Criptorchidismo: cause, sintomi e cura

Criptorchidismo: cause, sintomi e cura
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    Criptorchidismo: cause, sintomi e cura

    Criptorchidismo: scopriamo le cause, i sintomi e la cura di questo disturbo che indica il fatto che non si è verificata la discesa di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale prima della nascita. Durante il corretto sviluppo del feto, nel primo periodo della gravidanza, nell’addome si formano i testicoli. Poi questi scendono nello scroto e iniziano la produzione del testosterone. A causa di diversi fattori, possono sorgere eventuali problemi e non avviene la discesa dei testicoli. Scopriamo perché ciò accade e come si può rimediare.

    Diverse sono le cause che aumentano la probabilità di incorrere nel criptorchidismo. A differenza dei testicoli che salgono, sono fattori che generalmente si collegano alla nascita. Per esempio, la nascita prematura del bambino o il peso basso possono rappresentare delle condizioni non trascurabili. In particolare le probabilità aumentano, se il bambino non raggiunge alla nascita i 2,5 kg.

    Ci sono poi altri fattori da prendere in considerazione. Fra questi un consumo eccessivo di alcol da parte della madre durante la gestazione, il fumo o il fatto che la donna soffra di diabete di tipo 1 o di tipo 2. In quest’ultimo caso la probabilità che il piccolo abbia dei problemi ai testicoli raddoppia.

    Il quadro si completa in seguito alla presenza di fattori ereditari. Un’altra possibile causa è rappresentata dalla sindrome di Down: poiché, a causa di questa condizione, la crescita non progredisce in maniera corretta, è possibile incorrere anche nei problemi ai testicoli.

    In presenza di criptorchidismo non si avverte dolore e non ci sono segni particolarmente evidenti. Generalmente ci si accorge del disturbo per il fatto che lo scroto si presenta più morbido del normale.

    Ci si può accorgere anche del criptorchidismo, perché lo scroto appare meno sviluppato su un lato rispetto all’altro. Un altro possibile segno è costituito dalla presenza di un testicolo più piccolo dell’altro e di forma appiattita.

    La ricerca scientifica ormai da tempo si è occupata di verificare delle possibili soluzioni per questo disturbo, ma molti aspetti non risultano ancora chiari. A volte è necessario ricorrere ad un trattamento ormonale attraverso la somministrazione di un ormone chiamato gonadotropina corionica, che stimola le cellule a produrre il testosterone. Questo tipo di terapia, però, non si può attuare nel caso in cui siano coinvolti entrambi i testicoli o se questi siano in una posizione che non permetterebbe la risoluzione del problema.

    In queste situazioni particolari, è meglio procedere con l’operazione. Generalmente nei bambini il medico consiglia di eseguire l’intervento chirurgico durante il primo anno di vita o prima che il piccolo compia 2 anni. E’ una scelta molto delicata, ma rappresenta a volte l’unica soluzione, per evitare che ci possano essere complicazioni in seguito. Durante la procedura chirurgica, i testicoli vengono portati nel sacco scrotale attraverso il canale inguinale.

    Si può ricorrere anche ad un’operazione di tipo laparoscopico, specialmente quando i testicoli sono posizionati in una parte più alta nell’addome. Proprio grazie all’uso del laparoscopio, inserito con un’incisione nella zona ombelicale, si riesce a tirarli verso il basso e a portarli nello scroto.

    Un altro tipo di operazione è quella nota con il nome di orchiectomia. Si tratta dell’asportazione del testicolo, che viene praticata quando non riesce a portarlo nello scroto in un altro modo. E’ necessario intervenire, soprattutto perché i soggetti, specialmente quando il problema è bilaterale, potrebbero presentare in età adulta problemi di fertilità.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN DisturbiWorkout Ultimo aggiornamento: Lunedì 11/01/2016 21:05
     
     
     
     
     
     
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