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Farmaci brand e farmaci generici: i pazienti preferiscono il prodotto di marca

Farmaci brand e farmaci generici: i pazienti preferiscono il prodotto di marca
da in Workout
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    Farmaci brand e farmaci generici: i pazienti preferiscono il prodotto di marca

    Come vivono i pazienti la sostituzione dei farmaci brand con i generici? Meglio risparmiare con l’equivalente, o spendere di più per assicurarsi il prodotto di marca? Secondo una recente ricerca del Censis, molti italiani preferiscono pagare di più, prediligendo il brand. Un atteggiamento, questo, che si riscontra in particolare nel 47% degli anziani, nel 53,1% degli adulti fra i 45 e i 64 anni e in quasi il 53% dei soggetti che presentano gravi problemi di salute.

    Il prezzo dei farmaci

    A questo proposito è intervenuto il professore Ettore Ambrosioni, direttore della clinica medica dell’Università di Bologna e membro dell’European Society of Hypertension: “Ricorrere al farmaco equivalente non deve diventare un gioco di quanto costa l’uno rispetto all’altro, altrimenti si producono solo svantaggi per il paziente. Quando si sceglie un farmaco non brand bisognerebbe cercar di continuare con il medesimo, senza cambiarlo tra vari generici come invece troppo spesso succede. In generale bisogna star attenti a non generare sfiducia nel paziente, che rischia di confondersi con scatole di tipo diverso e perdere aderenza alla terapia”.

    Come evidenzia l’indagine Censis, il rischio che si generi confusione riguarda oltre il 39% degli anziani: un fenomeno che non può essere ignorato, in quanto gli anziani rappresentano la categoria più fragile a livello sociale e allo stesso tempo anche quella che detiene più spesso un rapporto quotidiano con i farmaci.

    La bioequivalenza

    Per bioequivalenza si intende quanto un farmaco generico sia simile ad uno di marca. Per legge, la differenza non dovrebbe superare il 20%, anche se, in alcuni casi, ci possono essere delle divergenze più accentuate, anche fino al 30%. Il professor Luca Gallelli, docente di Farmacologia Clinica all’Università di Catanzaro, ha fatto notare quanto il principio di bioequivalenza possa essere soggetto ad una certa oscillazione, creando così dei dubbi anche per quanto riguarda la prescrizione: “A mio parere questo potrebbe porre il medico in dubbio per quanto concerne le indicazioni reali, quindi la possibilità che questo farmaco una volta sostituito possa essere somministrato come farmaco “off label” cioè non indicato per quel dato tipo di paziente. Un esempio tipico è il Ramipril, laddove il Ramipril brand può essere utilizzato nei pazienti con insufficienza cardiaca ed ipertensione arteriosa, mentre invece il Ramipril generico non ha tutte le indicazioni e questo rappresenta una significativa differenza fra farmaco brand e farmaco generico”.

    Un altro punto che depone a favore dei farmaci brand, che vengono quindi prescritti più spesso rispetto ai colleghi generici.

    Gli eccipienti

    Gli eccipienti di un farmaco svolgono una funzione molto importante, in quanto hanno il compito fondamentale di trasportare il principio attivo all’interno dell’organismo. In base alle disposizioni normative, un farmaco generico può avere una composizione degli eccipienti differente rispetto a quello di marca. Teoricamente le sostanze aggiuntive non dovrebbero intervenire nel determinare l’efficacia di un farmaco, ma in realtà anche gli eccipienti hanno un ruolo nell’influenzare la riuscita della terapia.

    Il professor Vittorio Costa, specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare, ha espresso alcuni dubbi su questa tematica: “Sarebbe auspicabile che la letteratura scientifica dedicasse maggiore attenzione a questo specifico tema, tuttavia tra i pochissimi studi di confronto sull’efficacia farmaco originale/farmaco generico, molti dimostrerebbero che potrebbero esserci delle differenze in termini di efficacia”.

    Il risultato è che il 61% degli italiani preferisce così investire più soldi di tasca propria per acquistare farmaci brand seguendo l’idea, reale o preconcetto che sia, che il prodotto “originale” e più costoso corrisponde di solito a una qualità maggiore.

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