L’inchiostro dei tatuaggi è cancerogeno? I rischi per la salute

L'inchiostro dei tatuaggi è cancerogeno? E soprattutto quali sono i rischi e non per la salute per chi si appresta a fare un tattoo? Cercheremo di fare il punto della situazione e di rispondere a queste domande, così da avere un quadro chiaro della situazione, sfatando dubbi e leggende metropolitane sull'inchiostro dei tatuaggi.

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    L’inchiostro dei tatuaggi è cancerogeno? I rischi per la salute

    Prima di fare un tattoo viene da chiedersi se l’inchiostro dei tatuaggi è cancerogeno e quali sono i rischi e non per la salute. La domanda è sicuramente legittima ed è bene che, specie i soggetti allergici o con cute sensibile si pongano tale questione, onde evitare spiacevoli conseguenze o addirittura danni. Cercheremo, dunque, di fare un po’ di chiarezza circa l’inchiostro dei tatuaggi e il suo potenziale cancerogeno, quale sia la sua composizione di base e se e in quali rischi per la salute ci si può imbattere.

    Cosa contiene e come è composto l’inchiostro per tatuaggi

    Cosa contiene e come è composto l’inchiostro per tatuaggi dovrebbe essere la prima domanda che ci si pone prima di farsi un tattoo. La composizione dei vari inchiostri varia a seconda della marca e, soprattutto, del colore prescelto: ad esempio, un inchiostro nero conterrà carbon balck, mentre in uno blu ci sarà il cobalto e mai viceversa. In generale possiamo dire che l’inchiostro per i tatuaggi contiene pigmenti organici, ma anche conservanti e contaminanti.

    La soluzione migliore prima di fare un tatto è quella di chiedere la lista degli ingredienti dell’inchiostro al proprio tatuatore di fiducia, così da verificare se ci siano sostanze potenzialmente dannose per noi e la nostra salute. Nel caso di allergie, è sempre bene interpellare anche il proprio medico di fiducia presentadogli la lista dei vari ingredienti chimici presenti.

    L’inchiostro dei tatuaggi contiene nichel e metalli?

    L’inchiostro dei tatuaggi contiene nichel e metalli? La risposta è , solo che purtroppo non sempre è possibile sapere le percentuali delle concentrazioni chimiche impiegate per motivi legati al brevetto del singolo inchiostro. In linea di massima, possiamo affermare che elementi come nichel, cromo, manganese, biossido di titanio e cobalto sono contenuti nei vari tipi di inchiostro (la composizione varia a seconda del colore) e che tali contaminanti possono essere pericolosi per la salute, specie per i soggetti predisposti.

    Una regola fondamentale per evitare problemi di allergie, o situazioni ancora rischiose per la salute, è quella di affidarsi solo a centri riconosciuti e a tatuatori professionisti, che rispettino le norme igieniche e si servano di prodotti controllati e certificati dal Ministero della Salute.

    E’ davvero cancerogeno l’inchiostro per i tatuaggi?

    Cosa sappiamo circa la corrispondenza fra cancro e inchiostro dei tatuaggi? Non abbastanza, certamente.

    Gli studi più recenti operati da un team di scienziati tedeschi e dall’Esrf, il Sincrotrone europeo di Grenoble (Francia), hanno confermato che i pigmenti del tatuaggio si “disperdono” in microparticelle nel corpo fino ad arrivare ai linfonodi, che diventano dello stesso colore del tattoo. Si tratta di una risposta fisica, che il corpo attua per pulire il sito d’ingresso del tatuaggio. Il dilemma sorto durante questo studio è che i pigmenti non viaggiano solo sotto forma di microparticelle, ma anche di nanoparticelle e in riferimento a queste ancora non si sa nulla di specifico circa le conseguenze e le reazioni fisiche potenziali.