenziale un periodo di riabilitazione a base di esercizi propriocettivi.

    A volte, specialmente quando all’origine di tutto vi è l’infiammazione della fascia plantare, può essere necessario intervenire con la litotrissia o con la fibrolisi. La prima consiste in un trattamento ad onde d’urto, mentre la seconda è costituita dal provocare dei microtraumi, che hanno un obiettivo ben preciso: vascolarizzare la zona infiammata e, quindi, rigenerarla. Soltanto nei casi più gravi è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. Il medico può prescrivere anche farmaci ad azione antinfiammatoria oppure può ritenere necessario ricorrere alle infiltrazioni medicamentose direttamente nell’area dolorante.

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