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Priapismo: cause, sintomi e terapia

Priapismo: cause, sintomi e terapia
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    Priapismo: cause, sintomi e terapia

    Priapismo: quali le cause, i sintomi e la terapia? Il disturbo indica un’erezione patologica del pene, che non può essere ridotta in maniera spontanea e che si prolunga per più di 4-6 ore. Spesso è dolorosa e non è detto che sia collegata per forza a degli stimoli in particolare. Le conseguenze possono essere tante, fra cui delle lesioni ai tessuti, che conducono alla disfunzione erettile. Negli episodi di questo genere bisognerebbe sempre rivolgersi ad un urologo, che saprà indicare cosa fare, per risolvere una situazione che, oltre ad essere molto fastidiosa, si rivela dannosa.

    Si possono distinguere numerosi fattori scatenanti del priapismo. Spesso la causa principale è rappresentata dall’anemia falciforme oppure il tutto è collegato a fattori neuromuscolari. Possono influire alcune malattie come il diabete, ma anche patologie infettive, allergiche e tossicologiche. Il fenomeno può essere determinato anche dall’uso di alcuni particolari farmaci, come, ad esempio, la papaverina o la fentolamina, quando queste sostanze vengono iniettate per iniezione, per indurre l’erezione.

    Tra gli altri medicinali che possono provocare l’insorgenza del priapismo ci sono gli antidepressivi a base di fluoxatina e bupropione, quelli indicati contro i disturbi psicotici, come il risperidone, o contro l’ansia, come il diazepam. Lo stesso effetto possono avere gli anticoagulanti e l’eparina. Un’altra causa è rappresentata da malattie sistemiche del sangue, come talassemia, leucemia, policitemia, tromboacitoastenia oppure dall’abuso di alcol e droghe.

    Altre volte interviene un trauma genitale, che può danneggiare l’arteria cavernosa.

    I sintomi del priapismo variano a seconda del tipo di disturbo. Nel caso di un disturbo ischemico o priapismo venoso, si hanno rigidità dell’asta del pene, mentre il glande è morbido. Nel caso di priapismo arterioso il pene si mostra non troppo rigido e comprimibile.

    Generalmente è necessario intervenire rapidamente, per alleviare il dolore e per prevenire l’insorgenza di disfunzione erettile. Esiste un trattamento di urgenza, attraverso il quale viene aspirato il sangue dai corpi cavernosi. Si può intervenire anche con un’iniezione di sostanze vasocostrittrici nei corpi cavernosi del pene. In genere vengono usati principi attivi come epinefrina, norepinefrina, fenilefrina e metaraminolo. Il dolore viene calmato con i fans e può essere utile anche applicare il ghiaccio avvolto in un panno. Soltanto in casi eccezionali, quando la terapia medica non ha successo, è necessaria un’operazione, per bypassare l’occlusione, specialmente quella venosa.

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