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Più sani, più felici: i consigli dell’esperto per vivere meglio

Più sani, più felici: i consigli dell’esperto per vivere meglio
    Più sani, più felici: i consigli dell’esperto per vivere meglio

    I motivi per cui a un certo punto della vita si può decidere di adottare uno stile di vita sano sono molto vari: c’è chi lo fa per migliorare il proprio aspetto, chi ci si trova obbligato per motivi di salute, chi ne fa una vera e propria ragione di vita e chi, infine, decide di farlo pensando al proprio futuro. L’importanza di questa scelta, soprattutto se motivata da una certa lungimiranza, ci viene spiegata dal Dott. Filippo Ongaro, Medico Chirurgo, Direttore Scientifico dell’Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging, che abbiamo intervistato in occasione del convegno “Felicità e Benessere, mete raggiungibili educando mente e corpo”, organizzato da Solgar Italia.

    Più sani, più felici? E’ davvero così?
    “Partiamo dal principio che essere sani non deve equivalere a essere tristi perché altrimenti non si va da nessuna parte. Bisogna innanzitutto prendere consapevolezza che se si rinuncia a qualcosina oggi è per avere qualcosina in più domani. Non è solo una questione di rinuncia ma di lungimiranza.”

    Quali sono le regole per mantenersi in salute?
    “Il primo aspetto è psicologico e bisogna farsi delle domande su come si vuole vivere e anche su come si vuole morire, perché oramai è chiaro che lo stile di vita che scegliamo è fondamentale in tal senso. Le regole per stare bene consistono nel cambiare lo stile alimentare, non essere sedentari e imparare a gestire lo stress. Obbiettivi da perseguire non per forza con soluzioni univoche, ma con una strategia pensata ad hoc per ognuno, in base ai gusti. Ma il primo passo è convincersi che è necessario fare qualcosa di più per noi stessi. Sommersi da tutti gli impegni tendiamo a trascuraci, e poi ci si ritrova più avanti con gli anni con dei problemi che non capitano però per caso. Magari i segnali c’erano, ma non si è intervenuti in tempo.”

    Quali sono i consigli per una nutrizione corretta?
    “Gli alimenti genuini sono anche nutrienti. Gli alimenti artificiali, pieni di zucchero, di grassi, di calorie e di sale hanno conseguenze che poi si pagano e sono visibili soprattutto nei bambini che hanno da un lato un sistema più delicato e dall’altro essendo in crescita hanno una necessità ancora più elevata di avere un’alimentazione veramente nutriente.

    E’ poi importante il ridimensionamento di tutta una serie di alimenti che ormai è chiaro che non fanno bene: bibite dolci, merendine, biscotti, fast food. Se non si tolgono gli errori dall’alimentazione non ha molto senso inserire i cibi virtuosi. Vanno poi effettuati dei piccoli cambiamenti, come ad esempio togliere i cereali bianchi, che si trovano in pane, pasta e riso bianco, e sostituirli con le versioni integrali, che con una modesta differenza di gusto e una parità di calorie hanno però un assetto metabolico completamente diverso perché sono ricchi di fibra, hanno un indice glicemico molto più basso e hanno un’azione sul corpo molto diversa. Bisogna poi aumentare l’introito di frutta e di verdura che è una delle poche cose su cui siamo tutti d’accordo. Io credo inoltre che non vadano ridotte troppo le proteine, ma che vadano scelte quelle giuste, come le proteine del pesce e quelle vegetali che si trovano ad esempio nei legumi. Anche la carne magra non va esclusa, meglio ancora se fosse – anche se difficile – di allevamento al pascolo.

    Poi non bisogna ridurre a prescindere i grassi perché i grassi saturi fanno male, mentre i grassi polinsaturi come l’olio di pesce fanno benissimo.”

    Gli integratori sono utili per il nostro benessere?
    “Sicuramente sì, perché gli integratori sono in grado di darci i nutrienti di cui abbiamo bisogno in una forma concentrata. E’ vero che, ad esempio, bisogna mangiare i broccoli perché si dice che aiutino a prevenire i tumori, ma quanti bisogna mangiarne? Per avere i giusti nutrienti bisognerebbe mangiarne 4 o 5 al giorno, il ché è poco fattibile. Gli integratori possono quindi servire a rendere realizzabili degli obbiettivi che con il solo cibo sono francamente irrealizzabili. Se poi c’è anche un’integrazione mirata e gestita da un medico sulla base di esami specifici, abbiamo a disposizione un mezzo potente, perché è possibile analizzare e correggere le carenze del singolo una a una. Io credo molto in questo nuovo approccio, che non toglie nulla al farmaco: il farmaco continua a essere necessario in certi casi. Sono due tipi di approccio differenti che a volte si complementano e a volte no.”

    Lo stress è davvero la causa di tutti i mali? E come si combatte?
    “Lo stress è come l’allarme della casa, che è utile perché scoraggia i ladri, ma se suona 24 ore al giorno ti fa andare fuori di testa. Lo stress è un meccanismo d’allarme che può salvare la vita, e in situazioni di pericolo può dare la forza di reagire. Ma se è una costante diventa un problema, perché opera un’iperattivazione dell’organismo che è pensata per durare molto poco e invece dura settimane o anni. A quel punto diventa un meccanismo di logorio incredibile per l’organismo. E ormai sappiamo che lo stress è legato a tutte le patologie croniche di oggi.

    Qual è il problema? Che ne parliamo da 30 anni ma non facciamo abbastanza al riguardo. La prima cosa da fare sarebbe misurarlo: esistono da anni dei test specifici, con esami di laboratorio e test funzionali su parametri cardiaci. Quindi non è che non ci siano, è che non si fanno. E su quella base bisognerebbe poi dare delle indicazioni di tecniche di rilassamento che hanno un’azione comprovata come il training autogeno, la meditazione, lo yoga, il tai chi, che anche se non possono far scomparire la causa dello stress, creano però un compenso, un meccanismo di contromisura che in qualche modo permette comunque di recuperare e contenere il danno che lo stress può provocare.”

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