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Salivazione eccessiva: cause e cure

Salivazione eccessiva: cause e cure
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    Salivazione eccessiva: cause e cure

    La salivazione eccessiva può essere davvero fastidiosa, specialmente quando nella bocca se ne accumula una quantità così abbondante, da non riuscire più ad essere contenuta dalle labbra, giungendo anche al gocciolamento. Teniamo presente che la produzione fisiologica di saliva è di circa 1,20 ml/h. Se si supera questo livello, si incorre nell’ipersalivazione. Le cause che stanno dietro al problema sono tante, sia che la salivazione eccessiva sia notturna, sia che si associ ad altri sintomi particolari, come, ad esempio, la nausea o la tosse. A volte può essere un problema di ansia, altre volte si può manifestare in gravidanza; nemmeno i bambini ne sono esenti. In ogni caso ci sono delle cure specifiche da non sottovalutare.

    Le cause

    Le cause della salivazione eccessiva possono essere tante. A volte si tratta di un’emotività accentuata, prodotta da emozioni intense e da una sensazione di ansia. Sono proprio queste sensazioni ad attivare il sistema parasimpatico, che sta alla base della secrezione della saliva. Non dimentichiamo che anche l’uso di protesi dentarie, specialmente nella fase iniziale, può comportare un’ipersalivazione. A volte alla base ci sono delle patologie, come infezioni alla bocca causate da funghi, batteri o virus, afte, le tipiche ulcerazioni del cavo orale, oppure il reflusso gastroesofageo o la gastrite.

    Anche la pancreatite e le malattie che interessano il fegato possono causare il fenomeno. L’eccessiva saliva può essere prodotta anche in seguito ad un digiuno prolungato, che determina una condizione di ipoglicemia. Lo stress della gravidanza può portare ad un’ipersecrezione salivare, correlata a nausea e vomito, specialmente nei primi 3-4 mesi di gestazione. Non dimentichiamo che anche l’assunzione di alcuni farmaci, come quelli a base di clorazepina o di ketamina, possono accentuare il problema.

    Le cure

    Le cure per la salivazione eccessiva non possono essere somministrate, se non si inizia da una diagnosi precisa della causa.

    A volte può essere necessario intervenire anche con dei farmaci specifici. Si tratta degli anticolinergici, che hanno la funzione di contrastare l’acetolina, il neurotrasmettitore prodotto dal sistema parasimpatico. Questi medicinali, comunque, hanno molti effetti collaterali. Quando il problema diventa particolarmente grave, il medico può decidere di arrivare alle iniezioni di tossina botulinica nelle ghiandole salivari, per inibire la loro capacità secretoria. Si tratta di un trattamento che ha un’efficacia, in genere, dai 2 ai 6 mesi. C’è poi la terapia chirurgica, che consiste nel legare i dotti salivari delle ghiandole.

    In tutti gli altri casi, in cui il problema è contenibile, si può fare ricorso a dei rimedi naturali o omeopatici. Fra questi possiamo ricordare l’iperico, che riesce a calmare gli stati ansiosi, il pilocarpinum, un’erba che agisce sulle ghiandole, oppure la lobelia inflata, una pianta, che consente all’organismo di rilassarsi.

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