Speciale Natale

Curare l’ipocondria, è possibile?

Curare l’ipocondria, è possibile?
da in Benessere, Disturbi, Psicologia, Workout
    Curare l’ipocondria, è possibile?

    Curare l’ipocondria è possibile? Quali sono le opportunità terapeutiche per trattare questo disturbo psichico che si contraddistingue per la preoccupazione ossessiva di essere affetti da qualche malattia grave. Gli ipocondriaci vivono con il terrore infondato di essere malati. Spesso si sottopongono a degli esami medici, che dimostrano come la loro salute non corra alcun pericolo. Tuttavia i pazienti non riescono a persuadersi nemmeno in questo modo. L’ossessione può diventare così profonda da condizionare il loro lavoro e le loro relazioni sociali ed affettive.

    L’ipocondria presenta molte analogie con quelli che in generale vengono chiamati disturbi d’ansia. Alla base c’è un’eccessiva preoccupazione per la propria persona. Questa preoccupazione si trasforma in ossessione, dalle caratteristiche incontrollabili. Inoltre l’ansia tende a durare a lungo. Molti sono i tratti in comune tra l’ipocondria e altre fobie più specifiche, come la fobia sociale, o i disturbi d’ansia generalizzata, che colpiscono la persona, generando paure incontrollabili che non sono rapportabili a nessuna causa specifica.

    Per poter curare l’ipocondria, si deve effettuare una valutazione psichica da parte di uno psichiatra o di uno psicologo. Generalmente questa valutazione si ricava attraverso la somministrazione di un questionario.

    I risultati ottenuti vengono confrontati con ciò che è riportato nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Secondo il DSM, una persona si rivela ipocondriaca se:

    • interpreta in modo errato e personale alcuni disturbi e quindi sviluppa la convinzione di soffrire di una malattia,
    • la paura persiste anche dopo diversi esami clinici e le rassicurazioni mediche,
    • la paura provoca disagio e condiziona la sfera sociale e lavorativa,
    • la preoccupazione si protrae per più di 6 mesi.

    Curare l’ipocondria non è molto facile, perché, oltre ad intraprendere una terapia psicologica, il paziente deve collaborare, credendo nella validità degli stimoli forniti dal terapeuta, anche se questi si rivelano contrari alle convinzioni personali. Il paziente dovrebbe:

    • continuare nel tempo i trattamenti terapeutici e credere nella loro efficacia,
    • imparare a riconoscere la malattia,
    • prestare attenzione ai fattori che scatenano le preoccupazioni,
    • mantenersi attivo nella vita quotidiana,
    • creare un rapporto ottimale con il medico di famiglia.

    Chi è affetto da ipocondria può intraprendere un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale. In questo modo può imparare a riconoscere le preoccupazioni infondate e a non farsi influenzare. Il paziente impara ad identificare i sintomi dell’ipocondria, in modo da riuscire a controllarli meglio. La psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede anche lo svolgimento di alcune azioni della vita quotidiana, per imparare a gestire meglio l’ansia e superare i momenti più difficili.

    Molto importante è anche la psicoeducazione, che coinvolge anche i familiari del paziente ipocondriaco. In particolare vengono illustrati gli aspetti patologici del disturbo psichico e vengono forniti dei consigli, anche ai familiari, su come è meglio comportarsi nelle situazioni più critiche.

    Al paziente ipocondriaco, se il medico lo ritiene opportuno, possono essere somministrati anche dei farmaci. I più utilizzati sono gli antidepressivi a base di sostanze come la paroxetina e la fluoxetina. A volte il medico prescrive gli antidepressivi triciclici.

    644

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BenessereDisturbiPsicologiaWorkout

    Speciale Natale

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI