Sifilide: cos’è, come si trasmette, i sintomi e come si cura

L'OMS e l'Adoi hanno lanciato l'allarme circa la recrudescenza delle malattie sessualmente trasmissibili. Fra le più diffuse, c'è la sifilide, che ha avuto un incremento del 400% in soli 17 anni. Tutto quello che c'è da sapere sulla sifilide, cos'è, come si trasmette, i sintomi e come si cura oggi.

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    Sifilide: cos’è, come si trasmette, i sintomi e come si cura

    Cos’è la sifilide, come si trasmette? E quali sono i sintomi e come si cura? Sono queste le domande alle quali cercheremo di dare una risposta esaustiva per comprendere meglio questa patologia che, secondo i dati più recenti rilasciati dall’Adoi e dall’OMS, ha subito un incremento del 400% nella popolazione europea negli ultimi 17 anni. I dati sono decisamente allarmanti, dunque è bene avere un quadro chiaro di cos’è la sifilide e come si trasmette, quali sono i sintomi da prendere in considerazione in caso di contagio e le come si cura questa malattia sessualmente trasmissibile.

    Cos’è la sifilide

    La sifilide è una malattia infettiva a trasmissione sessuale, conosciuta e diffusa a livello globale da oltre 500 anni. L’infezione della sifilide è causata dal batterio Treponema pallidum. Può colpire indistintamente uomini e donne. Dopo un periodo di declino, oggi la sifilide è di nuovo fra le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse.

    Come si trasmette la sifilide

    La sifilide si trasmette con il passaggio del batterio Treponema pallidum da un soggetto infetto ad uno sano. I batteri trovano il punto ideale d’ingresso nel soggetto sano laddove ci sono erosioni cutanee o mucose: per tale motivo, la trasmissione sessuale della sifilide ha l’incidenza più alta.

    Ma questa malattia può essere trasmessa anche per via trasplancentare, ovvero da madre a feto e per via accidentale, ovvero per mezzo dell’utilizzo di oggetti infetti come le siringhe.

    In genere, le zone più a rischio di contagio sono i genitali, l’ano, le labbra e la bocca.

    Come si cura la sifilide

    La sifilide si cura mediante terapia antibiotica di Penicillina G prescritta dal medico, che valuterà lo stadio di progressione e saprà indicare la miglior cura possibile. Come sempre accade per ogni tipo di patologia, il contagio da sifilide può essere debellato più velocemente e meglio se la malattia è ai primi stadi.

    Al momento, non esistono vaccini per la sifilide, dunque l’unica soluzione è la prevenzione, ovvero:

    • eseguire regolamente le analisi del sangue, per evidenziare subito eventuali valori fuori norma;
    • in caso di rapporti sessuali occasionali o potenzialmente a rischio, usare sempre il preservativo;
    • in caso di rapporti sessuali occasionali o potenzialmente a rischio non protetti, eseguire le analisi del sangue;

    I sintomi da conoscere della sifilide

    I sintomi da conoscere della sifilide sono diversi, anche perché parliamo di una malattia che ha diversi stadi di progressione e un periodo di latenza asintomatico che può durare molto lungo.

    In generale, si distinguono i seguenti periodi di progressione della malattia:

    • lue o sifilide primaria
    • lue secondaria
    • lue latente (precoce e tardiva)
    • lue terziaria

    Durante la fase della sifilide primaria, si possono avvertire i primi sintomi della sifilide mediante piccole ulcere, in genere non dolorose, chiamate sifiloma. Si tratta di una linfoadenopatia regionale limitata alle zone genitali, dell’ano e della bocca contagiate, che non porta prurito e che si risolve intorno a circa 25-45 giorni. In questa fase il soggetto è contagioso.

    La fase della sifilide secondaria si può presentare anche dopo settimane dalla prima fase. In genere si manifesta con eruzioni cutanee non specifiche, ulcere sulle mucose, perdita di capelli, febbre, ingrossamento dei linfonodi ed altri sintomi generici. In questa fase il soggetto è contagioso.

    La fase latente della sifilide è asintomatica, difficile da comprendere per il paziente, che solo in alcuni casi può manifestarsi con ricorrenza di lesioni infettive. Il soggetto in questa fase non è contagioso e la malattia può restare indefinitamente in questo stadio oppure evolvesi e passare al terzo.

    La sifilide terziaria può evolversi in sifilide terziaria benigna, sifilide cardiovascolare o neurosifilide, a seconda della zona colpita. Nei casi più gravi, se non curata, può portare addirittura alla morte. Può presentarsi anche dopo 45 anni dal primo contagio. In questa fase, il soggetto non è contagioso.