Listeria: i sintomi da conoscere causati dal batterio

Dopo gli eventi causati dalla tossinfezione alimentare da listeria, è molto importante conoscere quali sono i sintomi causati dal batterio. Inoltre, è fondamentale scongiurare il pericolo di infezione da listeriosi seguendo le norme basilari di igiene e cottura dei cibi, così come consigliato dall'Istituto Superiore della Sanità.

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    Listeria: i sintomi da conoscere causati dal batterio

    Nella cronaca degli ultimi giorni si è molto parlato della listeria e dei sintomi da conoscere causati dal batterio. La questione è sorta in seguito ad un caso di una tossinfezione alimentare di alcune persone, dopo aver mangiato del taleggio contaminato, prodotto che è stato ritirato dal mercato perché appunto compromesso da listeriosi. Ma cos’è la listeria e quali sono i sintomi da conoscere causati dal questo batterio? Facciamo chiarezza.

    Cos’è il batterio listeria

    La listeriosi è un’infezione casuata dal batterio listeria monocytogenes e solitamente si propaga a causa dell’ingestione di cibo contaminato, mentre solo raramente può essere trasmessa con contatto diretto con animali, persone o ambienti contaminati.

    Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, la listeria va classificata come una tossinfezione alimentare e, sebbene abbastanza rara, può provocare seri problemi di saluti nonché, nei casi più gravi, portare alla morte. I soggetti maggiormente a rischio sono quelli più delicati e/o deboli come neonati, anziani, donne in gravidanza o persone con deficit immunitario.

    I sintomi da conoscere del batterio

    I sintomi da conoscere del batterio listeria sono diversi, ma in genere i primi disturbi accusati dopo poche ore l’ingestione del cibo contaminato sono gastroenterite e febbre. Nelle donne in gravidanza possono presentarsi febbre e sintomi simili all’influenza. E’ importante ricordare che il periodo di incubazione della listeriosi è abbastanza lungo: i primi sintomi si presentano, in media, dopo tre settimane dall’ingestione del cibo contaminato, ma in alcuni casi il periodo può prolungarsi fino a 70 giorni. Oltre a febbre e gastroentrite, altri sintomi da conoscere del batterio listeria sono:

    • endocardite;
    • osteomielite;
    • colecistite;
    • peritonite;
    • meningite;
    • paralisi dei nervi cranici;
    • perdita della funzionalità motoria.

    Le conseguenze per le donne in gravidanza possono essere decisamente serie e vanno a gravare sulla salute del feto. La listeria, infatti, può condurre all’aborto, a parto prematuro o listeriosi congenita nel nascituro. Nei soggetti con deficit immunitario l’infezione può anche provocare meningiti, encefaliti e gravi setticemie.

    La listeria si cura con gli antibiotici, sotto prescrizione e controllo medico, ma l’ISS raccomanda di porre particolare cura alle norme igieniche per la pulizia e preparazione dei cibi, ovvero lavaggio degli alimenti crudi con disinfettante alimentare, lavaggio della posate e delle mani e cottura completa dei cibi.

    Listeria negli alimenti: dove e perché si forma

    Il batterio listeria negli alimenti è molto comune, ma dove e perché si forma? La listeria è causata dal batterio listeria monocytogenes: batterio Gram positivo, aerobio, dotato di grande mobilità capace di produrre alcune tossine. Tale batterio è presente nel suolo, nell’acqua, nella vegetazione e negli escrementi di diverse specie animali e la sua resistenza gli permette di sopravvivere anche in condizioni estreme: infatti, si sviluppa e riproduce a temperature comprese fra gli zero e i 45°. Proprio questa resistenza permette al batterio listeria di contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo alimentare, sia animale che vegetale.

    Solitamente, i prodotti con maggiore probabilità di essere infettati sono quelli crudi, compresi pesce, carne e verdure, così come il latte non pastorizzato e i latticini, i cibi pronti all’uso compresi i sandwich e le insalate imbustate.