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Fare l’amore riduce il rischio di tumore alla prostata

Fare l’amore riduce il rischio di tumore alla prostata
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    Fare l’amore riduce il rischio di tumore alla prostata

    Fare l’amore riduce il rischio di tumore alla prostata. Buone notizie, quindi, per i latin lovers! Chi ha avuto più di 20 partner femminili nel corso della propria vita ha un rischio ridotto del 28% di sviluppare il cancro, rispetto a chi ha avuto una sola partner. Sembrerebbe una notizia che induca alle scappatelle, proprio in nome della salute! Ma, a parte gli scherzi, dietro a tutto questo c’è un’evidenza scientifica dimostrata dai ricercatori dell’Università di Montreal e dell’Institut Armand-Frappier, che hanno svolto uno studio proprio sull’argomento.

    La ricerca

    Gli studiosi hanno preso in considerazione 3.028 uomini. Di questi, 1.590 hanno ottenuto una diagnosi di cancro alla prostata, mentre 1.618 facevano parte di un gruppo di controllo. Alla fine i risultati sono stati molto chiari e sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Epidemiology. Nel corso dello studio i soggetti sono stati invitati a compilare un questionario, che si riferiva anche alla loro vita sessuale. E’ stato notato che coloro che avevano avuto molti rapporti, specialmente con partner femminili varie, riducevano del 28% il rischio di incorrere in un tumore della prostata. Fare l’amore comporta dei sicuri benefici per gli uomini: è proprio un elisir di lunga vita!

    In particolare questo “fattore protettivo” era più evidente in coloro che avevano fatto l’amore con 20 donne o più. Niente da fare, invece, per chi aveva avuto sempre la stessa partner o per chi aveva avuto rapporti con degli uomini. In tutti e due i casi si restava ad un rischio superiore di tumore.

    Il numero di partner sessuali influirebbe sullo sviluppo del cancro. Gli ottimi amatori si riconoscono anche da questo! Gli uomini che avevano detto di non aver mai avuto rapporti avevano quasi il doppio delle probabilità di diagnosi di cancro.

    La spiegazione

    Gli studiosi sono giunti alla conclusione che tutto ciò è possibile, perché aver avuto più rapporti significa essere stati indotti con maggiore frequenza all’eiaculazione. Quest’ultima ridurrebbe la concentrazione di sostanze cancerogene nel liquido prostatico. E’ stato inoltre osservato che sullo sviluppo della neoplasia non influivano né l’età, in cui era avvenuto il primo rapporto, né il numero di infezioni trasmesse sessualmente.

    I ricercatori hanno visto che solo il 12% di tutti i partecipanti ha riferito di aver avuto almeno una volta nella vita un’infezione contratta attraverso rapporti sessuali. Questo fatto non è stato ritenuto rilevante. Quindi il sesso, con tutti i suoi benefici, è la migliore medicina. Ricordatelo!

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